Attrazioni

Visitare Roma – Città del Vaticano

A meno che tu non sia nella capitale per una sola giornata, non puoi non inserire nel tuo itinerario per visitare Roma una tappa nella Città del Vaticano.
Ti consiglio di arrivare di mattina presto (scendete alla fermata della metro Ottaviano-San Pietro), quando il flusso dei visitatori è ancora limitato.
Avrai ancora l’intero giorno davanti a te per dedicarti alla visita di tutte le attrazioni presenti: la Basilica di San Pietro, le Grotte Vaticane, i meravigliosi Musei Vaticani (vi conviene acquistare i biglietti on line per saltare la coda).

Nota: se vuoi goderti tutti i tesori del Vaticano e di Roma risparmiando tempo, tenendo d’occhio il portafoglio, puoi approfittare della Omnia Vatican & Rome card . Avrai anche accesso illimitato ai trasporti pubblici e potrai usufruire di diversi sconti.

Qui di seguito ti fornisco alcune informazioni sulla Città del Vaticano per non farti trovare impreparato:

1. Dove si trova

La Città del Vaticano si estende sulla riva destra del Tevere, in una zona dove all’origine non c’era sviluppo urbanistico.
L’Ager Vaticanus iniziò ad essere preso in considerazione solo alla fine dell’età repubblicana (I secolo A.C), quando furono realizzati ville e giardini.
Più tardi, Augusto (63a.c – 14d.c) portò a termine uno stadio per battaglie navali (naumachia) mentre Nerone (37 d.c – 68d.c.) fece realizzare un circo.
Nel circo e nei giardini di Nerone subirono il martirio molti cristiani, tra cui lo stesso San Pietro (67 d.c.).
La memoria dell’apostolo darà il via alla costruzione delle due grandiose basiliche: la prima voluta dall’imperatore Costantino nel 324, la seconda, voluta da papa Giulio II nel Rinascimento e fatta edificare sullo stesso luogo della precedente.
Accanto alla basilica, nel corso dei secoli si è sviluppata la Città del Vaticano, sede del capo della Chiesa cattolica e gelosa custode di inestimabili tesori d’arte.

2. Quando nasce

Nasce l’11 febbraio 1929, quando tra i rappresentanti della Santa sede e quelli dello Stato Italiano viene firmato, nel Palazzo Laterano, il trattato che sanciva la costituzione dello Stato della Città del Vaticano, indipendente e con precisi confini topografici.
Il trattato entrò in vigore il 7 giugno dello stesso anno.

3. Caratteristiche

Si estende su una superficie di 0,44 kmq con una popolazione di circa 836 abitanti.
Batte una propria moneta, ma per effetto dell’unione doganale e monetaria con l’Italia adotta l’Euro. Sugli otto tagli delle monete viene riportato nella faccia nazionale l’effigie del papa regnante.
Stampa propri francobolli validi per spedizioni in tutto il mondo solo però con la spedizione dalle Poste Vaticane.
Edita un proprio giornale, l‘Osservatore Romano e ha una propria emittente, Radio Vaticana, inaugurata da Guglielmo Marconi nel 1931.
La lingua ufficiale è l’Italiano, mentre il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede.
All’interno della città vaticana e degli edifici extraterritoriali il servizio d’ordine e di polizia è assolto dagli agenti di vigilanza e dalla Guardia Svizzera.

4. Il Papa

È capo dello Stato e allo stesso tempo vescovo di Roma. Gode della piena e suprema potestà giurisdizionale su tutta la Chiesa. È coadiuvato nel governo della Chiesa da un Sacro Collegio Cardinalizio e della Curia Romana.
È possibile partecipare alle udienze di Papa Francesco ogni mercoledì in Piazza San Pietro (scopri qui come fare!)

