Attrazioni

Cosa vedere a Roma. Le dieci attrazioni da non perdere

Cosa vedere a Roma? L’unica risposta a questa domanda sarebbe “tutto!”, perchè la città eterna offre una moltitudine di posti, monumenti, attrazioni che lasciano a bocca aperta. Come le ciliegie, un luogo di Roma tira l’altro, tant’è che ci vorrebbero mesi per visitarla tutta.
Per sollevarti dall’imbarazzo della scelta nel caso tu abbia solo il tempo di visitare Roma in 3 giorni, ti offro una lista di cosa vedere: ho selezionato 10 attrazioni che sono veramente imperdibili.
Come si sa, la capitale è una dei luoghi più visitati al mondo: nel 2023, stando a quanto riporta il Ministero del Turismo, ha accolto ben 49.2 milioni di persone.
Va da sé che le code alla biglietteria sono decisamente lunghe, ed é perciò una buona idea arrivare già con i biglietti in tasca.

Per risparmiare sull’ingresso a queste attrazioni ti consiglio di utilizzare uno dei tanti pacchetti  combinati, te ne riporto qui sotto alcuni. In alternativa puoi acquistare la Omnia Card o il Roma Pass

Cosa vedere a Roma Top Ten attrazioni

Un a delle 10 attrazioni principali di Roma: il Colosseo

1. COLOSSEO E FORI IMPERIALI

È più di ogni altro il monumento simbolo di Roma e dell’Italia stessa. Iniziato da Vespasiano nel 72 d.c., venne inaugurato da suo figlio Tito nell’80 d.c. Poteva ospitare più di 50.000 spettatori che qui venivano ad assistere ai combattimenti dei gladiatori o degli animali. È il più grande tra i monumenti romani rimasti fino ad oggi e tappa imprescindibile di chi visita la Capitale.
La visita del Colosseo va completata con quella dei Fori Imperiali che potete ammirare dalla via Alessandrina che li costeggia. Potrai farti un’idea di come doveva essere la vita nella Roma antica. I fori infatti erano le piazze principali cittadine, dove sorgevano gli edifici pubblici, si faceva il mercato e si trattavano gli affari.
Si possono visitare anche il Foro Romano e il museo all’aperto del Palatino: se sei entrato nel Colosseo il tuo biglietto comprende anche la visita a questi ultimi due. Acquistail biglietto on line per saltare le lunghe code!

Info: Il Colosseo è aperto tutti i giorni tranne il 25 dicembre e il 1 gennaio (chiusi)
10.30 – 19.15 dal 26 aprile 2021; 9.30 – 19.15 dal 9 luglio 2021; 9.30 – 19.00 dal 1° settembre 2021; 9.30 – 18.30 dal 1° ottobre 2021;
9.00 – 16.30 dal 31 ottobre 2021 al 28 febbraio 2022; 9.30 – 17.30 dal 1° al 26 marzo 2022; 9.30 – 19:15 dal 27 marzo al 31 agosto 2022
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.  Compreso nel Roma Pass.

Attrazioni di Roma: l'imperdibile Basilica di San Pietro

2. BASILICA DI SAN PIETRO

Sorge laddove nel 324 l’imperatore Costantino fece erigere un santuario in onore di Pietro apostolo, che proprio lì venne crocifisso e sepolto.
L’aspetto di oggi si deve al progetto del Bramante, risalente al 1506. Alla sua costruzione parteciparono artisti come Raffaello, Antonio da San Gallo, Michelangelo. Gli interni, così come il colonnato sono del Bernini.
La basilica rappresenta una delle più grandi chiese al mondo (QUI per i biglietti)  Se vuoi salire sulla sua strepitosa cupola ti consiglio di procurarti il biglietto on line: salterai la coda!

Info: 1° ottobre – 31 marzo tutti i giorni 7.00-18.30 /1° aprile – 30 settembre tutti i giorni 7-19.00.

Il Pantheon, tra le attrazioni principali di Roma

3. PANTHEON

Tempio dedicato a tutti gli dei, questo, che è l’edificio meglio conservato della Roma antica, venne trasformato in chiesa cristiana nel 608. Il Panteon (QUI per i biglietti) fu fatto edificare da Agrippa nel 27 a.c., come attesta l’iscrizione sul frontone.
Sia la sua altezza che il diametro dell’interno misurano 43,3 metri. La straordinaria cupola, che rappresenta la più grande volta in pietra mai costruita, è considerata  la più importante opera dell’architettura classica.

Il gruppo del Laocoonte ai Musei Vaticani. Biglietti on line salta coda

4. MUSEI VATICANI

Fra i più bei complessi museali al mondo, ospitano un’incredibile collezione di opere d’arte raccolte da diversi papi nel corso dei secoli. Per visitarli è possibile effettuare diversi itinerari, che terminano comunque tutti con la Cappella Sistina.
Gli edifici che ospitano i Musei Vaticani si estendono su un’area di 5,5 ettari. Assolutamente da vedere sono la Pinacoteca, il Museo Pio-Clementino, la Galleria delle Carte Geografiche, le Stanze di Raffello e la Cappella Sistina.

Le code all’ingresso sono eterne. Se volete risparmiare tempo e fatica l’ideale è l’acquisto del biglietto on line.

Info: da lunedì a sabato 9.00-18.00 (ultimo ingresso alle 16 e uscita dalle sale mezz’ora prima della chiusura).

 La fontana di Trevi a Romaattrazione e simbolo della città

5. LA FONTANA DI TREVI

Assieme al Colosseo è uno dei simboli di Roma nel mondo. Questa splendida fontana barocca, disegnata da Nicola Savi nel 1732, occupa quasi tutta la piccola piazza in cui è situata. Rappresenta il carro di Nettuno trainato da tritoni con cavalli marini (uno selvaggio e uno docile) che simboleggiano i diversi aspetti del mare. È tra i monumenti di Roma più fotografati.

Piazza Navona, tappa dell'itinerario per visitare Roma

6. PIAZZA NAVONA

Altro simbolo della Capitale, è un luogo di ritrovo molto popolare sia tra i visitatori che tra i romani. È costruita sulle rovine dello stadio di Domiziano, risalente all’86 dc. ed è circondata da palazzi barocchi. Al centro della piazza si trova la magnifica Fontana dei quattro fiumi, capolavoro del Bernini,che rappresenta il Nilo, il Gange, il Danubio e il Rio de la Plata.

I Musei Capitolini di Roma

7. MUSEI CAPITOLINI

Costituiscono la galleria pubblica di sculture più antica del mondo. Nati ad opera di papa Sisto IV nel 1471, vennero arricchiti dai papi successivi man mano che venivano riportate alla luce nuove statue. I musei occupano il Palazzo Nuovo e il palazzo dei Conservatori che si trovano entrambi sulla piazza del Campidoglio.

Info: aperti tutti i giorni 9.30-19.30 , 24 e 31 dicembre 9.30-14. La biglietteria chiude un’ora prima. Chiusi il 1 gennaio, 1 maggio, 31 dicembre.  Compreso nel Roma Pass.

Piazza di spagna, una delle attrazioni principali di Roma

8. PIAZZA DI SPAGNA

Questa piazza barocca del 1725, con la sua famosa Scalinata di Trinità dei Monti (restaurata nel 2016), ha da sempre attirato turisti e viaggiatori e ancora oggi è un popolare luogo di incontro. Sulla scalinata si può solo transitare, ma non è più consentito sedersi, pena una multa salata. La fontana a forma di barca (la Barcaccia) che si trova nella piazza è opera di Pietro Bernini, padre del famoso Gian Lorenzo, e rappresenta una barca che affonda. È uno dei luoghi principali della vita notturna nel centro storico di Roma.

Visitare i musei di Roma in 3 giorni: la Galleria borghese a Roma

9. MUSEO E GALLERIA BORGHESE

Situati nel parco di Villa Borgese, polmone verde di Roma, ospitano una delle più prestigiose collezioni di oggetti d’arte di Roma. In un sol luogo si trovano concentrate opere di Caravaggio, Bernini, Botticelli e Raffaello, e la celebre statua del Canova che ritrae Paolina Borghese come Venere vincitrice. Consigliato il biglietto on line per avere l’accesso prioritario.

Info: lunedì chiuso, da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30 chiuso 1 Gennaio, 25 Dicembre.L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima della chiusura.
Compreso nel Roma Pass.

Piazza Venezia Roma

10. VITTORIANO

Connessa al Colosseo tramite la monumentale via dei Fori Imperiali è forse il crocevia più importante della città. Ai suoi lati si trovano Palazzo Venezia, il primo grande edificio rinascimentale di Roma e il Vittoriano, monumento iniziato nel 1885 per celebrare l’unità d’Italia. Inaugurato nel 1911 è stato poi dedicato al milite ignoto.
Consigliati i biglietti on line per evitare le lunghe code.

Info:  gli ascensori per salire in cima al Vittoriano sono aperti tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso 18.45).
Per trovare meno coda conviene andare all’apertura o all’ora di pranzo.

Naturalmente la lista di cosa vedere a Roma continuerebbe di un bel po’, ma già solo vedendo queste 10 attrazioni potrai tornare a casa dal tuo viaggio decisamente soddisfatto!

Parole chiave: cosa vedere a Roma, attrazioni Roma, consigli

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 2 Media: 4.5]

10 curiosità sul Colosseo tutte da scoprire

“Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo”
(profezia del Venerabile Beda, VIII d.c.).
Simbolo della grandezza e del potere di Roma, l’Anfiteatro Flavio, è il più famoso e imponente monumento della Roma antica e attrazione che richiama ancora, dopo duemila anni, milioni di visitatori l’anno.
E’ inoltre la meta più amata sul web, come riporta rainews.it.
Perciò, sia che programmiate una toccata e fuga, sia decidiate di visitare Roma in 3 giorni o più, una tappa qui è d’obbligo.
Il biglietto comprende l’ingresso a Colosseo Foro Romano e Palatino. Per cominciare subito la visita e non rimanere ore sotto il sole a fare la fila all’ingresso, ti suggerisco di arrivare già con il biglietto in mano.

