Roma segreta

C’è una Roma che è sconosciuta alla maggior parte di chi viene a visitare la capitale e si concentra sulle attrazioni principali, seguendo gli itinerari canonici: è la Roma segreta.

Una città che nasconde gemme architettoniche, luoghi incantevoli, dipinti stupefacenti, che valgono la pena di essere visti tanto quanto il Colosseo, la Fontana di Trevi o le altre opere d’arte che hanno reso la Città Eterna famosa nel mondo.

Di posti nascosti c’è ne sono davvero moltissimi, ma noi ci focalizziamo solo su alcuni, che, non abbiamo dubbi, vi piaceranno. 
Qui di seguito vi lasciamo quindi una piccola lista di 10 luoghi poco frequentati che potete inserire nell’itinerario della vostra vacanza  e dove potrete sbizzarrirvi a scattare le vostre fotografie di Roma.

Roma segreta,10 posti da scoprire

1. Buco della serratura priorato di Malta

Permette di godere di uno degli scorci più belli di Roma e si trova tra il Giardino degli Aranci e la villa del Priorato di Malta (quindi sulla parte più alta del colle Aventino), in zona Circo Massimo
Se guardate dal buco della serratura del grosso portone del priorato rimarrete stupiti e affascinati: si ha una prospettiva del tutto inusuale della Cupola di San Pietro.

Questa infatti appare in fondo al viale dei Giardini dell’Ordine, costeggiato da alberi, rimanendone così inquadrata. La cosa incredibile e che vi sembrerà molto più vicina di quello che in effetti è.
Molto probabilmente questo fatto non è una casualità ma un’idea del l’architetto Giovanni Battista Piranesi  che nel 1765 venne incaricato di ristrutturare l’ingresso. Questi realizzò una bella piazzetta seguendo lo stile Rococò.

Un fatto molto curioso e interessante è che osservando dal buco della serratura del portone di ingresso si può vedere in perfetta prospettiva due Stati: quello italiano con l’Aventino, dove si trova la Villa a Roma e lo Stato della Città del Vaticano con la cupola di San Pietro.

Il momento ideali per ammirare questo luogo segreto di Roma è sicuramente il tramonto quando i colori caldi del sole che scende sull’orizzonte esaltano la bellezza, oppure di notte quando la cupola appare ancora più magica.

Attrazioni nelle vicinanze: Giardino degli aranci, Piramide di Caio Cestio, Roseto Comunale, Cimitero Acattolico

Come arrivare
Scendete alla fermata della metropolitana Circo Massimo. Giungerete a destinazione con una passeggiata di circa 10 minuti/un quarto d’ora. 
La strada più veloce è passare da piazzale Ugo la Malfa, poi da via di Valle Murcia da cui si prende via di Valle Murcia. Andando sempre dritti raggiungerete la vostra meta.

 

2. Il Passetto di Borgo

Si trova dietro Castel Sant’Angelo e si tratta di un passaggio pedonale che collega Palazzo Apostolico alla fortezza papale. Venne costruito con lo scopo di permettere al pontefice di rifugiarsi in quest’ultima in caso di pericolo e allo stesso tempo avere un baluardo che permettesse un miglior controllo del Rione e  reprimere eventuali sommosse.
Altra funzione del passetto era portare nelle segrete di Castel Sant’Angelo prigionieri di rilievo di cui non bisognava far sapere  né la permanenza né la reclusione nelle carceri del papa.
In romanesco viene chiamato “Coridore de Borgo“.

Il passetto assolse la su funzione due volte: Nel 1494 quando permise a papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia) di rifugiarsi a Castello durante l’invasione di Roma delle milizie di Carlo VIII di Francia;
e nel 1527 quando papa Clemente VII (Giulio de’ Medici) trovò riparo a Castel Sant’Angelo durante il Sacco di Roma ad opera lanzichenecchi di Carlo V. Questa fu l’ultima grande impresa legata al Passetto, che con la fine del Cinquecento perse la sua funzione difensiva. 
Il passetto è visitabile solo con visita guidate.