5. Le guardie svizzere pontificie

Una delle curiosità da vedere a Roma, sono un corpo armato al servizio del papato.
Questo fin dal 22 gennaio 1506, quando un gruppo di 150 mercenari elvetici entrò nello stato pontificio per mettersi al servizio di papa Giulio II.
Per diventare una guardia svizzera bisogna essere in possesso di alcuni requisiti:

  • essere di sesso maschile
  • essere obbligatoriamente di fede cattolica
  • avere la cittadinanza svizzera
  • avere un’età tra 18 e i 30 anni
  • aver prestato servizio nell’esercito svizzero
  • rimanere celibi (il matrimonio è concesso solo a chi raggiunge il grado di caporale e gradi superiori).
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La fontana di Trevi

Immortalata  da Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nel film di Fellini La dolce vita, la fontana di Trevi, insieme al Colosseo e alla Basilica di San Pietro è tra le attrazioni principali di Roma e tappa imprescindibile del tuo itinerario nella capitale.
Se hai in programma di visitare Roma in 3 giorni, se hai a disposizione un solo weekend,  o invece la tua vacanza sarà più lunga, non puoi andare via senza averla vista e aver gettato la tua monetina nell’acqua per poter ritornare!

A partire dal 23 dicembre 2024, dopo il restauro affettuato in vista del Giubileo, per preservare questo incredibile monumento, è stato introdotto il numero massimo di 400 visitatori.
Dal 1 di febbraio 2026 invece, se sei un turista non residente, per entrare nell’area più vicina alla fontana dovrai pagare un ticket di 2 euro (i bambini sotto i 5 anni e le persone disabili entreranno invece gratis).

Puoi accedere direttamente a partire dalla gradinata che porta alla vasca. Per uscire invece, devi passare dal varco che si trova dal lato di via dei Crociferi.
Sia all’ingresso che all’uscita troverai del personale dell’accoglienza e della sicurezza che regola il numero degli ingressi.

La visita alla fontana inizia tutti i giorni dalle 9.00, eccetto il lunedì e il venerdì quando invece si entra a partire dalle 11.00. Prima infatti  vengono raccolte le monetine lanciate dai turisti.
L’ultimo ingresso a numero chiuso è alle 20.30. Dalle 21.00 è visitabile liberamente.

Non è più concesso sedersi, fumare o mangiare sul bordo della fontana. Ci si può invece sedere sulle scalinate, così da poter ammirare la fontana in tutto il suo splendore, come fosse un piccolo teatro.

Struttura della Fontana di Trevi

Questo indiscusso simbolo di Roma è un complesso scultoreo molto grande, tanto da occupare quasi l’intera piazza.
Venne iniziata da Nicola Salvi nel 1732 e completato nel 1762 da Giuseppe Pannini.
Realizzata con travertino, marmo, intonaco, stucco e metalli, rappresenta Oceano su un carro trainato da due cavalli (uno selvaggio e l’altro docile, ad indicare i diversi umori del mare) a sua volta guidati da tritoni.

La fontana, oggi come quando è stata costruita è alimentata da uno dei più antichi acquedotti di Roma, l’acquedotto dell’Acqua Virgo (Acqua Vergine), realizzato dal 19 al 22 a.C. da Agrippa. Il nome Trevi deriva dal fatto che in questo punto convergevano tre vie.

Sul lato orientale del monumento c’è un grande vaso in pietra chiamato “asso di coppe” perchè richiama la carta da gioco. Si narra che durante i lavori di costruzione, un barbiere, che possedeva la sua bottega sulla piazza, continuasse a criticare il progetto di Salvi. Questi allora aggiunse il vaso così da impedire al barbiere di vedere i lavori e di continuare a fare le sue critiche fastidiose.

Visitare Roma: l'incredibile Fontana di Trevi

Una vista inusuale della Fontana di Trevi dal secondo piano del negozio Benetton che le si trova di fronte. Foto: Lea Gerbaudo

 

Da quando venne completato l’acquedotto in questo sito c’è sempre stata una fontana.
Nel 1453 papa Nicolò V incaricò Leon Battista Alberti di ripristinare la via dell’acqua. Nel 1629 Urbano VIII commissionò al Bernini il progetto di una nuova fontana, che però non venne mai realizzata.
Nel 1730 papa Clemente XII indisse un concorso per scegliere i migliori progetti architettonici. Vinse il concorso il progetto di Salvi e due anni dopo cominciarono i lavori.