COME RAGGIUNGERLO

Quest’attrazione di Roma si trova nel cuore della città, a poche centinaia di metri da piazza Venezia, dove si trova il Vittoriano (QUI per i biglietti!) e vicino ai Fori Imperiali.
Puoi raggiungerlo

  • Con la linea B della metropolitana fermata Colosseo
  • Con il bus n. 51, 75, 81, 85, 87, 118
  • Con il tram n. 3

Se arrivi in treno alla stazione Terminipuoi raggiungere l’anfiteatro con la linea B della metropolitana oppure con l’autobus n. 75

Curiosità sul Colosseo

1. Quando fu costruito

La sua costruzione avvenne sotto la dinastia Flavia. Iniziò nel 72 d.c. per volere dell’imperatore Vespasiano sui terreni del vasto complesso della Domus Aurea neroniana e terminò nell’80 d.c. sotto suo figlio Tito. La cerimonia di inaugurazione durò ben 100 giorni durante i quali furono uccisi ben 5.000 animali.

2. Le dimensioni

Il Colosseo di Roma. Curiosità.

Foto di Anna Dalmasso

 

La forma non è rotonda, ma ovale. Si tratta infatti di un’enorme ellisse con un perímetro di 527 metri. In origine era alto 52 metri ma oggi la sua altezza è pari a circa 48 metri. Queste dimensioni ne fanno l’anfiteatro più grande al mondo. In cima c’erano 240 montanti che sostenevano il velario, un enorme tendone di tessuto che ricopriva l’arena. Gli spettatori accedevano da 8o ingressi ad arco (vomitoria) e lo riempivano  in pochi minuti

3. La Capienza

L’anfiteatro Flavio poteva ospitare tra  50 mila e gli 80 mila spettatori. Queste cifre possono variare a seconda delle fonti e delle metodologie di calcolo utilizzate.

4. L’origine del nome

Il Colosseo in origine si chiamava Anfiteatro Flavio, in onore dell’illustre famiglia dei Flavi a cui appartenevano gli imperatori Vespasiano, Tito e Domiziano, che diedero inizio e portarono a termine i lavori di costruzione.
Il nome Colosseo risale al medioevo e fa riferimento non alle sue dimensioni, ma alle dimensioni del Colosso di Nerone, una gigantesca statua che si trovava al suo fianco.
Un’altra ipotesi è che il nome derivi dalla sua posizione, perché sorgerebbe su un colle dove un tempo si trovava un tempio di Iside (da cui “Collis Isei”).

 5. Gli usi

Oltre che per i combattimenti dei gladiatori, l’anfiteatro venne usato anche come piscina per le naumachie, ovvero le rappresentazioni delle battaglie navali.
Un docente di ingegneria civile ed ambientale all’Università di Edimburgo, Martin Crapper, ha ipotizzato che l’acqua scorresse attraverso una serie di pozzi interni e tubazioni poste sotto le tribune e ha calcolato che il tempo impiegato a riempire tutta l’arena fosse di circa 7 ore.

6. Gli spettacoli

Duravano una intera giornata. Gli spettatori erano costretti così a portarsi morbidi cuscini da casa per riuscire a stare seduti sui duri sedili di pietra.

7. Posti a sedere

Tour del Colosseo: la cavea

La cavea del Colosseo. Foto di Francesca Ciola

 

Ai giochi che si svolgevano nell’arena poteva partecipare tutto il popolo. Le distinzioni di classe erano effettuate solo per i posti a sedere.
La cavea era infatti divisa in tre parti:

  • i senatori sedevano nelle file più in basso
  • i cittadini meno abbienti in quelle mediane
  •  la plebe nelle più alte.

Le donne (eccetto le vestali) erano relegate in cima.
Per le classi più abbienti i posti erano in marmo, mentre per il popolo i sedili erano in legno.
Come oggi, tutti erano muniti di biglietto numerato e ogni spettatore aveva un posto assegnato nel posto specifico.
Il podium, una larga terrazza posta davanti alle fila dei posti a sedere, era destinata all’imperatore e ai senatori e altre personalità di riguardo.

8. Come un giardino

Dopo il suo declino avvenuto in seguito alla fine dell’impero, l’edificio si coprì di piante, alcune esotiche, che crebbero favorite anche dal microclima dell’anfiteatro.
Sarebbero infatti circa 350 le specie di piante che per secoli sono state studiate da esperti di botanica.

9. Il Colosseo come cava

Durante il Rinascimento venne usato come cava di travertino e di marmo per la costruzione di molti edifici tra cui Palazzo Venezia e Palazzo Barberini. Si cessò di prelevare materiale dall’Anfiteatro Flavio solo nel XVIII secolo, quando ritornò l’amore per le antiche vestigia romane.
È stato calcolato che è rimasto solo un terzo della costruzione originale.

10. Tra le 7 nuove meraviglie del mondo

Dal 2007 il Colosseo è annoverato tra le sette nuove meraviglie del mondo insieme alla Grande muraglia cinese, l’antica città di Petra in Giordania, la statua del Cristo Redentore a Rio in Brasile, le rovine di Machu Picchu in Perù, le piramidi di Chichén Itzà in Messico e il Taj Mahal in India.

Se le curiosità su questa attrazione ti hanno incuriosito, a questa pagina trovi altre notizie sul principale simbolo di Roma.

Informazioni pratiche

Orari
chiuso 25 dicembre e 1 gennaio.
27 marzo – 31 agosto: 9.00 – 19:15
1° settembre – 30 settembre: 9.00 – 19.00
1° – 30 ottobre: 9.00 – 18.30
31 ottobre – 31 dicembre​: 9.00 – 16.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Bagni all’interno del Parco Archeologico del Colosseo: presso gli ingressi e le uscite ci sono 8 bagni (accessibili ai disabili).
Altri 14 bagni, più uno per disabili,  li trovate al I° ordine del Colosseo, vicino ai tornelli di ingresso.

Fasciatoi: si trovano nei bagni che sono presso l’ingresso al Parco su via di S. Gregorio e nelle vicinanze dell’uscita su Via Foro Romano, all’angolo sud-est della Basilica Giulia.

Aree di sosta: nel parco ci sono circa 70 panchine, alcune delle quali collocate in prossimità di fontanelle di acqua potabile (Vicus Argentarii/Tabularium, angolo sud-est della Basilica Giulia, Horti Farnesiani, Palatino/Domus Augustana e sentiero meridionale).
Invece al II° ordine del Colosseo, lungo il percorso di visita negli spazi espositivi destinati al Museo Colosseo e alle mostre temporanee, trovate 8 panchine.

Fontane: all’interno del parco ci sono 10 fontane. Altre due fontane le trovate tra I° e II° ordine.

Distributori automatici di bevande e snack: li potete trovare lungo la Via Nova, negli Horti Farnesiani e presso lo Stadio della Domus Augustana.
Distributori di acqua in bottiglia sin trovano invece I° e al II° ordine del Colosseo.

Da dove fotografare l’anfiteatro

Ci sono molte prospettive interessanti da cui fotografarlo. Ecco alcune idee:

  1. Dalla parte anteriore: fotografare l’edificio di fronte può catturare la sua imponenza e la sua grandezza. Cercate di includere la piazza antistante per dare un senso di scala.
  2. Dalla parte posteriore: una prospettiva meno comune è quella di fotografarlo dalla parte di dietro. Potete catturare la struttura e il suo contesto circostante da un punto di vista unico.
  3. Dall’alto: se avete la possibilità di accedere ad un punto panoramico o a un edificio circostante più alto, potete fotografarlo dall’alto. Questa prospettiva offre una vista panoramica della struttura e dei suoi dintorni.
  4. Da lontano: fotografarlo da una certa distanza può catturare la sua forma iconica nel contesto della città di Roma. Cercate di includere nella foto altri monumenti o elementi distintivi della città di Roma.
  5. Al tramonto o all’alba: fotografarlo durante le prime ore del mattino o al tramonto vi permette di avere una luce morbida e calda che crea un’atmosfera suggestiva e romantica.

NB: Quando fate le vostre fotografie, rispettate le regole del luogo e la privacy degli altri visitatori. Evitate di intralciare il passaggio o di danneggiare la struttura mentre cercate di ottenere la foto perfetta!

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 4 Media: 4.8]

Il Colosseo – Come è fatto?

Simbolo della capitale per eccellenza e capolavoro architettonico della Roma antica, il Colosseo è l’attrazione più visitata della città, con milioni di visitatori all’anno ( ben 12 milioni nel 2023, secondo quanto riporta Ansa.it).
Non puoi quindi mancare di includerlo nel tuo itinerario per visitare Roma, sia che tu venga nella capitale per un paio di giorni, sia che abbia invece la possibilità di soggiornare per più tempo.

Il Colosseo, te lo garantisco, ti lascerà a bocca aperta,  per le sue spettacolari dimensioni (è infatti l’anfiteatro romano più grande del mondo) ma anche per l’impatto emotivo che avrà su di te: non si può rimanere impassibili davanti al fatto che l’edificio rappresenta una prova della grande crudeltà e della ferocia caratteristica dei tempi antichi.

Dal momento che per visitare questa attrazione le code sono infinite, ti consiglio di munirti del biglietto on line salta coda. Risparmierai così tempo che potrai dedicare alla visita delle altre meraviglie della capitale.
Colosseo Foro Romano e Palatino sono tutti inclusi nello stesso biglietto.


GLI ORARI

chiuso 25 dicembre e 1 gennaio.
 27 marzo – 31 agosto: 9.00 – 19:15
 1° settembre – 30 settembre: 9.00 – 19.00
 1° – 30 ottobre: 9.00 – 18.30
 31 ottobre – 31 dicembre​: 9.00 – 16.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Com’è fatto il Colosseo?

L’edificio venne fatto costruire dagli imperatori della dinastia Flavia. Sorse sul sito di un lago artificiale, che faceva parte della vasta proprietà della Domus Aurea di Nerone.
Qui di seguito ti fornisco alcune notizie riguardo la struttura di quello che è stato il modello per tutti gli stadi sportivi successivi.

1. Le mura esterne

scoprire il Colosseo: le mura esterne

Le mura esterne del Colosseo. Foto di Francesca Ciola

 

Un tempo erano interamente ricoperte di travertino. Sono divise su tre livelli di archi inquadrati da paraste (pilastri inglobati nella parete) con capitelli tuscanici (livello più basso), ionici (livello intermedio) e corinzi (livello più alto). Le arcate del livello intermedio e di quello più alto erano abbellite con delle statue, mentre la parte più alta, che presenta finestre e lesene corinzie è caratterizzata dai supporti per i 240 montanti che dovevano sostenere il velario, un enorme tendone di tessuto che ricopriva l’arena.

