I Musei Vaticani

Sia che veniate a visitare Roma per 3 giorni, sia che la vostra permanenza duri un po’ di più o un po’ di meno, un tour dei Musei Vaticani è d’obbligo. Valgono infatti da soli il viaggio.
Credeteci, una visita ai Musei Vaticani è un’esperienza talmente emozionante che difficilmente si cancellerà dalla vostra mente. Una volta usciti da lì, farete fatica a rendervi conto di quanta bellezza è passata sotto i vostri occhi.

Per entrare ai musei è obbligatorio acquistare i biglietti online.

Il complesso museale è caratterizzato da sette chilometri di superficie espositiva e contiene più capolavori di quanti ne ospitino molti piccoli altri Paesi. Si trova nel Palazzo Apostolico Vaticano e mette a disposizione dei visitatori una delle collezioni d’arte più grandi del mondo.
Dicono che per visitare i Musei Vaticani occorrerebbero circa dodici anni. Non mettete in conto perciò di poter vedere tutto in una sola volta!

Il consiglio che vi diamo è di dare la precedenza a queste visite:

1. Le Stanze di Raffaello
2. Il Museo Pio Clementino (per estasiarvi davanti al Laocoonte e l’Apollo del Belvedere)
3. La Pinacoteca Vaticana (non perdetevi la Trasfigurazione di Raffaello)
4. Galleria delle Carte Geografiche 
5.  e ovviamente alla strepitosa Cappella Sistina (qui per assicurarvi l’ingresso prioritario)

Vi ricordiamo che i musei sono attrezzati per i disabili e, previa prenotazione, sono disponibili gratuitamente le sedie a rotelle (su richiesta direttamente presso lo sportello “permessi speciali”).
E’ inoltre consentito l’ingresso con i passeggini.

Se vi state chiedendo quanto tempo ci vuole per visitare i Musei Vaticani la risposta è tra le due e le tre ore. Questo in caso visitiate in autonomia e senza audioguida. Se invece optate per l’audioguida calcolate sicuramente 3 ore, visto il tempo necessario ad ascoltare le spiegazioni di ogni opera. Ancora di più se decidete di goderveli con una visita guidata.

Stabilite voi qual è la vostra resistenza!

GLI ORARI: da lunedì a giovedì dalle 8.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 16.30) –  venerdì e sabato dalle 8.30 alle 20.00 (ultimo ingresso alle 18.00)

Visitare i Musei Vaticani Biglietti online

1. Le stanze di Raffaello

Erano gli appartamenti privati di Papa Giulio II (1503-1513), il quale affidò a Raffaello, che allora aveva 25 anni e non era ancora molto noto, la realizzazione degli affreschi delle quattro stanze. Il papa non voleva infatti abitare negli ambienti utilizzati dal suo predecessore Alessandro VI e già affrescati dal Pinturicchio e si era trasferito quindi al piano superiore, nell’ala fatta costruire da Niccolò V a metà del Quattrocento.
Questa commissione permise al pittore di far salire notevolmente le “sue quotazioni”.
Gli appartamenti erano già stati dipinti da artisti già affermati, tra cui il Perugino, maestro di Raffaello il quale, visto era stato lasciato libero da Giulio II di gestire come voleva gli affreschi, cancellò ciò che c’era in precedenza.
Solo due stanze furono però dipinte di suo pugno: la Stanza della Segnatura (lo studio) e la Stanza di Eliodoro (la sala d’aspetto usata per le udienze private). Le altre due stanze, la Stanza dell’Incendio di Borgo (la sala da pranzo) e la Sala di Costantino (sala dei ricevimenti) furono realizzate da allievi seguendo suoi disegni,  essendo il maestro morto all’improvviso il 6 aprile del 1520.

La Stanza della Segnatura custodisce uno dei capolavori più famosi di Raffaello: la Scuola di Atene.
Sullo sfondo di un’architettura antica, sono rappresentati, al centro, Platone e Aristotele. Il primo con le sembianze di Leonardo, punta il dito al cielo alludendo al mondo delle idee, il secondo, volgendo il palmo della mano verso terra, indica, al contrario, il principio razionalista della sua filosofia.
Entrambi sono attorniati da una schiera di filosofi, rappresentati con le sembianze di personaggi del tempo. In primo piano Eraclito (Michelangelo), Euclide (Bramante) che disegna sulla lavagna una figura geometrica, Diogene quasi sdraiato sulle gradinate, Tolomeo e Zoroastro con in mano rispettivamente il globo e la sfera celeste. Nell’opera si può ammirare anche l’autoritratto di  Raffaello, il secondo personaggio a destra con il berretto verde.

2. Museo Pio-Clementino

Ospita alcuni degli esempi più alti della statuaria classica. Tra questi vi segnaliamo sicuramente:
1. l’Apoxyomenos, copia in marmo del bronzo dello scultore Lisippo (320 a.c. circa), che raffigura un atleta intento a detergersi il sudore con lo strigile (sorta di rasoio usato nell’antichità) dopo aver gareggiato e vinto (lo potete ammirare nell’ambiente chiamato Gabinetto dell’Apoxyomenos, passato il vestibolo quadrato)
2. l’Apollo del Belvedere (copia romana in marmo del II sec. a.c. dell’originale greco in bronzo datato IV sec. a.c), considerato uno dei grandi capolavori dell’arte classica
3. il gruppo del Laocoonte (raffigurante un sacerdote troiano di Apollo e i suoi figli alle prese con una lotta mortale con due serpenti di mare), anch’esso copia romana di un originale greco e risalente al I sec. d.c.  Queste ultime si trovano tutte e due nel Cortile Ottagono, il cortile centrale del palazzo.