Negli ultimi anni la fontana è stata restaurata due volte. Il primo restauro risale al 2015. Costato 2,2 milioni di euro é stato finanziatio dalla casa di moda Fendi ed ha riportato la fontana al suo antico splendore.
Il secondo e ultimo intervento è stato effettuato nel 2024. Durato 3 mesi ha previsto il costo di 327mila euro provenienti dal programma PNRR-Caput Mundi. Questo progetto é stato finanziato con 500 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo scopo è quello di recuperare e valorizzare il patrimonio culturale di Roma e del Lazio in occasione del Giubileo.

Tradizioni della Fontana di Trevi

La tradizione più nota è quella del lancio della monetina dentro la fontana. A seconda di quante monetine uno lanci nell’acqua, si avvereranno 3 cose diverse:

  • Lancio di una moneta: garantisce il ritorno a Roma.
  • Lancio di due monete: aiuta l’incontro o l’innamoramento  con una persona del luogo
  • Lancio di tre monete: porta al matrimonio con la persona incontrata

Mi raccomando: quando lanci la tua, o le tue monete, osserva bene il rituale!

  • stai di spalle alla fontana
  • lanciar la moneta con la mano destra sopra la spalla sinistra
  • esprimi il tuo desiderio.

Non si conoscono bene le origini di questa tradizione. Forse potrebbe derivare dall’antica usanza di gettare nelle fonti sacre oboli o piccoli doni per propiziarsi la divinità locali, come per i pozzi dei desideri.
Non c’è turista che non conosca questa tradizione e che non compia questo rito.

Il Comune di Roma ha stabilito nel 2006 che tutte le monetine recuperate siano destinate alla Caritas di Roma. Sono infatti circa 3.000 gli euro che ogni giorno vengono pescati dalla fontana. Tutti coloro che se ne appropriano sono perseguiti penalmente.

Secondo un’altra tradizione, quando dalla fontana si attingeva ancora acqua da bere (e l’acqua di Trevi, che oggi si usa solo per irrigazione e per alimentare le fontane, era considerata tra le migliori di Roma, per non essere calcarea) le ragazze ne facevano bere un bicchiere al fidanzato che partiva, bicchiere che poi frantumavano in segno e augurio di fedeltà.

Domande frequenti

1. Qual è il momento migliore per visitare la Fontana di Trevi evitando la folla?

Se vuoi goderti al meglio questa meravigliosa attrazione di Roma senza troppa ressa, ti consiglio di recarti sul posto di mattina molto presto (magari verso le 8.00) oppure la sra tardi, dopo le 22.00.
Seppur anche durante il giorno la fontana sia bellissima, l’immensa folla onnipresente toglie un po’ di fascino e smorza l’atmosfera.

2. Serve pagare un biglietto per vedere la Fontana di Trevi?

Solo se la vuoi vedere da vicino al catino. Per i turisti infatti, da febbraio 2026 è stato introdotto un ticket di 2 euro.
Ma puoi tranquillamente vederla gratis se stai sulla gradinata che porta alla fontana.

3. Quanto tempo serve per visitare la Fontana di Trevi?

Non molto. In genere, tra ammirarla, fare le foto di rito e lanciare la monetina ci vanno 15-30 minuti.
Se vai di sera ti consiglio di fermarti di più per assaporare con calma l’incredibile atmosfera creata dalla fontana illuminata e dallo scroscio dell’acqua, che di giorno, col vociare della folla, quasi scompare.

4. È vero che bisogna lanciare una moneta nella Fontana di Trevi? Come funziona?

Certamente non è un obbligo, ma una tradizione che chiunque vada a visitare la fontana si sente di dovere rispettare.
Si lancia una moneta con la mano destra sopra la spalla sinistra, dando le spalle alla fontana.
Si possono lanciare fino a 3 monete, a seconda di quello che desideri che accada:

  • 1 moneta:  tornerai a Roma
  • 2 monete: troverai l’amore
  • 3 monete : ti sposerai

5. Quanto soldi vengono raccolti ogni giorno nella Fontana di Trevi?

Indicativamente un milione di euro all’anno, perciò circa 3.000 euro al giorno. Il ricavato delle monetine, che vengono raccolte ogni lunedì e venerdi, vengono donate alla Caritas che li utilizza per progetti sociali.