Al piano terra ci sono 80 ingressi ad arco (vomitoria), che permettevano agli spettatori di entrare e sedersi in pochi minuti.

2. L’arena

L'arena del Colosseo - Visitare Roma

L’arena del Colosseo. Foto di Anna Dalmasso

In origine aveva un pavimento di legno ricoperto di sabbia, in modo che i gladiatori non potessero scivolare e che il sangue versato venisse assorbito.
L’arena poteva anche venire allagata in occasione delle battaglie navali (naumachie). Grazie ad alcune botole si accedeva agli ambienti e ai passaggi sotterranei che costituivano l’ipogeo.

3. La cavea

Visitare il colosseo: tutte le informazioni

La cavea. Foto di Francesca Ciola

 

La cavea era divisa in tre parti a seconda delle classi sociali a cui appartenevano i visitatori. Ai giochi che si svolgevano nel Colosseo, infatti, poteva partecipare tutto il popolo.

  • I senatori sedevano nelle file più in basso
  • I cittadini meno abbienti in quelle mediane
  • La plebe nelle più alte.

Le donne (eccetto le vestali) erano relegate in cima.
Per le classi più abbienti i posti erano in marmo, mentre per il popolo i sedili erano in legno. Come oggi, tutti erano muniti di biglietto numerato e ogni spettatore aveva un posto assegnato nel posto specifico.
Il podium, una larga terrazza posta davanti alle fila dei posti a sedere, era destinata all’imperatore e ai senatori e altre personalità di riguardo.

Gli hotel in questa zona

Relais Forus Inn

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Hotel Capo d’Africa

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Caesar House Residenze Romane

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

4. L’ipogeo

I sotterranei si estendevano sotto tutta la struttura ed erano deputati all’immagazzinamento delle scenografie. Era il luogo dove venivano costruite le scenografie per le battaglie navali che erano poi issate con un complesso sistema di carrucole. I gladiatori raggiungevano l’ipogeo direttamente dalla schola adiacente, mentre gli animali feroci venivano fatti arrivare dal monte Celio, dove c’era uno “zoo”, in cui le bestie erano rinchiuse in gabbie costruite nelle muratura. Di qui gli animali venivano fatti arrivare al Colosseo con un montacarichi.

Se vuoi sapere di più sull’attrazione più visitata di Roma, vai alla pagina sulle dieci curiosità sul Colosseo che forse non sapevi

Curiosità

  • L’origine del nome: in origine si chiamava Anfiteatro Flavio, in onore della famiglia dei Flavi a cui appartenevano gli imperatori Vespasiano, Tito e Domiziano, che iniziarono e conclusero termine i lavori di realizzazione dell’edificio.
    Il nome Colosseo risale al periodo medievale e fa riferimento non alle sue dimensioni, ma alle dimensioni del Colosso di Nerone, una gigantesca statua che si trovava al suo fianco.
    Un’altra ipotesi è che il nome derivi dalla sua posizione, perché sorgerebbe su un colle dove un tempo si trovava un tempio di Iside (da cui “Collis Isei”).
  • L’inaugurazione: la cerimonia di inaugurazione, che si svolse nell’ 80 d.C.  previde 100 giorni di spettacoli. Durante la cerimonia di apertura vennero uccise oltre 5000 belve in una sola giornata!
  • Il sito turistico del Colosseo, che comprende anche il Palatino e il Foro Romano, per la prima volta, nel 2021, è passato al secondo posto della classifica delle attrazioni più visitate in Italia.
  • La capienza: l’anfiteatro Flavio poteva ospitare tra i 50 mila e gli 80 mila spettatori. Queste cifre possono variare a seconda delle fonti e delle metodologie di calcolo utilizzate.
  • Le dimensioni: la sua forma non è rotonda, ma ovale. Si tratta infatti di un’enorme ellisse del perímetro di 527 metri. In origine era alto 52 metri ma oggi la sua altezza è pari a circa 48 metri.  É perciò l’anfiteatro più grande al mondo. In cima c’erano 240 montanti che sostenevano il velario, un enorme tendone di tessuto che ricopriva l’arena. Gli spettatori accedevano da 8o ingressi ad arco (vomitoria) e riempivano il Colosseo in pochi minuti
  • Un orto botanico: da alcuni secoli gli esperti di botanica studiano la flora cresciuta spontaneamente all’interno del Colosseo dopo il suo inutilizzo. Sono più di 350 le specie che hanno messo radici tra le rovine.
  • Tra le 7 nuove meraviglie del mondo: dal 2007 il è annoverato tra le sette nuove meraviglie del mondo insieme alla Grande muraglia cinese, l’antica città di Petra in Giordania, la statua del Cristo Redentore a Rio in Brasile, le rovine di Machu Picchu in Perù, le piramidi di Chichén Itzà in Messico e il Taj Mahal in India.
  • Era coperto da una grande tenda: nei giorni con parecchio sole era ricoperto da un velario formato da circa 80 vele triangolari, controllate da 320 funi di sostegno. Questo per agli spettatori evitare le insolazioni durante gli spettacoli di mezzogiorno.
  • Le naumachie: per un certo periodo si tennero anche le naumachie, ovvero rappresentazioni di battaglie navali in acqua che però non ebbero lo stesso successo dei giochi coi gladiatori. Per riempire l’arena erano necessarie circa 7 ore. L’acqua scorreva attraverso una serie di pozzi interni e tubazioni al di sotto delle tribune.
  • Come una cava di materiale: durante il Rinascimento venne usato come cava di travertino e di marmo per la costruzione di molti edifici tra cui Palazzo Venezia e Palazzo Barberini.
    Si cessò di prelevare materiale dall’Anfiteatro Flavio solo nel XVIII secolo, quando ritornò l’amore per le antiche vestigia romane. È stato calcolato che è rimasto solo un terzo della costruzione originale.

Come raggiungere il Colosseo

Quest’attrazione della città di Roma si trova nel cuore della città, a poche centinaia di metri da piazza Venezia, dove si trova il Vittoriano (QUI per i biglietti!) e vicino ai Fori Imperiali.
Potete raggiungerlo

  • Con la linea B della metropolitana fermata Colosseo
  • Con il bus n. 51, 75, 81, 85, 87, 118
  • Con il tram n. 3

Se arrivi in treno alla stazione Termini puoi raggiungere il Colosseo con la linea B della metropolitana oppure con l’autobus n. 75

Informazioni pratiche

Bagni all’interno del Parco Archeologico del Colosseo: ci sono 8 bagni (accessibili ai disabili) che si trovano presso gli ingressi e le uscite.
Altri 14 bagni, più uno per disabili,  li trovate al I° ordine del Colosseo, vicino ai tornelli di ingresso.

Fasciatoi: si trovano nei bagni situati presso l’ingresso al Parco su via di S. Gregorio e nelle vicinanze dell’uscita su Via Foro Romano, all’angolo sud-est della Basilica Giulia.

Aree di sosta: nel parco ci sono circa 70 panchine, alcune delle quali collocate in prossimità di fontanelle di acqua potabile (Vicus Argentarii/Tabularium, angolo sud-est della Basilica Giulia, Horti Farnesiani, Palatino/Domus Augustana e sentiero meridionale).
Invece al II° ordine del Colosseo, lungo il percorso di visita negli spazi espositivi destinati al Museo Colosseo e alle mostre temporanee, trovate 8 panchine.

Fontane: all’interno del parco ci sono 10 fontane. Altre due fontane le trovate tra I° e II° ordine.

Distributori automatici di bevande e snack: li puoi trovare lungo la Via Nova, negli Horti Farnesiani e presso lo Stadio della Domus Augustana.
Distributori di acqua in bottiglia si trovano invece I° e al II° ordine del Colosseo.

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 2 Media: 5]

Visitare Roma in un weekend

Se hai la possibilità di trascorrere solo un weekend a Roma non disperarti: con un buon itinerario potrai comunque tornare a casa soddisfatto avendo visto le principali attrazioni della città.

Cosa vedere a Roma quindi se il tempo stringe? Ecco qualche consiglio sulle attrazioni principali da non perdere nella tua due giorni a Roma.

1. BASILICA DI SAN PIETRO

Sorge laddove nel 324 l’imperatore Costantino fece erigere un santuario in onore di Pietro apostolo, che proprio lì venne crocifisso e sepolto.
L’aspetto di oggi si deve al progetto del Bramante, risalente al 1506. Alla sua costruzione parteciparono artisti come Raffaello, Antonio da San Gallo, Michelangelo. Gli interni, così come il colonnato sono del Bernini. La basilica rappresenta la chiesa più grande al mondo. Nessuna fotografia e nessun racconto di chi ci è stato può rendere l’impatto emotivo che suscita la vastità dell’edificio, la magnificenza delle decorazioni e delle opere d’arte che contiene.
Se vuoi salire sulla sua strepitosa cupola ti consiglio di procurarti il biglietto on line: salterai  la coda!
E’ decisamente una delle attrazioni da non perdere durante il tuo weekend a Roma.

2. CASTEL SANT’ANGELO

Si trova poco lontano dal Vaticano . Si tratta della fortezza papale edificata nel medioevo sui resti del mausoleo dell’imperatore Adriano. (II secolo d.c.). Non andare e via dalla fortezza senza una tappa sulla Terrazza dell’Angelo, da dove si gode una spettacolare vista sulla città. Se acquisti il biglietto on line salterai la coda.

3. PIAZZA NAVONA

E’ la vetrina del centro di Roma con le sue fontane scolpite, i bellissimi palazzi barocchi e i caffè all’aperto. La piazza è sempre affollata di turisti, artisti di strada, venditori ambulanti. Piazza Navona è stata per 300 anni la sede del principale mercato della città. In questa piazza puoi mettere a confronto le opere di due grandi artisti del Barocco: la fontana dei quattro Fiumi del Bernini e la Chiesa di Sant’Agnese in Agone del Borromini.