Attrazioni nelle vicinanze:  Castel sant’Angelo, Basilica di San Pietro, Piazza Navona, Museo dell’Ara Pacis

Come arrivare: Prendete la linea A della metro e scendete alla fermata Ottaviano. Raggiungerete il Passetto in 15/20 minuti a piedi.

 

3. Quartiere Coppedé

Un altro luogo della Roma segreta da non perdere è il Quartiere Coppedé.
Prende il nome dall’architetto Gino Coppedè che lo progettò nel 1915, ispirandosi allo stile dell’architetto  catalano Antoni Gaudì, suo contemporaneo. Caratterizzano infatti il quartiere, (che venne completato nel 1927, quando Coppedè era già morto), l’uso di archi, curve e mosaici in stile Art Nouveau, molto in uso nei primi anni del XX secolo. Oltre ad elementi barocchi e, in alcuni casi, di stile medievale.
In realtà non si tratta di un vero e proprio quartiere, ma di un complesso di edifici che si trova nel quartiere Trieste, zona Nomentana, tra piazza Buenos Aires e via Tagliamento, e che si sviluppa intorno ad un nucleo centrale, Piazza Mincio.

Su questa piazza, circondata da case, ambasciate e una scuola, confluiscono cinque strade. Al centro si trova la Fontana delle Rane, che fonda Art Nuveau e Art Deco. Bellissimo anche Palazzo Ragno, che deve il suo nome al grosso ragno che tesse la sua ragnatela posto sulla vetrata sopra la porta principale.
L’entrate principale si trova su  Via Dora, alla convergenza tra Via Tagliamento e Via Arno, Un arco a due piani, molto elaborato, con alla sommità una terrazza piena di verde collega due edifici chiamati “degli ambasciatori”.
Soffermatevi, tra le altre cose, ad ammirare lo splendido lampadario  che pende da sotto l’arco. 

Su Piazza Mincio si affaccia anche un gruppo di tre edifici chiamato il Villino delle Fate
Lo caratterizzano infatti torri, torrette e archi pilastri in legno, balconi in ferro battuto e colonne in marmo.
Queste architetture omaggiano Firenze, Venezia e Roma, attraverso simboli e personaggi che rimandano alle tre città.
Circonda il tutto un giardino molto bello, all’interno del quale si trovano sculture e affreschi che rappresentano Dante Alighieri.

Il momento più bello per andare al Quartiere Coppedé è al tramonto, quando la luce calda del sole esalta ancora di più il colore ambra delle costruzioni e le loro decorazioni.

Attrazioni nelle vicinanze: Galleria Borghese, Villa Torlonia, MACRO (Museo dell’Arte Contemporanea)

Come arrivare: Prendete la linea B della metro e scendete alla fermata Policlinico. Poi incamminatevi su Viale Regina Margherita verso via Nomentana.

 

4. Palazzo Zuccari

Il nostro elenco dei posti della Roma segreta da non perdere continua con un edificio tutto particolare: Palazzo Zuccari.
Si trova in cima alla Scalinata che conduce da piazza di spagna a Trinità dei Monti, tra Via Sistina e Via Gregoriana.

Ideato nel 1590 dal pittore Federico Zuccari, grande esponente del manierismo italiano, come sua casa e studio, venne realizzato sui resti degli antichi giardini di Lucullo. L’artista volle che la costruzione rispecchiasse la sua indole bizzarra e creativa. Così fu, e così è ancora adesso, anche dopo le modifiche e gli ampliamenti avvenuti nel corso del tempo di quelli che erano gli originali tre corpi separati: lo studio, il giardino e l’abitazione privata.
Nel 1702 fu dato in affitto alla Regina di Polonia Maria Casimira che ne modificò la facciata principale che à su Trinità dei Monti, affidando all’architetto Filippo Juvarra la costruzione di un un portico a 6 colonne in stile rococò.
Palazzo Zuccari divenne il fulcro della cultura della Roma del Settecento e anche successivamente non cessò di essere una dimora per artisti in cui visse, tra gli altri, Winckelmann.
Nel 1756 una parte del complesso fu ceduta ai fratelli delle Scuole Cristiane che l’adibirono a scuola.