6. Si può entrare dentro o fare il bagno nella Fontana di Trevi?

Assolutamente no. E’ severamente vietato. In primo luogo per rispetto al monumento. Ci sono poi delle multe salate che variano tra i 450 e i 500 euro.

7. Dove si trova esattamente e come ci arrivo?

Questa bellissima attrazione è situata nel cuore della città, in pieno nel centro storico di Roma, a pochi minuti da Piazza di Spagna e Via del Corso. La metro più vicina è Barberini (Linea A), poi  ci arrivi con una passeggiata di 5–10 minuti.

8. Quanto è affollata la Fontana di Trevi?

Tantissimo! Conta che è uno dei monumenti più famosi di Roma, e nei weekend o in alta stagione è veramente presa d’assalto.
Proprio per preservarla da ciò, specie perchè è fresca di restauro , da dicembre 2024 è stato introdotto il numero massimo di 400 visitatori (vicino al catino).

9. Ci sono trucchi per fare foto belle senza persone?

Decisamente si! anche se qualcuno più faticoso di altri.

  • vai all’alba (tra le 6.00 e le 7.00) o dopo mezzanotte
  • abbi la pazienza di aspettare di “acchiappare” un momento di vuoto tra un gruppo di turisti e l’altro (questa è veramente dura!)
  • sali al secondo piano del negozio United Colors of Benetton che si trova proprio di fronte.
    Avrai una vista frontale, senza la folla davanti.

10. Cosa c’è da vedere nei dintorni della Fontana di Trevi?

Una volta finito di ammimare questa attrazione puoi andare

  • Al Pantheon
  • In Piazza di Spagna
  • In Via del Corso per lo shopping

Nei dinto rni ci sono poi tantissime gelaterie per fare una pausa e tante stradine tipiche da scoprire.

Gli hotel in questa zona

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Cenci Bed & Breakfast Fontana di Trevi

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La piccola maison

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La cupola di San Pietro

Simbolo della Città del Vaticano e di Roma Stessa, la cupola di San Pietro (QUI per i biglietti), per i romani “er Cupolone”, è una delle cupole in muratura più grandi del mondo, capolavoro artistico che segna il passaggio dall’architettura rinascimentale a quella barocca.
Qualunque sia la durata del tuo soggiorno per visitare Roma, sarà sicuramente una tappa fondamentale dell’itinerario che ti condurrà alla scoperta della città eterna.
Non puoi tornare a casa senza averla vista!
Se hai tempo ti consiglio di provare l’esperienza di salire fino in cima. I gradini sono 551 e potrai scegliere se salirli tutti a piedi, oppure prendere l’ascensore fino più o meno metà strada, per poi continuare a piedi e salire 320 gradini.
La salita è lunga e stretta, ma una volta arrivatoin cima alla cupola della Basilica di San Pietro verrai ricompensato da uno strepitoso panorama sui tetti di Roma.
Potrai ammirare la città da ben 130 metri d’altezza!
L’ingresso della cupola si trova sul lato destro del portico ed è indicata da cartelli.
Se decidi di arrivare con la metropolitana deviprendere la linea A e scendere alla fermata Ottaviano San Pietro.

Progettata da Michelangelo Buonarroti a partire dalla fine del 1546, fu interrotta alla sua morte nel 1564, quando la sua costruzione era giunta all’altezza del tamburo.
Continuarono l’opera Giacomo della Porta e Domenico Fontana che riuscirono, grazie al lavoro di circa 800 operai, a terminarla a tempo di record, in soli 22 mesi, nell’estate del 1590.
Durante il pontificato di Clemente VIII (1592-1605) venne completata la lanterna e si rivestì la cupola di lastre di piombo.
Nel 1593 venne collocata sulla cuspide della lanterna la grande sfera di bronzo dorato sormontata dalla croce, opera di Sebastiano Torrigiani.