4. PANTHEON

Eretto tra il 27 e il 25 a.C. dal console Agrippa, prefetto dell’imperatore Augusto, dopo aver subito ben due incendi, nell’80 e nel 110 d.C., il tempio venne ricostruito nella forma che vediamo oggi dall’imperatore Adriano (128 d.C). Insieme al Colosseo, il Pantheon è uno dei grandi simboli di Roma e il monumento antico meglio conservato della capitale. La visita dell’edificio ti lascerà stupefatto, con la sua cupola in calcestruzzo più grande del mondo e gli interni ricoperti di marmo.

5. FONTANA DI TREVI

Immortalata  da Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nel film di Fellini La dolce vita, la Fontana di Trevi è tra le attrazioni principali di Roma.
Venne iniziata da Nicola Salvi nel 1732 e completato nel 1762 da Giuseppe Pannini.
Realizzata con travertino, marmo, intonaco, stucco e metalli, rappresenta Oceano su un carro trainato da due cavalli (uno selvaggio e l’altro docile, ad indicare i diversi umori del mare) a sua volta guidati da tritoni. Non puoi andare via senza averla vista e aver gettato la tua monetina nell’acqua per potervi poi ritornare!
A seguito del restauro effettuato in vista del Giubileo 2025 è stato posto il tetto massimo di visitatori, ossia 400 persone per volta.

6. PIAZZA DI SPAGNA

Piazza di Spagna, con la scalinata di Trinità dei Monti e la fontana della Barcaccia, è una delle più famose piazze di Roma e ha da sempre rappresentato il centro della vita culturale e turistica della città di Roma. Circondata da palazzi settecenteschi ha un’eleganza indiscutibile. La scalinata è stata recentemente restaurata tornando così al suo antico splendore.

7. COLOSSEO

Simbolo della grandezza e del potere di Roma, nonchè simbolo della città stessa, l’Anfiteatro Flavio è il più famoso e imponente monumento della Roma antica e attrazione che richiama ancora, dopo duemila anni, circa 5 milioni di visitatori l’anno.
Fu fatto costruire dall’imperatore Vespasiano sui terreni del vasto complesso della Domus Aurea neroniana. I lavori iniziarono nel 72 d.c. e terminarono nell’80 d.c. sotto l’imperatore Tito.
Se decidi di visitarlo all’interno, compra il biglietto on-line , salterai le lunghe code all’ingresso.

8. MUSEI CAPITOLINI

Costituiscono la galleria pubblica di sculture più antica del mondo. Nati ad opera di papa Sisto IV nel 1471, vennero arricchiti dai papi successivi man mano che venivano riportate alla luce nuove statue. I musei occupano il Palazzo Nuovo e il palazzo dei Conservatori che si trovano entrambi sulla piazza del Campidoglio. Sicuramente da mettere nell’itinerario del vostro weekend a Roma.

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 1 Media: 5]

La Galleria Borghese

Villa Borghese si trova appena fuori Porta Pinciana ed è qui, in questi questi meravigliosi giardini che si trova la Galleria Borghese, in cui sono custodite  le opere d’arte raccolte dal cardinale Scipione Borghese (1579-1633), il più esperto collezionista del suo tempo.
Nei secoli la Galleria ha subito diversi rifacimenti e anche la collezione purtroppo non è stata conservata nella sua interezza: molta statuaria antica è stata infatti trasferita al Louvre per ordine di Napoleone nel XVIII secolo.
Altri pezzi sono stati venduti nel corso degli anni. Infine sia la collezione sia il palazzo  sono stati acquisiti dallo Stato nel 1902, anche se è visibile al pubblico solo dal 1997.

Se durante la tua visita a Roma puoi dedicarti  alla scoperta di un solo museo, la Galleria Borghese  è senz’altro un’attrazione da non tralasciare.
Infatti questa è spesso consideratala regina di tutte le collezioni private. Caravaggio, Bernini, Rubens, Tiziano, sono solo alcuni degli autori delle incredibili opere d’arte che potrai ammirare.

Villa Borgese è divisa in due sezioni: il Museo Borghese al piano terra, con spettacolari sculture barocche, antichi mosaici pavimentali romani e affreschi a trompe l’oeil e la Pinacoteca, situata al primo piano.

Le opere da non mancare

SALA I

E’ dedicata in gran parte alle opere di Antonio Canova, uno dei più grandi scultori neoclassici. L’opera più celebre in questa sala è senza dubbio Paolina Borghese come Venere Vincitrice (1805-1808).
Una scultura straordinaria del Canova che ritrae Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone e moglie di Camillo Borghese, sdraiata come una Venere un perfetto esempio di scultura neoclassica, dove la bellezza ideale si fonde con una sottile sensualità.
Paolina è sdraiata su una sorta di triclinio, in atteggiamento rilassato. Tiene in mano una mela, simbolo del giudizio di Paride e della vittoria di Venere. nella mitologia greca.
Canova riesce a trovare un equilibrio perfetto tra realismo (soprattutto nei tratti del volto e nel trattamento della carne) e idealizzazione (nelle proporzioni armoniose e nella superficie liscia del marmo che sembra pelle). La pelle appare quasi traslucida, come se fosse viva.

Visitare Villa Borghese: scopri le statue del Canova!

L’opera è realizzata in marmo bianco di Carrara, ma Canova utilizzava una tecnica particolare: dopo la scultura, la superficie veniva trattata con cere e spazzolata per ottenere quella finitura morbida e luminosa che sembra far “respirare” la pietra.
Una curiosità: il letto su cui è distesa non è solo parte della scultura, ma funge anche da base. Originariamente, la struttura era girevole, così da poter ammirare l’opera da ogni angolazione, con l’illuminazione naturale che ne esaltava i dettagli.

Oltre a questa statua iconica, nella stessa sala si trovano altri ritratti e sculture, e l’ambiente stesso, con la sua decorazione sontuosa e affreschi sul soffitto, contribuisce all’esperienza artistica. Le pareti e i dettagli architettonici arricchiscono ulteriormente la percezione neoclassica e l’atmosfera di prestigio della famiglia Borghese.

SALA III

Custodisce il gruppo scultoreo di Apollo e Dafne realizzata dal Bernini che coglie il momento esatto in cui la ninfa si trasforma in lauro, con le dita che diventano foglie e i piedi radici, sotto lo sguardo sgomento di Apollo che la stava rincorrendo per amore dopo essere stato colpito da una freccia di Cupido.
Apollo e Dafne di Canova alla Galleria Borghese

L’opera è caratterizzata da un grande  dinamismo (le figure sembrano sospese nel tempo, in un attimo congelato che trasmette movimento da ogni angolazione), dai dettagli (le dita di Dafne si trasformano in rami, i suoi piedi in radici, i capelli in foglie. Il marmo si fa leggero, trasparente, come se fosse viva natura), dall’espressione (il volto di Dafne urla angoscia, quello di Apollo mostra stupore e desiderio. Bernini è unico nel trasmettere emozioni attraverso la pietra).
Una curiosità: quando visiterai la sala, ti accorgerai che c’è una citazione incisa a terra, in latino, che recita:
“Chi ama seguire i piaceri della carne, troverà solo foglie tra le mani.”
Un invito alla riflessione sul desiderio e sulla sua fugacità.

SALA IV

Qui puoi ammirare la spettacolare scultura Il ratto di Proserpina, sempre realizzato dal Bernini a soli 23 anni!
E’ incredibile come ha saputo rendere la mano di Plutone  che stringe con forza la coscia di Proserpina, che appare morbida come se fosse di carne vera.
La drammaticità dei volti, i capelli scompigliati, il movimento vorticoso delle figure: tutto è puro dinamismo barocco

Visitare Galleria Borghese a Roma: il ratto di Proserpina

In questo ambiente è esposto anche il gruppo scultore che rappresenta  i personaggi mitici di Enea, Anchise ed Ascanio, colti nel momento della fuga da Troia in fiamme: Enea porta sulle spalle il padre Anchise, e tiene per mano il figlio Ascanio.
In questa scultura c’è un forte simbolismo: é infatti una scena di continuità tra le generazioni, molto cara all’epoca.
Rappresenta la pietà familiare e il senso del dovere.
Anche se è una delle opere giovanili, già si nota il controllo del corpo umano e la capacità narrativa di Bernini.

SALA VIII


Questa sala è dominata dal Caravaggio e spesso poprio perché ospita alcune delle sue opere giovanili più celebri e rivoluzionarie come:

  • Giovane con canestro di frutta. Spesso collocata vicino ad altre opere caravaggesche, anche se non sempre nella stessa sala (può essere esposta nella Sala 8 o 9, a seconda dell’allestimento temporaneo).
    Raffigura un giovane ragazzo (probabilmente un modello abituale di Caravaggio, forse Mario Minniti, suo amico e compagno di vita artistica) che tiene un cesto ricolmo di frutta. Il ragazzo ha un’espressione dolce e lo sguardo rivolto verso l’osservatore.
    Ma il vero protagonista del dipinto è il cesto:  è una natura morta iperrealistica, con un’attenzione maniacale ai dettagli: mele, fichi, uva, pesche, pere, melograni, foglie con segni di appassimento o imperfezioni.
    Caravaggio non idealizza la frutta: ci sono buchi, macchie, segni del tempo. È un’osservazione dal vero, quasi scientifica.
    Questo livello di realismo era rivoluzionario per l’epoca: la natura morta come genere autonomo non era ancora molto considerata.
  • Davide con la testa di Golia: la scena mostra il giovane David che tiene per i capelli la testa mozzata di Golia, appena ucciso.
    La testa di Golia è un autoritratto di Caravaggio stesso, invecchiato e sofferente. Una scelta profondamente simbolica, quasi una confessione visiva.
    David non esulta, anzi, ha uno sguardo malinconico. È come se provasse compassione per il nemico sconfitto. La luce taglia la scena, esaltando la drammaticità e la profondità psicologica.
  • San Giovanni Battista, detto anche Giovane con Ariete: rappresenta un giovane nudo e pensieroso accanto a un ariete, identificato con Giovanni Battista. L’opera è nota anche per la sua carica sensuale e per il tono provocatorio. Il modello è lo stesso di altre opere giovanili di Caravaggio. Si percepisce un’atmosfera intima, enigmatica. Il confine tra sacro e profano qui si fa molto sottile.