Nel 1904 acquistò il palazzo Henriette Hertz, che lo modificò ulteriormente costruendo al posto del giardino un edificio a tre piani.
Dal 1913, ospita la  Bibliotheca Hertziana (a cui si accede dal grande portone di ingresso), che rappresenta uno dei maggiori centri di studi al mondo sull’arte italiana.
Nel 2013 è stato ufficialmente inaugurato il nuovo edificio della biblioteca progettato da Juan Navarro Baldeweg e l’ambiente centrale dove si trova parte della biblioteca è stato interamente svuotato e ricostruito. L’ala sinistra invece mantiene parte della struttura originaria, con il soffitto affrescato proprio dallo stesso Zuccari.

La particolarità che vi colpirà di più sarà sicuramente il grande portone e le finestre che si affacciano su via Gregoriana: rappresentano infatti un volto mostruoso con la bocca spalancata. Per questo il palazzo viene chiamato anche La Casa dei Mostri.
L’intento dell’artista era infatti quello di spaventare il visitatore si sarebbe intimorito e avrebbe quindi esitato ad entrare nel palazzo. Una volta varcata la soglia però, sarebbe stato sopraffatto dalla grande meraviglia del giardino e degli interni.

Attrazioni nelle vicinanze: Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Pantheon

Come arrivare: Prendete la linea A della metropolitana e scendete alla fermata Spagna.


5.  Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola

Un altro capolavoro della Roma segreta che non dovete perdervi è il grandioso affresco che decora il soffitto della navata di questo edificio gesuita, costruito nel 1626 come chiesa del Collegio Romano, istituito da Sant’Ignazio di Loyola. 
Il dipinto “sfonda” il soffitto, dando l’incredibile illusione che ci una una cupola e lo spazio sia infinito, quando invece la copertura é piatta.
L’intento dell’autore, Andrea Pozzo, come quello degli artisti del Seicento, era quello di creare un effetto di stupore e meraviglia per chi vi accedeva.
E quando entrerete, proverete anche voi questa vertiginosa illusione della volta affrescata con al centro la Gloria di Sant’Ignazio di Loyola, dove una massa di figure fluttua verso l’azzurro del cielo oltre una serie di colonne archi e trabeazioni. Al centro è raffigurato Sant’Ignazio che ascende al cielo sotto lo sguardo del Cristo.

Per godere di questa strepitosa meraviglia larga ben 13 metri per 6, dovrete andare verso l’altare, dove si incontra un tondo di dorato nel marmo del pavimento, e alzare lo sguardo.
La cupola poi svanisce, progressivamente, andando verso il presbiterio.

Attrazioni nelle vicinanze: Pantheon, Galleria Doria Panphilj, Campidoglio, Musei Capitolini

Come arrivare: Prendete la linea A della metropolitana e scendete alla fermata Spagna. Da qui raggiungerete la vostra destinazione con una passeggiata di poco più di 10 minuti.

 

6. Cripta dei Cappuccini

La trovate all’interno dei sotterranei della chiesa dell’Immacolata Concezione situata nella famosa  Via Veneto, a pochi passi dalla fontana del Tritone del Bernini e da piazza Barberini, nel pieno centro di Roma.
La Chiesa, meglio nota Chiesa dei Cappuccini, venne fatta edificare da Papa Urbano VIII in onore di suo fratello Antonio Barberini, che apparteneva proprio a questo ordine monastico.
E’ un luogo inquietante ma allo stesso tempo affascinante per l’originalità delle decorazioni, tutte eseguite con ossa umane, opera di un artista di cui non si conosce l’identità.

