Le divinità romane – I nomi e le loro caratteristiche

Il tempio di Venere Genitrice, il tempio di Minerva, il Tempio di Vesta (tutti nel Foro Romano), sono solo alcuni degli edifici sacri dedicati alle divinità romane che potrete ammirare quando verrete a visitare Roma. Tutta la città era infatti costellata di templi e sacelli dove recarsi a pregare gli dei per risolvere questioni sociali, personali, ringraziarli o compiere i dovuti sacrifici.
Il pantheon romano era principalmente costituito da divinità di antiche origini italiche che, in seguito all’influenza di altri popoli, vennero assimilate a divinità straniere, soprattutto greche.
Ma come erano queste divinità romane?
Così come quelle greche, venivano immaginate con le sembianze umane e con abitudini di vita del tutto simili a quella degli uomini con le cui storie personali molto spesso intrecciavano le loro, non solo nelle vicende amorose, ma anche in quelle belliche.
Avevano ovviamente qualità e poteri sovraumani, ma anche difetti caratteristici degli uomini. Litigavano infatti frequentemente ed erano gelosi gli uni degli altri.

Qui di seguito vi forniamo un piccolo elenco delle principali divinità romane, in modo da farvi visitare Roma preparati.

Giove

Re del Cielo e capostipite di tutti gli dei. Fratello e marito di Giunone, era famoso per le sue avventure extraconiugali dalle quali nacquero molti eroi, come Ercole, semidei e qualche mostro. I suoi simboli erano la folgore e l’aquila (simbolo, tra l’altro, anche di Roma).
Forma greca: Zeus

Nettuno

Dio del mare e dei terremoti, era fratello di Giove e Plutone. Sposato con la ninfa Anfitrite, viveva in un palazzo subacqueo. Da lei ebbe quattro figli, tra cui Tritone e Cimopolea. Era anche padre di numerose creature più o meno mostruose, come i ciclopi minori e il mitico Pegaso. I suoi simboli erano il tridente e il cavallo, creato da lui stesso dalla spuma delle onde.
Forma greca: Poseidone

Plutone

Fratello di Giove e Nettuno, non fu mai il benvenuto sull’Olimpo, tanto da non avere neanche un trono nella dimora degli dei. La sua area di controllo erano gli Inferi, dove risiedeva. In epoca romana diventò anche la divinità dei metalli, delle pietre preziose e di tutto ciò che sta sotto terra. Rapì Proserpina, figlia di Cerere, e ne fece la sua sposa. Il suo simbolo era il Timone del terrore.
Forma greca: Ade

MARTE

Dio della guerra, figlio di Giove e Giunone, in epoca romana era molto importante. Gli venne dato l’appellativo di Ultore, il Vendicatore. Protettore dell’Impero, perse il suo carattere scellerato, tipico della forma greca, per assumere una personalità più rigida ed esigente. Era l’amante di Venere, padre di Phobos e Deimos. I suoi simboli erano il cinghiale e la lancia insanguinata.
Forma greca: Ares

VULCANO

Figlio di Giunone, appena nato venne scagliato giù dall’Olimpo da sua madre perché non aveva un bell’aspetto. Dio del fuoco, degli artigiani e dei fabbri, era sposato con Venere. I suoi simboli erano l’incudine e la quaglia (saltella in modo strano, proprio come lui).
Forma greca: Efesto

APOLLO

Gemello di Diana era il dio della musica, della poesia, della medicina, del tiro con l’arco e degli scapoli. Come la sorella rappresentava la luna, a lui fu attribuito il sole.
Forma greca: Apollo

MERCURIO

Dio dei viandanti, dei viaggiatori, dei ladri e dei messaggeri. Era il corriere degli dei, figlio di Giove e Maia. I suoi simboli erano elmo e sandali alati e il caduceo.
Forma greca: Ermes

BACCO

In origine era un semidio, figlio di Giove e di una mortale, Semele, ma dopo aver inventato il vino fu promosso a divinità prendendo il trono di Vesta. Era il dio del vino e dei festeggiamenti. I simboli erano la tigre, il leopardo, l’uva e il tirso, una lancia sormontata da una pigna.
Forma greca: Dioniso

GIUNONE

Moglie e sorella di Giove, era al dea delle donne, del matrimonio, della maternità e della fertilità. Giove le diede un figlio, Marte, e una figlia, Iuventas, dea della giovinezza. I suoi simboli erano il pavone e la mucca (un animale materno).
Forma greca: Era

CERERE

Dea dell’agricoltura, sorella di Giunone e Vesta. Madre di Proserpina, i suoi simboli erano il papavero e l’orzo.
Forma greca: Demetra

VESTA

Dea del focolare domestico e della casa, cedette il suo trono sull’Olimpo a Bacco. Era una dea vergine e molto umile. Nel periodo romano assunse molta importanza, anche grazie alla creazione dell’ordine delle Vestali, un gruppo di sacerdotesse che si consacravano alla dea. Il suo simbolo era una gru.
Forma greca: Estia

MINERVA

Era la dea della saggezza e delle arti minori. Non era molto amata dai Romani, perché protettrice dei Greci, loro rivali. Era una dea vergine nata dalla mente di Giove. Il suo simbolo era la civetta.
Forma greca: Atena

VENERE

Dea dell’amore nata dal sangue di Urano e dalla spuma del mare. Fu data in moglie a Vulcano, ma era risaputo amasse Marte. Dall’unione dei due nacquero Phobos e Deimos, la Paura e il Terrore. I suoi simboli erano la colomba e la cintura magica in grado di far innamorare di lei chiunque la guardasse.
Forma greca: Afrodite

DIANA

Dea della caccia, delle ragazze vergini e del parto, successivamente della luna. Non si sposò mai né ebbe figli. Era la gemella di Apollo, figli di Leto e Giove. Al suo servizio aveva delle ancelle, le cosiddette Cacciatrici di Artemide, ragazze vergini sotto la sua protezione.
Forma greca: Artemide

Leave a Comment