Gli hotel in questa zona

The Duke Hotel

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Casa Montani

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Hotel Lord Byron

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Pinacoteca

SALA IX
E’ conservata in questa sala la Deposizione di Cristo morto di Raffaello  e i precedenti Ritratto virile e Dama con Liocorno. Si possono anche qui ammirare tra le altre opere l’Adorazione del Bambino di Fra Bartolomeo e la Madonna col Bambino del Perugino

SALA XIV
Ospita due autoritratti del Bernini

SALA XX
Qui potrai ammirare uno dei dipinti più pregevoli della collezione ovvero il capolavoro giovanile di Tiziano, Amor Sacro e Amor Profano.

Leggi anche

Visitare i musei di Roma in 3 giorni – Quali vedere
Visita ai musei Vaticani

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 1 Media: 5]

Storia della Cappella Sistina

Tra le attrazioni più visitate e più note di tutta la Città del Vaticano, la Cappella Sistina è un luogo tutto da scoprire. Sono proprio i numerosi affreschi e le decorazioni ad aver reso, nel corso del tempo, la Cappella Sistina uno dei più bei capolavori dell’arte rinascimentale in Italia.

Si trova all’interno dei Musei Vaticani ed è una tappa obbligata per chi visita Roma. Come è noto le code all’ingresso dei Musei Vaticani sono sempre lunghissime. Se volete risparmiare tempo e la fatica dell’attesa vi consigliamo di procurarvi il biglietto on line che vi consentirà l’accesso prioritario.

STORIA DELLA CAPPELLA SISTINA

Ma voi la conoscete la storia della Cappella Sistina? Eccovi alcune brevi informazioni

1. La Cappella Papale del 1300

Poche sono le informazioni certe della prima cappella papale che sono arrivate fino ai giorni nostri. Gli storici datano questa cappella intorno al 1368, decorata dagli artisti Giottino e Giovanni da Milano.
Negli anni successivi, nel periodo chiamato Cattività Avignonese, un susseguirsi di lotte civili e l’abbandono dei monumenti romani rovinò la cappella papale costruita in Vaticano.

2. La Cappella Palatina di Papa Sisto IV

A seguito di questi accadimenti storici, i papi del XV secolo intrapresero un ampio progetto di ricostruzione e ristrutturazione. Il primo a portare avanti quest’opera fu Martino V anche se il più ricordato, per il numero di opere restaurate, fu papa Sisto IV.
Proprio quest’ultimo pontefice, professore di teologia nelle università italiane, iniziò un grande movimento per riportare le opere romane al loro splendore. Il progetto partì nel 1471, subito dopo la sua elezione, con la ricostruzione e la decorazione della cappella palatina del Palazzo Apostolico. Per questo, la cappella prende il nome proprio da papa Sisto IV.

3. Il progetto della Cappella Sistina

L’ampio progetto della Cappella Sistina fu affidato al disegno di Baccio Pontelli e prese piede a partire dal 1473. Si cominciò distruggendo i resti fatiscenti dell’edificio precedente, mantenendo intatte le fondazioni e le basi dei muri. I muri medievali vennero mantenuti fino alla prima cornice, così come rimase intatta la pianta asimmetrica dell’edificio. La costruzione venne comunque rinforzata con un basamento e il soffitto ricoperto da nuove volte.
Gli interventi di ricostruzione veri e propri iniziarono nel 1477, vennero supervisionati dall’architetto Giovannino Dolci e durarono circa 4 anni.

4. La funzione della Cappella Sistina

Già al tempo dei papi di Avignone la Cappella palatina apostolica detta Sistina veniva utilizzata per le cerimonie della corte papale. Alle cerimonie solenni del calendario liturgico partecipavano i personaggi più importanti della città. Il collegio dei cardinali, il senatore e i conservatori romani, i diplomatici più meritevoli e personalità illustri dell’ordine monastico si riunivano presso la Cappella Apostolica per le celebrazioni.

Il pontefice pensò che, per rendere omaggio ai personaggi importanti che frequentavano la sua corte, la Cappella Sistina dovesse essere particolarmente fastosa e decorata. Per questo motivo molti tra gli artisti più rinomati dell’epoca vennero chiamati a Roma dal papa e stipularono con lui un contratto di lavoro.

5. La decorazione della Cappella Sistina

I primi interventi di decorazione degli interni della Cappella Sistina risalgono al 1481, subito dopo la fine dei lavori di ricostruzione. Il primo artista a lavorarci fu il Perugino che aveva già collaborato con il papa per l’antica basilica di San Pietro in Vaticano.
La tradizione medievale, ancora in voga negli ultimi decenni del Quattrocento, impose la scelta di decorare la volta della Cappella con un cielo stellato. Se ne occupò Piermatteo d’Amelia.

A questo punto della storia entra in scena Lorenzo de’ Medici. L’illustre personaggio fiorentino punta ad un tentativo di riconciliazione con il Vaticano, che non lo aveva appoggiato nella Congiura dei Pazzi. Propone così al papa di ricevere alla sua corte i più ammirati artisti che lavoravano a Firenze.
Domenico Ghirlandaio, Sandro Botticelli e Cosimo Rosselli, ognuno con la propria squadra di collaboratori, partirono per Roma e si unirono agli altri artisti della corte del papa quali il Pinturicchio, Bartolomeo della Gatta e Piero di Cosimo.
Questi grandi nomi della pittura rinascimentale collaborarono e realizzarono gli affreschi che sono considerati tra i più belli di tutto il mondo.

Michelangelo a Roma

Tra i più importanti artisti dell’epoca è necessario ricordare anche Michelangelo Buonarroti. L’artista non si trovava a Roma in questo periodo, anzi se ne era andato per alcuni scandali che avevano interrotto i suoi rapporti con il papa.
Fu invece del papa Giulio II l’idea di chiamare Michelangelo per decorare la volta appena riparata dopo un cedimento che aveva compromesso il cielo stellato di d’Amelia.

L’artista rientrò a Roma nel 1508 e firmò subito un contratto per la decorazione della Cappella Sistina. In soli 4 anni Michelangelo completò la decorazione dei soffitti e delle volte di questa cappella apostolica. Inizialmente il suo dovere prevedeva la realizzazione delle figure dei 12 Apostoli, ma alla fine dei lavori si poterono contare più di 300 figure dipinte dall’artista.

Oltre agli affreschi della volta, l’opera più conosciuta di Michelangelo all’interno della Cappella Sistina è senza dubbio il Giudizio Universale, dipinto tra il 1536 e il 1541. Questo enorme affresco venne commissionato da papa Clemente VII per ricoprire la parete dietro l’altare.

Gli hotel in questa zona

San Pietro Suites

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Residenza Paolo VI

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Starhotels Michelangelo Rome

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

6. Dopo la morte di Michelangelo

Gli ultimi anni della vita di Michelangelo furono segnati dallo scandalo che si diffuse in Vaticano per i suoi dipinti di uomini e donne completamente nudi. La protesta fu portata avanti in particolare dal cardinale Carafa, che propose un’ampia censura sul lavoro del grande artista.
Michelangelo morì nel 1564 e fu proprio in quell’anno che venne approvata la legge di censura per i suoi affreschi. L’artista Daniele da Volterra venne quindi incaricato di coprire le nudità con alcuni indumenti. Le modifiche apportate al Giudizio Universale sono in seguito state cancellate e l’affresco osservabile oggi è il frutto di restauri che hanno riportato alla vita il prodotto originale.

7. La funzione della Cappella Sistina oggi

A partire dal 1878, e ancora ai giorni nostri, la Cappella Sistina è la sede del Conclave, l’assemblea che elegge il nuovo papa.
Con un particolare regolamento per quanto riguarda gli scrutini, il Conclave avviene solo in caso di decesso del papa o della rinuncia per motivi personali. I cardinali del consiglio si riuniscono nella Cappella Sistina e danno il via a votazioni per l’elezione del nuovo pontefice.
L’ultimo Conclave avvenuto nella Cappella Sistina è quello del 2013 che ha eletto, a seguito della rinuncia di Benedetto XVI, il cardinale Bergoglio a Papa Francesco I.

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

Visitare la Cappella Sistina

La tua visita ai Musei Vaticani non può prescindere dalla sua gemma più preziosa: la Cappella Sistina, capolavoro di assoluta bellezza che tutto il mondo ci invidia. 
Goethe diceva che “Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un’idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere”.
Perciò Visitare Roma e non dedicare una tappa del tuo itinerario a questa incredibile attrazione sarebbe davvero un peccato. Ti  faresti sfuggire un’esperienza indimenticabile! 

Fa parte del percorso dei Musei Vaticani e vi si arriva accedendo dalla grande Sala Regia.
NB:
Ti segnalialo che all’interno della cappella non si possono fare foto né video con o senza flash.

La visita

Appena entrato nella cappella, raggiungi il suo ingresso principale sulla parete est, quella più lontana, in modo da avere la visuale migliore della volta.
L’affresco, che ricopra quest’ultima per l’intera superficie (800 metri quadrati!), richiese a Michelangelo 4 anni di lavoro. L’artista lo organizzò in 9 scene centrali, la creazione di Adamo ed Eva, il peccato originale e la storia di Noè. Le scene sono inquadrate in elementi architettonici dipinti.

Nella prima scena a partire da est sono rappresentati:

  1. L’Ebbrezza di Noè seguita dal
  2. Il Diluvio universale e dal 
  3. Il sacrificio di Noè. Segue la scena del
  4. Il Peccato originale e la Cacciata dal Paradiso terrestre: Adamo ed Eva vengono cacciati dopo aver assaggiato il frutto proibito offertogli da Satana, rappresentato come un serpente dal corpo di donna
  5. La Creazione di Eva, a cui segue
  6. La Creazione di Adamo: questa è una delle scene più famose dell’arte occidentale, che rappresenta Dio barbuto che tocca con la punta del dito quello di Adamo, trasmettendogli il soffio vitale.
    Completano la sequenza a ritroso della genesi:
  7. Separazione della terra dalle acque
  8. Creazione degli astri e dei pianeti
  9. Separazione della luce dalle tenebre


Di fronte, sulla parete ovest, si trova l’incredibile Giudizio Universale, in cui il Cristo al centro sottopone al giudizio divino le anime dei morti che escono dalle tombe.
I salvati vengono fatti salire in cielo, i dannati invece vengono scaraventati nelle tombe.
Anche le pareti laterali presentano una serie di straordinari affreschi straordinari rinascimentali che raffigurano episodi della vita di Mosè.

