Le stanze di Raffello

Le Stanze di Raffaello sono 4 ampie sale all’interno dei Musei Vaticani, chiamate così poiché affrescate dal grande artista e dalla sua scuola di seguaci. Fanno parte dell’appartamento privato di Papa Giulio II  che nel 1508 ne commissionò l’affrescatura a Raffaello.

Come visitare le Stanze di Raffaello

Le 4 stanze raffaelliane sono una delle meravigliose attrazioni dei Musei Vaticani. Il percorso turistico passa attraverso un balcone del Cinquecento e conduce direttamente alle 4 sale. Questo percorso è attraversato da chiunque si diriga verso la Cappella Sistina.
Il biglietto di ingresso è lo stesso di quello dei Musei Vaticani, perciò potrete  visitare anche  la Pinacoteca, il  Museo Pio-Clementino, la Galleria delle Carte Geografiche, il Museo Gregoriano Egizio, il Padiglione delle Carrozze. Come è noto le file all’ingresso sono infinite perciò il nostro suggerimento è quello di procurarvi i biglietti on line per poter cominciare subito la visita.

Il museo è compreso nella card Omnia Vatican & Rome Pass.

Cosa vedere nelle Stanze di Raffaello

Le 4 stanze di Raffaello visitabili all’interno dei Musei Vaticani sono meta di milioni di appassionati, studiosi e turisti da tutto il mondo. Ogni stanza prende il nome dal tema principale dei suoi affreschi.

Stanza dell’Incendio: questa sala conserva il precedente lavoro sulla volta del Perugino (1507-1508) con temi legati alla Trinità, mentre il lavoro di Raffaello realizzò scene come l’Incendio di Borgo e l’Incoronazione di Carlo Magno.

Stanza della Segnatura: una sala affrescata riprendendo il tema della cultura umanistica, tra cui è impossibile non citare la famosa Scuola di Atene, simbolo della filosofia.

Stanza di Eliodoro:  affrescata tra il 1511 e il 1514, questa sala si affaccia sul Cortile del Pappagallo nel Palazzo Apostolico e prende il nome da un lunotto affrescato con episodi della vita di Eliodoro, uomo ostile alla Chiesa.

Sala di Costantino: una delle stanze postume affrescate grazie ai cartoni creati dallo stesso Raffaello prima della sua morte, il tema principale sono storie sulla vita di Costantino Magno.

Oltre a queste 4 stanze, al complesso vengono solitamente associate anche la Cappella Niccolina, una cappella privata del papa, e la Sala dei Chiaroscuri, affrescata seguendo disegni di Raffaello (non accessibile al pubblico).

La storia delle Stanze

Pare che le stanze di Raffaello nacquero con il pontificato di Giulio II (1503 circa) il quale decise di cambiare la sua residenza rispetto ai predecessori. Il papa scelse l’ala nord del secondo piano del Palazzo Apostolico e commissionò lavori di restauro e di decorazione.
Alcune testimonianze  spiegano come le stanze scelte da papa Giulio II avessero già importanti affreschi del Quattrocento, capolavori di artisti del calibro di Piero della Francesca, Bartolomeo della Gatta e Luca Signorelli.
Le decorazioni delle stanze vennero inizialmente affidate ad artisti come Lorenzo Lotto e il Perugino, ma il loro lavoro non riuscì a convincere il papa. Si pensa che il nome di Raffaello fu suggerito dal conterraneo Bramante, che in quegli anni si stava occupando della ricostruzione della Basilica Vaticana.
Iniziate tra il 1508 e il 1509, le decorazioni delle sale continuarono anche con il pontificato successivo (quello di Leone X) e durarono fino a dopo la morte di Raffaello.

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