Consigli prima di salire

  1. Evita di andare nelle ore di punta (8.30-11.00 circa) optando invece per l’orario di pausa pranzo, tranne la domenica durante e dopo l’Angelus del Papa che ha inizio alle 12.00.
  2. Ricordati di non portare con te cose che potrebbero far suonare il metal detector e ritardare così la fila.
  3. Vestii con abiti consoni alla sacralità del luogo. No quindi a minigonne, pantaloncini o canottiere.
  4. Se hai problemi di cuore o sei claustrofobico evitao di salire. L’esperienza non è inoltre consigliabile se hai con te bambini piccoli.

Cupola di San Pietro: com’è fatta

1. L’ESTERNO

Di forma ogivale, diversa da come era stata progettata da Michelangelo,  ha una struttura a doppia calotta che si eleva su un basamento diviso in 3 parti.
Da questo partono gli otto contrafforti del tamburo, costituiti da doppie colonne inquadranti delle finestre.
I contrafforti sostengono una trabeazione, su cui sovrasta un attico decorato con pannelli con decorazioni vegetali.
La cupola ha degli abbaini che permettono alla luce di entrare all’interno. La lanterna è invece formata da tre diverse decorazioni: la parte inferiore ha colonne binate, la mediana delle volute e la parte superiore dei candelabri.
Completa la cupola una sfera di bronzo sormontata da una croce.

 2. L’INTERNO

All’interno della Basilica il cavo della cupola si eleva per 117,57 metri.
La sua struttura è sorretta da quattro grossi pilastri intitolati a quattro santi, le cui statue sono poste in nicchie disegnate dal Bernini.
Ognuna delle statue custodiva una preziosa reliquia: la punta della lancia di Longino che trafisse il fianco del Cristo, il sudario usato dalla Veronica per asciugare il volto di Gesù che vi rimase impresso, un frammento della croce trovato da Sant’Elena, la testa di Sant’Andrea.
Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino progettò la decorazione interna.
Nelle lunette della base ci sono raffigurati sedici vescovi e patriarchi, immediatamente sopra compaiono la Vergine Madre, Cristo, San Giovanni e i dodici Apostoli.
A seguire vennero realizzati i mosaici di quattro ordini di angeli con tanto di cherubini e serafini. La base della lanterna è decorata da un cerchio blu pieno di stelle e al centro della lanterna è dipinta l’immagine di Dio.
Nell’anello interno a chiusura della lanterna si trova la scritta: S. PETRI GLORIAE SIXTUS PP. V. A. MDXC PONTIF. V (A gloria di San Pietro, papa Sisto V, nell’anno 1590 del suo pontificato).

SALIRE SULLA CUPOLA

Il primo punto di arrivo della salita, sia che decida di effettuarla a piedi o invece in ascensore, è la balconata posta alla base della cupola.
Da qui, guardando in basso potrrai apprezzare il meraviglioso baldacchino del Bernini e tutto l’interno della basilica.
Alzando gli occhi potrai godere dei bellissimi mosaici che decorano il cavo della cupola.

Città del Vaticano vista dalla Cupola di San Pietro

Città del Vaticano vista dalla Cupola di San Pietro

 

Dal balcone, per arrivare il cima, fin sotto la sfera d’oro, bisogna salire i gradini di una stretta scala a chiocciola che passa tra le due calotte (i gradini sono piccoli e obliqui ma c’è una corda a cui tenersi per aiutarsi nella salita).
Questa è la parte più faticosa ma sicuramente la più affascinante.

Una volta uscito sul terrazzo la vista, a 360 gradi, è impagabile: Roma è letteralmente ai tuoi piedi, con tutte le sue attrazioni che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.
Potrai e anche avere una bellissima vista su Città del Vaticano e suoi magnifici giardini. Le foto sono d’obbligo!

ORARI

1 ottobre -31 marzo dalle 8.00 alle 17.00
1 aprile – 30 settembre  dalle 8.00 alle 18.00

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Le dieci attrazioni e i monumenti da visitare a Roma in una settimana

Visitare Roma in una settimana si rivelerà per te un’esperienza indimenticabile. Avria infatti il tempo di goderti con calma tutto quello che la città eterna ha da offrire ai suoi visitatori.
Io ti suggerisco quelle che sono le attrazioni e i monumenti principali che non dovete assolutamente perdere.
Sono tutte attrazioni supergettonate, perciò ti consiglio di procurarti il biglietto on line già prima di partire, in modo da non dover fare la coda e risparmiare tempo ed energia per la visita!