Se siete sensibili o vi impressionate facilmente forse non è un posto che fa per voi, diversamente è un luogo segreto di Roma che val la pena visitare. Non lascia indifferenti e fa riflettere sulla vita e sulla morte.

L’ingresso è preceduto dal memento mori (in latino “ricordati che devi morire”) “Quello che voi siete noi eravamo, quello che noi siamo voi sarete”, e porta ad un lungo corridoio sulle quali si affacciano 5 piccole cappelle decorate con le ossa di 4000 frati cappuccini vissuti nel convento nell’arco di circa 300 anni, tra 1528 ed il 1870,m raccolte dal vecchio cimitero dell’Ordine, che si trovava nei pressi del Quirinale.
Ogni cappella è caratterizzata dall’uso prevalente di un osso in particolare, da cui alcune traggono il nome: Cappella delle Tibie, dei Bacini, dei Teschi. A queste si aggiungono le cappelle dei Tre Scheletri e della Resurrezione.
Le decorazioni ripropongono simboli legati alla morte come clessidre, orologi e farfalle. Dal soffitto pendono lampadari fatti con falangi e coccigi, mentre alle pareti sono ammassate migliaia di tibie, femori e teschi che creano nicchie e strutture architettoniche che ospitano scheletri vestiti con il saio.
La scelta di queste decorazioni è finalizzata ad esorcizzare la morte e porre l’accento sul fatto che il corpo non è altro che il contenitore dell’anima al quale sopravvive.  Proprio per questo il contenitore si può riutilizzare per un altro scopo.

Attrazioni nelle vicinanze: Pantheon, Piazza Navona, Fontana di Trevi

Come arrivare: Prendete la linea A della metropolitana e scendete alla fermata Spagna situata che dista dalla chiesa circa 8 minuti a piedi. 

 

7. Il Colosseo Quadrato

Se avete a deciso di fare una visita a Roma in 4 giorni o di visitare Roma in 5 giorni, avrete tempo a sufficienza per pensare di inserire nel vostro itinerario anche una tappa per vedere quest’attrazione particolare della Roma segreta.

Il Colosseo Quadrato, come viene chiamato il Palazzo della Civiltà Italiana, si trova nel quartiere EUR e fu voluto da Mussolini, che  fece iniziare i lavori nel 1938 e lo inaugurò incompleto nel 1940.
I lavori proseguirono fino al 1943 per poi interrompersi a causa della Seconda Guerra Mondiale. In seguito l’edificio venne abbandonato e i lavori ripresero solamente nel Dopoguerra.
Il Colosseo Quadrato faceva parte di quei palazzi che, in occasione dell’Esposizione Universale Roma 1942, avrebbero dovuto rappresentare il vigore e la forza del Fascismo e l’Italia in generale.
Alto 60 metri, con una base di 58, è completamente costruito in cemento armato ricoperto di travertino bianco, che colpito dai raggi del sole diventa abbagliante. Consta di 6 piani e conta 54 arcate per lato.
Sotto glia archi trovano posto 28 statue imponenti (6 per le facciate verso viale della Civiltà del Lavoro e la scalinata, e 8 nelle altre due facciate).
Ogni statua rappresenta una virtù del popolo italiano (musica, pittura, poesia, filosofia, commercio e agricoltura, solo per citarne alcune).

Sul frontone invece spicca un’iscrizione tratta da un discorso che Mussolini tenne nel 1935: “Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”.
L’edificio, che i romani oggi chiamano anche Palazzo Gruviera.
La piena gestione del palazzo venne ripresa dell’EUR nel 1980, ma salvo poche iniziative, rimase di fatto inutilizzato.
Tra il 2008 e il 2010 subì interventi di restauro, Nel 2013 EUR ha stipulò un accordo con la casa di moda Fendi che ne affidava la gestione a quest’ultima fino al 2028.
Nel 2015 la casa si moda ha trasferito qui la sua sede.