3. Pinacoteca

Fatta realizzare da papa Pio XI nel 1932, accoglie 460 dipinti disposti in ordine cronologico dall’XI al XIX secolo, e comprende opere di Giotto, Beato Angelico, Filippo Lippi, Guido Reni, Raffaello, Caravaggio e diversi altri grandi artisti. Spesso è trascurata dai visitatori, ma vale veramente la pena. Da ammirare assolutamente i tre dipinti di Raffaello nella sala VIII, bellissima nel suo nuovo allestimento. Una sofisticata illuminazione infatti permette non solo di godere della Pala Oddi, della Madonna di Foligno e della Trasfigurazione, ma anche dei raffinati e celebri arazzi dell’artista. I tre dipinti di Raffaello  sono stati recentemente reinquadrati nelle loro cornici originali in di legno di cirmolo stagionato e a foglia d’oro.

4. Galleria delle Carte Geografiche

Uno dei luoghi meno noti dei Musei Vaticani, questa galleria, lunga 120 m, è coperta da una parte all’altra da enormi e bellissime carte topografiche, realizzate tutte tra il 1580 e il 1583 per papa Gregorio XIII sulla base delle indicazione di uno dei più grandi cartografi dell’epoca, Ignazio Danti.
prende il nome dalle 40 carte geografiche affrescate che raffigurano le regioni italiane e i possedimenti della Chiesa all’epoca di questo papa.
Su di una parete sono raffigurate le regioni bagnate dai mari Ligure e Tirreno, sull’altra le regioni bagnate dall’Adriatico.
Ogni carta regionale è corredata con la pianta della città principale.
Oltre la galleria, trovate la Sala Sobieski, che prende il nome dalla grande tela del XIX secolo che pende dalla parete nord e rappresenta la vittoria sui Turchi del re polacco Giovanni III Sobieski.

5. La Cappella Sistina

Visitata da oltre 4 milioni di persone l’anno, è l’unico posto dei Musei Vaticani che nessuno si sognerebbe di saltare. La Cappella Sistina è un luogo spettacolare e visitarla sarà indimenticabile.
Venne fatta costruire in origine per papa Sisto IV e fu inaugurata il 15 agosto 1483.
Si tratta di un parallelepipedo con soffitto a botte lungo 40,2 m, largo 13,4 m e alto 20,7 m, le stesse dimensioni che si ipotizzava avesse avuto il tempio di Salomone a Gerusalemme.
Tutta la cappella, già affrescata dai migliori artisti rinascimentali, tra cui Botticelli e Pinturicchio, solo per citarne qualcuno, a parte i pavimenti ad intarsi policromi di marmo fu sacrificata per dare spazio a due capolavori di Michelangelo: la Genesi, sull’intera volta, realizzata tra il 1508 e il 1512 e lo strepitoso Giudizio Universale, dipinto nel 1541.
In quest’ultimo, a differenza della volta, impressiona la quantità di blu oltremare utilizzato. Un tempo infatti, il blu era carissimo, perchè realizzato con lapislazzuli. Ma visto che a pagare era papa Giulio II, Michelangelo non si fece problemi. Al contrario se ne fece molti nel dipingere la volta il cui uso dei materiali era invece a carico suo. Ne usò infatti una quantità minima.Visitare i Musei Vaticani: l'ingresso della Cappella Sistina

La Cappella Sistina ha rivestito sempre una funzione molto importante nella storia della chiesa. E’ qui infatti che si riuniva e si riunisce ancora il Conclave per eleggere il nuovo papa.
Le regole che governano la votazione, tranne qualche modifica marginale, non sono cambiate nel tempo. Sono infatti le stesse dal 1274.
Tra i 15 e i 20 giorni dalla morte del pontefice, tutto il Collegio dei Cardinali (comprende tutti i cardinali sotto gli 80 di età) viene chiuso nella cappella (Conclave deriva da cum clave, cioè chiuso a chiave) dove si tengono 4 votazioni segrete al giorno, fino a raggiungere la maggioranza dei due terzi.
L’avvenuta elezione è comunicata all’esterno da una fumata bianca che esce da un apposito comignolo.

Dove si trovano

Come raggiungere i Musei Vaticani

1. IN METRO
Partendo dalla Stazione Termini prendete la Linea A della Metro in direzione Battistini. Le fermate più vicine ai Musei Vaticani distano circa dieci minuti a piedi e sono Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro.

2. IN BUS
Davanti all’ingresso dei Musei Vaticani si trova la fermata della linea 49.
In Piazza Risorgimento,  distante a 5 minuti a piedi , fanno capolinea le linee 32, 81 e 982.

3. MACCHINA
Potete parcheggiare la macchina nei parcheggi a pagamento sia sul Viale Vaticano sia nelle strade limitrofe.

4. TRENO
Arrivate alla stazione di Roma Termini e prendete la Linea A della Metro in direzione Battistini. Vi conviene scendere alle fermate Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro, che distano  circa dieci minuti a piedi.

5. AEREO
Se arrivate a Roma in  aereo vi consigliamo di andare dall’aereoporto alla stazione di Roma Termini, dove si trovano Bus, Metro e Taxi che vi condurranno ai Musei Vaticani .

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