Individua e ammira le Tentazioni di Cristo del Botticelli e la Consegna delle chiavi a San Pietro del Perugino.
Nella parte ricurva inferiore della volta, separate da cornici sono raffigurati i Profeti ebraici e le Sibille pagane. Queste ultime, dal corpo possente sono fra le più suggestive della volta.
Nelle 14 lunette sopra le finestre sono rappresentate le quaranta generazioni degli Antenati di Cristo, riprese dal Vangelo di Matteo.

IL GIUDIZIO UNIVERSALE

Venne dipinto 30 anni dopo gli affreschi  della volta. Il progetto, commissionato da Clemente VII e incoraggiato dal successore  Paolo III, scatenò molte polemiche sin dall’inizio. Prima perchè l’artista distrusse due affreschi del Perugino per preparare il muro. Poi quando il dipinto fu svelato, perchè la massa turbinante di 391 corpi nudi fece gridare allo scandalo. La reazione infatti fu tale che le autorità ecclesiastiche ordinarono che si coprissero le nudità. 

Al centro del dipinto c’è il Cristo con attorno, in una specie di vortice, le anime dei defunti uscite dalle tombe per affrontare il giudizio divino. I salvati salgono in cielo, mentre i dannati vengono scaraventati all’Inferno tra i demoni. A fare da corona a Gesù alcuni personaggi dell’Antico Testamento: apostoli, profeti, eroine, sibille e patriarchi. Inoltre compaiono santi, martiri e vergini. Egli, rappresentato seminudo, come un eroe classico, nell’atto di avanzare, ha lo sguardo rivolto verso destra.

Con la mano destra alzata chiama a sé i beati mentre con la mano sinistra destina i dannati alla profondità dell’Inferno. In posizione di poco inferiore a Gesù si trova la Madonna e volge lo sguardo a sinistra con espressione sofferta ma composta.
Nelle lunette sono rappresentai i simboli del martirio.

PARETI LATERALI

Gli affreschi delle pareti laterali, realizzati tra il 1481 e il 1482 sono opera di grandi maestri rinascimentali, tra cui Botticelli, Ghirlandaio, Pinturicchio, Perugino e Luca Signorelli. Illustrano episodi della vita di Mosè ( a sinistra del Giudizio Universale) e di Cristo (a destra).

3 CURIOSITA’ SULLA CAPPELLA SISTINA

  1. Il blu oltremare usato nel Giudizio Universale era costosissimo: in questa parte degli affreschi, contrariamente a quella della volta che ne ha una quantità minima, Michelangelo ne usò una quantità impressionante.
    All’epoca questo colore era ottenuto dai lapislazzuli, pietre preziosissime e perciò molto costoso.
    Gli artisti infatti esitavano ad adoperarlo, a meno che non fosse pagato da altri.
    Nel caso del Giudizio Universale i materiali li avrebbe pagati il papa (Giulio II, che aveva commissionato a Michelangelo la Cappella Sistina). Nel caso della volta, invece, visto che doveva far fronte lui stesso alle spese per affrescarla, il celebre artista, usò colori meno cari.

  2. Non è vero che Michelangelo lavorava da solo: Lo si è spesso detto, ma in realtà per tutto il corso dei lavori nella cappella si avvalse della collaborazione di assistenti che preparavano l’intonaco umido su cui poi il pittore dipingeva (come richiedeva a tecnica dell’affresco).

  3. Non è vero che Michelangelo dipingesse sdraiato: in realtà l’artista progettò un’impalcatura curva che gli permetteva di stare in piedi, anche se in posizione scomoda, piegato all’indietro.

Una volta usciti dai Musei Vaticani, se non siete troppo stanchi, potete pensare di andare a godervi le attrazioni che si trovano nelle vicinanze, come la Basilica di San Pietro o Castel Sant’Angelo.

COME RAGGIUNGERE LA CAPPELLA SISTINA

1. IN METRO
Partendo dalla Stazione Termini prendi la Linea A della Metro in direzione Battistini. Le fermate più vicine ai Musei Vaticani distano circa dieci minuti a piedi e sono Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro.

2. IN BUS
Davanti all’ingresso dei Musei Vaticani si trova la fermata della linea 49.
In Piazza Risorgimento,  distante a 5 minuti a piedi , fanno capolinea le linee 3281 e 982.

3. MACCHINA
Puoi parcheggiare la macchina nei parcheggi a pagamento sia sul Viale Vaticano sia nelle strade limitrofe.

4. TRENO
Arrivae alla stazione di Roma Termini e prendi la Linea A della Metro in direzione Battistini. Ti conviene scendere alle fermate Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro, che distano  circa dieci minuti a piedi.

5. AEREO
Se arrivi a Roma in  aereo ti consiglio di andare dall’aereoporto alla stazione di Roma Termini, dove si trovano Bus, Metro e Taxi che vi condurranno ai Musei Vaticani .

Leggi anche
Musei Vaticani- Curiosità sulla Cappella Sistina
I Musei Vaticani
Cose da vedere a Roma in 3 giorni. Il nostro itinerario
Bus turistici a Roma


Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

I MUSEI CAPITOLINI

Se hai deciso di visitare Roma in 3 giorni (o più!) e sei amante dell’arte, i Musei Capitolini (attrezzati per disabili) sono sicuramente un’attrazione da non perdere.
Il complesso museale rappresenta il più antico museo pubblico al mondo. La sua origine è infatti datata 1471, quando papa Sisto IV donò alla cittadinanza alcune sculture di bronzo, gettando le basi di quello che è considerata oggi una delle più raffinate collezioni d’arte classica.
La maggior parte delle opere proviene dalla città di Roma.

COME ARRIVARE
Il modo più spettacolare per raggiungere i musei è tramite la Cordonata, la scalinata che parte da Piazza d’Ara Coeli e sale a Piazza del Campidoglio.
Se decidi di arrivarci in bus basta prendere una qualsiasi linea che abbia tra le fermate Piazza Venezia.

Visitare i Musei Capitolini

I Musei Capitolini sono ospitati in due grandiosi palazzi : Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo, collegati tra loro da un passaggio sotterraneo, la Galleria Lapidaria. Questa permette di attraversare la Piazza del Campidoglio  senza dover uscire dal museo.
La galleria ha delle arcate che si affacciano sulla vista strepitosa del Foro Romano.
L’ingresso ai musei è nel Palazzo dei Conservatori, dove, al primo piano si trova il nucleo originario della collezione di sculture, e al secondo, la Pinacoteca. Sono compresi nel Roma Pass e nel Vaticano pass.

1. PALAZZO DEI CONSERVATORI – I piano

Visitare i Musei Capitolini di Roma

Le parti della statua di Costantino: Foto Lea Gerbaudo

 

Prima di salire per la visita alla collezione vera e propria fermateti ad ammirare i frammenti in marmo che sono sparsi nel cortile. La testa, la mano e il piede gigantesco erano parte della statua dell’imperatore Costantino, alta ben 12 metri, collocata una volta nella Basilica di Massenzio, al Foro.

Basandosi su questi frammenti è stata realizzata una ricostruzione in scala 1:1 del Colosso di Costantino. La statua, alta circa 13 metri, è stata realizzata utilizzando tecniche innovative di ricostruzione digitale e stampa 3D. Si trova Esposta nel giardino di Villa Caffarelli a cui si accede dai Musei Capitolini.
Questa imponente replica è il risultato della collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina, la Fondazione Prada e la Factum Foundation for Digital Technology in Preservation, con la supervisione scientifica di Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni Culturali . La ricostruzione sarà visibile nel giardino di Villa Caffarelli fino al 31 dicembre 2025

Visitare Roma: ricostruzione del Colosso di Costantino

La ricostruzione del Colosso di Costantino a Villa Caffarelli. Foto: Lea Gerbaudo

 

Oltre a ciò, sicuramente da vedere tra le sculture del primo piano è la Lupa Capitolina, che trovi nella Sala della Lupa.
L’opera è stata da un artista etrusco nel V secolo a.c. (recenti ricerche però indicano che potrebbe essere forse di epoca medievale). I gemelli però, nell’atto di farsi allattare è sono stati aggiunti solo nel 1471.
Altre statue che non devi mancare di visitare sono lo Spinario (I secolo. a.c.), che si trova nella Sala dei Trionfi e rappresenta un ragazzino che si toglie una spina dal piede, e una testa di Medusa, ospitata nella Sala delle Oche, attribuita a Gian Lorenzo Bernini.

Nell’ala moderna dei musei capitolini,chiamata Esedra Marco Aurelio e inaugurata nel 2005, troverete invece l‘imponente statua equestre dell’imperatore omonimo. È l’originale di quella che si può ammirare nella piazza del Campidoglio, davanti al palazzo.
Questa struttura è stata pensata proprio per preservarla dai danni dell’esposizione all’aperto. E’ stata progettata da Carlo Aymonino, architetto italiano noto per le sue opere nel campo dell’architettura contemporanea.

Musei Capitolini: l'Esedra di Marco Aurelio

La statua originale di Marco aurelio. Foto: Lea Gerbaudo

 

Caratterizzata da un grande ambiente vetrato, ricavato nel Giardino Romano del Palazzo dei Conservatori, oltre alla statua di Marco Aurelio, conserva importanti bronzi capitolini, come l’Ercole dorato proveniente dal Foro Boario e i resti del colosso bronzeo di Costantino.
Carlo Aymonino, architetto italiano noto per le sue opere nel campo dell’architettura contemporanea.
È uno spazio ampio e luminoso, dove la luce naturale filtra attraverso le vetrate creando un’atmosfera quasi sospesa. Il suo design moderno mette ancora più in risalto le opere antiche che ospita.
Grazie alla sua acustica e al suo fascino scenografico, l’Esedra viene spesso utilizzata anche per concerti, conferenze ed eventi culturali speciali.

Sempre sul primo piano si trovano le fondamenta del Tempio di Giove, che un tempo campeggiava sul campidoglio e che era uno dei più importanti della Roma antica.