Attrazioni nelle vicinanze: Laghetto dell’Eur

Come arrivare: Prendete la linea B e scendete alla fermata Eur Magliana per poi  incamminarvi su viale di Val Fiorita per 10 minuti. Oppure scendete alla fermata Eur Palasport e proseguite su Viale Beethoven per circa 15 minuti.

8. Casina delle civette

Altra piccola gemma della Roma segreta, si trova all’interno del parco di villa Torlonia, nel quartiere Nomentano. La villa in origine era proprietà della famiglia Pamphilj, era una delle molteplici tenute agricole che si trovavano lungo la via Nomentana.
A fine del Settecento venne ceduta a Giovanni Torlonia, un banchiere, che la trasformò in una sfarzosa residenza  che  comprendeva il Casino Nobile, del Casino dei Principi e delle Scuderie.

Nel 1832, l’erede di Giovanni, Alessandro, edificò altri fabbricati e, in seguito, trasformò completamente la sezione sud della villa, secondo lo stile dei giardini romantici all’inglese. Previde quindi viali irregolari, laghetti, piante esotiche, e fece costruire edifici e arredi dal gusto non comune, tra cui la Capanna  Svizzera (1842), dall’aspetto di un rifugio di montagna. Era collocata ai bordi del parco e nascosta da una collinetta artificiale, e fungeva da luogo di distrazione rispetto alla ufficialità dell’abitazione principale.

Questa divenne poi la residenza del nuovo erede, Giovanni Torlonia Jr fino al 1938, anno in cui morì. Giovanni, a partire dal 1908 iniziò ad apportare tutta una serie di trasformazioni e aggiunte che la trasformarono la nella particolarissima Casina delle civette.  Questa deve il suo nome dalle civette che decorano le vetrate (quelle di questo edificio sono la massima espressione dello stile Liberty a Roma) e dalle decorazioni che riportano il disegno di questo animale in diversi posti della casina.
L’edificio è decisamente eclettico e coniuga linee classiche, medievali (logge, porticati, torrette) e tanto stile Liberty nelle decorazioni esterne ed interne ( dove trovano luogo ferro battuto, boiserie, mosaici, maioliche, dipinti murali, vetrate colorate….tante!)
Quando entrerete vi troverete in un mondo pieno di animali fantastici, creature misteriose e simboli esoterici. Il proprietario era infatti appassionato di esoterismo.

Attrazioni nelle vicinanze: Villa Torlonia, Villa Borgese, Galleria Borghese

Come arrivare: Prendete la linea B della metro e scendete alla fermata Policlinico e proseguite a piedi. Arriverete in circa 10 minuti. Oppure potete scendere alla fermata Bologna, facendo poi una passeggiata di meno di un quarto d’ora.

 

9. Galleria Sciarra

Vero e proprio gioiello Liberty romano, è un altro posto della Roma segreta che val la pena visitare.
Si trova vicinissimo alla Fontana di Trevi (a soli 2 minuti a piedi!) e alla centralissima via del Corso. 
Il bellissimo passaggio pedonale coperto è incorniciato nel Palazzo Sciarra Colonna di Carbognano, e venne costruito (tra il 1885 e il 1888) con la funzione di collegare tutte le aree in possedimento del Principe Maffeo Barberini-Colonna di Sciarra proprietario dell’edificio: la sua abitazione, la sede del quotidiano “La Tribuna”, che aveva fondato e che dirigeva,  quella della rivista “Cronaca Bizantina, il teatro Quirino.
Oggi la galleria, che è un passaggio privato ma aperto al pubblico in orario d’ufficio e che collega Via Marco Minghetti (una traversa di Via del Corso) con Piazza dell’Oratorio, rappresenta un esempio di un iniziale stile Liberty della Roma di fine secolo.