Palazzo dei conservatori – II piano

Questa zona è occupata completamente dalla Pinacoteca Capitolina, creata tra il 1748 e il 1750. Ospita, ordinata cronologicamente una collezione di dipinti dal Medioevo al XVIII secolo. Ogni sala accoglie dei capolavori, ma da non perdere sono la Sala Pietro da Cortona, che contiene il Ratto delle Sabine (1630) dell’omonimo artista e la Sala di Santa Petronilla che ha questo nome perchè al suo interno conserva la grande pala del Guercino che rappresenta il Seppellimento di Santa Petronilla (1621-3).
Troverai anche opere di Caravaggio: La buona ventura (1595) e il San Giovanni Battista (1602)

2. TABULARIUM

È l’archivio di stato dell’antica Roma, creato nel 75 a.c. ed ora si trova sotto il Palazzo Senatorio. Ci si arriva tramite la Galleria lapidaria che collega il Palazzo dei Conservatori a Palazzo Nuovo. Lungo la galleria si trovano lastre marmoree ed epigrafi. Bellissima la vista sul Foro Romano, che si gode dalle sue arcate.

3. PALAZZO NUOVO

È interamente occupato fino al soffitto di sculture classiche. Obbligatorio vedere il Galata morente, che troverai collocato nella Sala del Gladiatore. Si tratta di una copia romana di un originale greco del III secolo a.c.
È emozionante vedere come la sua postura di guerriero caduto trasmetta in maniera commovente il senso di quieta e rassegnata sconfitta.

Visitare i Musei Capitolini: il Galata morente

Il Galata morente. importante esempio di scultura classica

Nella sala seguente, la Sala del Fauno, si trova un fauno scolpito in marmo rosso, che dà il nome al locale.
Un altro superbo esempio di scultura classica è la Venere Capitolina collocata nel Gabinetto della Venere. Meritano di essere ammirati anche i busti di filosofi, poeti e oratori allineati nella Sala dei Filosofi.

ORARI

Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30
24 e 31 Dicembre dalle 9.30 alle 14.00
La biglietteria chiude un’ora prima. Chiusi il 1 gennaio, 1 maggio e il 25 dicembre.

Gli hotel in questa zona

Relais Forus Inn

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Hotel Capo d’Africa

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Caesar House Residenze Romane

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

Il Pantheon

Il Pantheon, con la sua cupola, la più grande in muratura mai costruita, è una delle attrazioni di Roma da non perdere. Assolutamente da inserire nell’elenco delle cose da vedere, è uno dei simboli della Capitale.

L’edificio rappresenta una delle costruzioni antiche meglio conservate della città e visitare il suo interno è un’esperienza unica ed emozionante.
Anche perché del tutto inaspettata. Gli esterni, infatti, grigi e usurati dal tempo, non lasciano immaginare la magnificenza degli interni.
Se sei a visitare Roma in 3 giorni, o qualunque sia la durata del tuo soggiorno nella città eterna, una tappa per ammirare il Pantheon è d’obbligo.

1. Storia del Pantheon

L’edificio venne costruito dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.c. su un tempio precedente edificato nel 27 ac da Marco Vipsanio Agrippa, generale e genero di Augusto.
A testimonianza rimane  l’iscrizione del timpano, appartenuta al tempio più antico e poi riposizionata sulla nuova costruzione.
Il tempio venne distrutto due volte, la prima nell’80 per un incendio e poi nel 110 d.c. per un fulmine.

Nato come tempio dedicato a tutti gli dei, nel 609 il Pantheon venne consacrato a chiesa cristiana da Papa Bonifacio IV, in onore della Madonna e tutti i martiri.
Ancora oggi infatti sia chiama Basilica di Santa Maria ad Martyres. 
Anche se non fu saccheggiata come altri templi pagani (perchè era diventata una chiesa) molti materiali degli esterni vennero prelevati e utilizzati.
Le lastre di bronzo del soffitto del pronao ad esempio vennero fuse per fare il baldacchino del Bernini nella Basilica di San Pietro.
La sua incredibile cupola venne studiata dal Brunelleschi per il progetto del Duomo di Firenze e diventò una sorta di mausoleo.
Ospita infatti le tombe di Raffaello, Vittorio Emanuele II e quella Umberto I.

Visitare il Pantheon dall'esterno

2. ESTERNI

Il Pantheon di Roma  (QUI per i biglietti!) si affaccia sulla vivace Piazza della Rotonda. Ha un monumentale portico all’ingresso, con 16 colonne corinzie (alte 13 metri e realizzate con un unico blocco di granito egiziano) che sorreggono il frontone triangolare.
Le porte di bronzo sono ancora quelle originali restaurate nel XVI secolo. Non rimane quasi nulla dei rivestimenti, ma si possono vedere staffe e buchi che indicano dove era fissato il marmo.

Gli interni del Pantheon a Roma. Visitare

3. INTERNI

Sono ricoperti di marmo e sembrano enormi quando vengono colpiti dalla luce che entra dall’oculos ( 8,7 metri di diametro).
Questo effetto, che lascia sbalorditi quando si entra, era voluto. Serviva infatti per aumentare la soggezione davanti agli dei.
Di fronte all’entrata c’è l’altare maggiore, su cui si trova un’icona di Madonna con bambino risalente al VII secolo.
Sulla sinistra c’è la tomba di Raffaello e accanto quella di Umberto I e Margherita di Savoia. Sulla destra invece la tomba di Vittorio Emanuele II.

Cose da vedere a Roma: il Pantheon

4. LA CUPOLA

É la più importante opera architettonica di Roma antica e la più grande mai costruita in calcestruzzo senza rinforzi.
Ha un diametro di 43,44 metri e la sua misura è uguale all’altezza dell’edificio.
Viste le dimensioni venne adottata una tecnica particolare, ovvero quella dell’alleggerimento del calcestruzzo.
Man mano che si sale verso l’alto sono stati infatti utilizzati diversi materiali di costruzione, in accoppiamento con il calcestruzzo: nella parte bassa mattoni, poi salendo tufo e alla fine pietra pomice e lapilli vulcanici vicino all’oculo.
L’interno della cupola è composta da cassettoni realizzati in calcestruzzo direttamente sulla centina di legno. Essi hanno una triplice funzione: estetica, di stabilità e funzionalità (ha permesso la rapida asciugatura per carbonatazione della malta, ossia la reazione dell’acqua con il carbonato di calcio del calcestruzzo).

COME ARRIVARE

A piedi: da Largo di Torre Argentina camminare su Via di Torre Argentina e continuare su Via della Rotonda per 400 metri

Con il  bus: n° 30, 40, 62, 64, 81, 87 e 492 fino a Largo di Torre Argentina. Continuare a piedi su Via di Torre Argentina e Via della Rotonda.

Con la metro prendere la linea A della metropolitana, scendere alla fermata “Barberini” e continuare a piedi su Via del Tritone fino a Largo Chigi. Svoltare su Via del Corso e su Via del Caravita fino a raggiungere la destinazione.

CURIOSITA’

  1. Ogni 21 aprile, a mezzogiorno, in occasione del Natale di Roma, il sole entra nell’oculus del Pantheon (del diametro di 9 metri) con un’inclinazione tale da creare un fascio di luce che centra perfettamente il portale d’ingresso.  Questo evento porta indietro nel tempo il visitatore all’ingresso trionfante dell’imperatore Augusto. A quell’ora esatta, infatti,quando l’Imperatore varcava la soglia del tempio, tutto il suo corpo era immerso nella luce
  2. Altezza e ampiezza del cerchio luminoso cambiano secondo le stagioni.
  3. Nel corso della giornata il fascio di luce percorre le pareti donando loro vita e facendole risaltare
  4. All’interno dell’edificio si può vivere l’esperienza del del contrasto tra la potenza dell’architettura e la vertigine del vuoto, ma anche il magnifico equilibrio tra penombra e luce.
  5. La cupola del Pantheon è stata una delle prime ad essere stata costruita senza l’uso di impalcature interne.
  6. I cassettoni che decorano il soffitto non hanno solo una funzione estetica. Servono anche a ridurre il peso complessivo della cupola, distribuendo uniformemente il carico sulla struttura sottostante.
  7. Dentro piove ma non si creano pozzanghere: il centro infatti è concavo e i lati sono spioventi.
    Ci sono poi 22 fori che raccolgono l’acqua che defluisce grazie a un sistema di canali
  8.  Il detto popolare “Quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini” (Quello che non fecero i barberi fecero i Barberini) si riferisce al fatto che ai romani piacque il fatto che papa Urbano Barberini, per la costruzione del baldacchino barocco di san Pietro utilizzo ò del materiale bronzeo tolto dal portico del Pantheon.
  9. Sul lato interno della porta principale ci sono due campanili. Sostengono le campane che suonano per le funzioni religiose e non sono visibili da fuori.
  10. L’edificio potrebbe accogliere al suo interno una sfera, perché la sua altezza è perfettamente uguale al suo diametro.

babuino 181

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Cenci Bed & Breakfast Fontana di Trevi

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

La piccola maison

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Da dove fotografarlo

Ci sono diversi punti strategici da cui puoi fotografare questa attrazione per catturare la sua bellezza. Eccone alcuni:

  • Piazza della Rotonda: é proprio davanti. Di qui si ha un’ottima vista frontale del monumento. Trovare un punto al centro della piazza ti permetterà di includere  nella tua inquadratura l’intera facciata
  • Fontana: situata proprio di fronte all’edificio, questa fontana offre una prospettiva unica, con l’acqua che aggiunge un tocco di bellezza e movimento alle tue foto. Puoi cercare di fotografarlo attraverso gli spruzzi d’acqua della fontana per aggiungere un elemento dinamico alle tue immagini.
  • Ponte Umberto I: attraversando il  Tevere, il Ponte Umberto I offre una vista panoramica da lontano. Dalla parte opposta del fiume, puoi catturare l’intero edificio insieme al suo riflesso sull’acqua, creando un’immagine suggestiva.
Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

La Basilica di San Pietro

La Basilica di San Pietro è una delle più grandi, ricche e spettacolari chiese al mondo. Riceve più di 20.000 visitatori al giorno, attirati dalla genialità artistica dell’edificio e dai numerosi capolavori che contiene al suo interno, primi fra tutti la Pietà di Michelangelo, il Baldacchino del Bernini e la sua strepitosa Cupola.
Qualunque sia la durata del tuo soggiorno per visitare Roma, di San Pietro è senz’altro in cima alla lista delle cose da vedere.
Data la continua affluenza di visitatori, ti suggerisco di procurarti il biglietto on line. Salterai la fila e inizierai subito la visita!
N.B: vestiti con abiti adatti alla sacralità del luogo, altrimenti non potrai entrare. Non sono ammessi pantaloncini, gonne corte e canottiere.