Il tema dominante della bellissima decorazione della galleria è l’esaltazione della donna, celebrata nella sua funzione di angelo del focolare, sposa e madre, come volevano in canoni borghesi del periodo post Unità d’Italia.
I dipinti vennero realizzati da Giuseppe Cellini, su progetto del critico letterario Giulio Salvadori, con la tecnica dell’encausto  raffigurano, nella fascia più alta della decorazione, la donna nelle virtù femminili che la identificano:  La Pudica, La Sobria, La Forte, L’Umile, La Prudente, La Paziente, La Benigna, La Signora, La Fedele, L’Amabile, La Misericordiosa, La Giusta.
Nella fascia più bassa invece sono raffigurate le scene di vita borgese di quel periodo: dalla cura del giardino, alle scene della preparazione dei pasti, ai salotti musicali.
La donna celebrata nei dipinti è Carolina Colonna Sciarra, madre del principe Maffeo. Nelle decorazioni vengono riproposte più volte le iniziali della principessa CCS (Carolina Colonna Sciarra), negli scudi che ripropongono gli stemmi delle due famiglie Barberini e Colonna.

Attrazioni nelle vicinanze: Fontana di Trevi, Pantheon, Piazza Navona, Piazza di Spagna

Come arrivare: Prendete la linea B della metro e scendete alla fermata Repubblica o alla  fermata Cavour.

 

10. Arco dei Banchi

Se siete nella Capitale e avete voglia di vedere qualcosa fuori dagli itinerari soliti, potete optare per l’arco dei Banchi, in pieno centro.
Questo piccolo tesoro della Roma segreta si trova infatti a pochissimi passi da Castel San’Angelo e collega l’attuale via del Banco di Santo Spirito (originariamente si chiamava via dei Banchi) con  via Paola.

Sulla prima strada, che era di passaggio per entrare in Vaticano, nel XV secolo aveva aperto il suo Banco  Agostino Chigi, il banchiere più famoso di Roma, che aveva la sua abitazione attigua alla sua attività. In questa zona infatti svolgevano i loro affari negozianti, notai, mercanti di ogni genere. La casa di 
Agostino era edificata sulla sinistra di chi entrava nella corte e, inglobando l’arco, si affacciava sulla via dei Banchi.
La volta dell’arco riproduce un cielo stellato, di colore blu intenso che dona all’ambiente un’atmosfera serena, a cui contribuisce anche la presenza di un dipinto ad olio risalente all’Ottocento raffigurante la Madonna. Questo quadro fu posto in sostituzione di  una scultura lignea, sempre della Vergine, risalente al 1500, molto venerata ma che venne tolta e non se ne seppe più niente.

All’ingresso dell’arco, in basso, sulla sinistra, è collocata una lapide che reca un’iscrizione in ricordo della terribile piena del Tevere verificatasi nel 1227. Rappresenta la più antica testimonianza delle esondazioni tiberine. il livello raggiunto dall’acqua è segnato dal un’incisione che divide l’epigrafe in due parti. 
L’iscrizione in origine si trovava sulla facciata della chiesa dei Ss. Celso e Giuliano, situata proprio lì vicino,  distrutta e ricostruita due volte proprio a seguito delle piene.

Il testo della lapide recita così : “Qui arrivò il Tevere, ma torbido; di qui sollecitamente si ritirò / l’anno del Signore 1277, nella sesta indizione, il settimo giorno del mese di novembre; la chiesa era vacante”. 
La chiesa era vuota perchè Giovanni XXI era morto e ancora non era ancora salito al soglio pontificio il suo successore Niccolò III.

Attrazioni nelle vicinanze: Musei Vaticani, Basilica di San Pietro, Castel Sant’Angelo.

Come arrivare: Prendete la linea A della metro e scendete alla fermata Ottaviano. Arriverete all’Arco dei banchi con una passeggiata di 20 minuti.

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