COME ARRIVARE
Prendi  linea A (rossa) della metropolitana e scendi alla fermata Ottaviano-San Pietro,  a circa 10 minuti a piedi dalla tua destinazione.

1. Storia

A costruire la prima basilica fu Costantino nel IV secolo d.c., sul sito dell’Ager Vaticanus, luogo su cui sorgeva lo stadio di Nerone.
Qui dal 64 al 67 d.c. vennero martirizzati i primi cristiani tra cui San Pietro. L’edificio fu consacrato nel 326.
Venne fatta circondare da alte mura da papa Leone IV nel IX secolo, a protezione delle scorrerie saracene.
Nel 1377, al rientro dei papi da Avignone, la chiesa era in stato di abbandono.

Papa Niccolò V cercò di iniziare la ricostruzioneripartita però solamente nel 1506 con Giulio II, che affidò il progetto al Bramante.
Questi optò per una pianta a croce greca con una cupola centrale e quattro minori. Fece demolire gran parte della basilica, distruggendo affreschi e mosaici bizantini.
Alla morte del Bramante nel 1514, i lavori si fermarono e ripresero nel 1547, quando la responsabilità  del progetto passò a Michelangelo, che allora aveva 72 anni.
Egli semplificò il progetto del Bramante e ideò il disegno della cupola. Michelangelo, però, morì prima che questa fosse completata.
La portò a termine, nel 1590 Giacomo della Porta e Domenico Fontana aggiunse la lanterna finale.
Nel 1605 il progetto passò a Carlo Maderno, che modificò l’idea del Bramante a favore di una croce latina, con la navata centrale più lunga del transetto.

2. Visitare la Basilica

La facciata

Visitare la Basilica di San Pietro a Roma

La splendida facciata di San Pietro

Progettata da Carlo Maderno ed edificata tra il 1608  e il 1612, misura 48 metri di altezza e 112.60 di lunghezza. Otto colonne alte 27 metri sorreggono un attico su cui sono collocate 13 statue in piedi rappresentanti Cristo Redentore, San Giovanni e 11 apostoli.
Il balcone centrale è conosciuto come Loggia delle Benedizioni. Da qui si annuncia il nuovo papa e da qui viene impartita la benedizioni Urbi et Orbi a Natale e Pasqua.
Ci sono 5 ingressi e la prima porta sulla destra è la Porta Santa, che viene aperta sono quando c’è un giubileo.

Interni

NAVATA DESTRA

Percorrendo la navata destra della Basilica troveai numerosi punti di interesse che ti lasceranno a bocca aperta:

1. Pietà di Michelangelo: si trova subito all’inizio in una cappella dietro ad un vetro antiproiettile. Realizzata da Michelangelo nel 1499 a soli 25 anni, è la sola opera che reca la sua firma (sulla fascia che cinge il petto di Maria).
In vista del Giubileo del 2025, l’azienda iGuzzini, che già nel 2018 aveva realizzato il primo sistema di illuminazione di questa incredibile opera d’arte, ha curato un un innovativo progetto di illuminazione. Questo non solo ha migliorato la visibilità della scultura, ma ne ha anche potenziato la sicurezza e la staticità.
QUI per scoprire tutti i dettagli di questo nuovo intervento!

Visitare San Pietro: la Pietà di Michelangelo

2. Disco di porfido rosso sul pavimento: collocato subito all’interno del portale principale. Qui Carlo Magno e gli altri imperatori del Sacro Romano Impero furono incoronati dal papa.

3. Monumento alla regina Cristina di Svezia: dedicato a lei perché si convertì al cristianesimo nel 1655. Si trova su un piedistallo subito dopo la Pietà.

4. Cappella del Santissimo Sacramento: in sontuoso stile barocco, in genere non è aperta ai turisti ma si può entrare per pregare.

5. Monumento a Gregorio XIII: si trova subito dopo la cappella e vicino alla Cappella Gregoriana.
Nel transetto a destra dell’ingresso principale si trovano poi il monumento a Clemente XIII e opere tra le più importanti del Canova.

BIGLIETTI BASILICA DI SAN PIETRO

NAVATA CENTRALE

La navata centrale ospita capolavori incredibili che ti riempiranno gli occhi di meraviglia:

  • Baldacchino del Bernini: in stile barocco è alto 29 metri. Lo sorreggono 4 colonne tortili e realizzate con marmo proveniente dal Pantheon.
    Si innalza sull’altare maggiore, posto sulla tomba di San Pietro.
    Sotto l’altare c’è la Confessio, alla cui balaustra vengono a pregare i vescovi quando si avvicinano al papa. E’ circondato da 99 lampade sempre accese.
    Attualmente è in fase di restauro in vista del Giubileo del 2025.

Il Baldacchino del Bernini all'interno di San pietro

  • Cupola di Michelangelo: si trova a 119 metri da terra ed è sorretta da 4 pilastri di pietra disposti intorno all’altare papale. I pilastri prendono il nome da quello di 4 santi, le cui reliquie sono conservate dalle statue dei santi poste in delle nicchie.

La Basilica di San Pietro - Interni. Visitare Roma
Sopra, i balconi sono decorati con le reliquie maggiori: la lancia di San Longino che trafisse il costato di Cristo,  il sudario di Santa Veronica, la scheggia della croce trovata da Sant’Elena e il teschio di sant’Andrea, fratello di Pietro.

  • Statua in bronzo di San Pietro: attribuita ad Arnolfo di Cambio, si trova a destra guardando l’altare.
  • Trono di San Pietro: realizzato nel 1665 dal Bernini è il punto focale della Basilica di San Pietro.

Visita alla Basilica di San Pietro: il trono

 

  • Monumento ad Urbano VIII: realizzato dal Bernini si trova a destra del trono.

NAVATA SINISTRA

Anche nella navata sinistra i capolavori non mancano di certo:

  • Cappella della Madonna della Colonna: si trova dietro il pilastro di Santa Veronica nel transetto di sinistra.
  • La tomba di San Leone Magno: risalente al 1650 è opera di Alessandro Algardi.
  • Monumento ad Alessandro VII: rappresenta l’ultima opera del Bernini per la basilica. Si trova di fronte alla tomba.
  • Cappella Clementina: prende il nome da Clemente VII che la fece decorare da Giacomo della Porta per il Giubileo del 1600.
  • Tomba di San Gregorio Magno: è situata sotto l’altare e su di essa c’è un mosaico ispirato al Miracolo di San Giorgio di Andrea Sacchi.

San Pietro Suites

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Residenza Paolo VI

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

Starhotels Michelangelo Rome

Clicca per votare questo articolo! [Voti: 0 Media: 0]

  • Monumento a Leone XI: il papa, della famiglia dei de’ Medici è rappresentato quasi piegato dal peso dell’incarico.
  • Cappella del Coro: opera di Giovani Battista Ricci su disegni di Giacomo della porta. Gli stalli d’oro sono su disegno del Bernini.
  • Monumento a Innocenzo VIII: opera del Pollaiolo e copia di un monumento che si trovava nell’antica basilica.
  • Cappella della Presentazione: si trova verso la facciata e contiene due opere moderne, ovvero il monumento a Giovanni XXIII e  quello a Benedetto XVI.
  • Monumenti agli Stuart: dedicati alla moglie di Giacomo Stuart e a 3 membri della famiglia sua famiglia, pretendenti al trono, che morirono in esilio a Roma

La Cupola della basilica di San Pietro

Tra i simboli di Roma per eccellenza, venne ideata da Michelangelo, su ispirazione della cupola del Bramante di Santa Maria del Fiore a Firenze.
La cupola, il cui diametro è di 41.5 metri, è sostenuta da sedici contrafforti con colonne binate, alternati da finestroni a timpano.
Sulla possente struttura, Giacomo della Porta, a cui passò il progetto dopo la morte di Michelangelo, fece partire i sedici spicchi dicui è composta la calotta, aperta da tre ordini di finestre.

Tomba di San Pietro

Si trova nel sottosuolo della basilica, nella parte originaria. Si visita solo con visita guidata di un’ora e mezza (il costo è di 13 euro) e con prenotazione obbligatoria.
Si può accedere solo dopo aver compiuto 15 anni.  La prenotazione si può effettuare tramite richiesta scritta inviando un messaggio a scavi@fsp.va, o per fax +39 06 69873017, o direttamente in Ufficio Scavi (ingresso a sinistra del colonnato berniniano).

Grotte Vaticane

Si estendono per tutta la lunghezza della basilica e contengono le tombe di molti papi, compresa quella di papa Giovanni Paolo II. Si possono vedere anche grandi colonnati risalenti alla basilica del IV secolo.

Tesoro di San Pietro

Si accede dall’ingresso della sagrestia (metà della navata sinistra). Qui sono conservate reliquie e manufatti preziosissimi, come la Crux Vaticana del VI secolo, in bronzo e tempestata di gemme.

3. Curiosità

  • Sotto la Basilica sono sepolti ben 91 papi
  • A costruire la prima Basilica di San Pietro fu Costantino, il primo imperatore romano che abbracciò il Cristianesimo
  • L’edificio fu costruito sul luogo del martirio di San Pietro
  • Le spoglie di San Pietro furono trovate nel 1950 e sono state esposte da papa Francesco nel 2013
  • Sotto la navata centrale, a tre metri di profondità, si trovano Grotte Vaticane. Pur essendo chiamate così non sono delle vere e proprie grotte.
    In realtà si tratta dello spazio che c’è tra la vecchia basilica, costruita da Costantino, e quella nuova.

Terminata la visita alla Basilica esci e fermati in Piazza san Pietro a goderti l’atmosfera che questo luogo sa regalare e che, insieme ai musei Vaticani e la Cappella Sistina, rappresentano i tre gioielli della Città del Vaticano.

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 2 Media: 4]