Ecco quindi le 10 attrazioni e i monumenti principali da visitare a Roma in 7 giorni:

Roma in una settimana: da non perdere il Colosseo1. Colosseo

Simbolo di Roma per eccellenza e dell’Italia stessa, è l’attrazione più visitata della città, con quasi cinque milioni di visitatori all’anno.
Iniziato da Vespasiano nel 72 d.c., venne inaugurato da suo figlio Tito nell’80 d.c.
Poteva ospitare più di 50.000 spettatori che qui venivano ad assistere ai combattimenti dei gladiatori o degli animali.  È il più grande tra i monumenti romani rimasti fino ad oggi.
Le code all’ingresso sono molto lunghe. Ti consiglio perciò di procurarti il biglietto on line per avere l’accesso prioritario.

La strepitosa Basilica di San Pietro a Roma2. Basilica di San Pietro

Sorge laddove nel 324 l’imperatore Costantino fece erigere un santuario in onore di Pietro apostolo, che proprio lì venne crocifisso e sepolto.
L’aspetto di oggi si deve al progetto del Bramante, risalente al 1506.
Alla sua costruzione parteciparono artisti come Raffaello, Antonio da San Gallo, Michelangelo. Gli interni, così come il colonnato sono del Bernini. La basilica rappresenta la chiesa più grande al mondo.
Se vuoi salire sulla sua strepitosa cupola ti consiglio di acquistare il biglietto on line: salterai la coda!
Orari: dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 20.00, l’ultima domenica del mese dalle 9.00 alle 14.00 ((purché non coincida con la Santa Pasqua, 29 giugno Santi Pietro e Paolo, 25 dicembre Santo Natale, 26 dicembre Santo Stefano e 31 dicembre San Silvestro))

Il gruppo del Laocoonte ai Musei Vaticani. Biglietti on line salta coda3. I Musei Vaticani

Fra i più bei complessi museali al mondo, ospitano un’incredibile collezione di opere d’arte raccolte da diversi papi nel corso dei secoli. Per visitarli è possibile effettuare diversi itinerari, che terminano comunque tutti con la Cappella Sistina.
Gli edifici che ospitano i Musei Vaticani si estendono su un’area di 5,5 ettari. Assolutamente da vedere sono la Pinacoteca, il Museo Pio-Clementino, la Galleria delle Carte Geografiche, le Stanze di Raffello e la Cappella Sistina.
Le code all’ingresso sono eterne. Se vuoi risparmiare tempo e fatica l’ideale è l’acquisto del biglietto on line.
Info: da lunedì a giovedì dalle 8.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 16.30) –  venerdì e sabato dalle 8.30 alle 20.00 (ultimo ingresso alle 18.00)

Il Pantheon, una delle attrazioni da visitare a Roma in una settimana4. Pantheon

Tempio dedicato a tutti gli dei, questo, che è l’edificio meglio conservato della Roma antica, venne trasformato in chiesa cristiana nel 608. Il Panteon fu fatto edificare da Agrippa nel 27 a.c., come attesta l’iscrizione sul frontone.
Sia la sua altezza che il diametro dell’interno misurano 43,3 metri. La straordinaria cupola, che rappresenta la più grande volta in pietra mai costruita, è considerata  la più importante opera dell’architettura classica.
Insieme al Colosseo, il Pantheon è uno dei grandi simboli di Roma e il monumento antico meglio conservato della capitale.

La fontana di Trevi attrazione di Roma da non perdere5. Fontana di trevi

Tra i monumenti di Roma più fotografati, insieme al Colosseo è uno dei simboli di Roma nel mondo. Questa splendida fontana barocca, disegnata da Nicola Savi nel 1732, occupa quasi tutta la piccola piazza in cui è situata. Rappresenta il carro di Nettuno trainato da tritoni con cavalli marini (uno selvaggio e uno docile) che simboleggiano i diversi aspetti del mare.

Piazza Navona, da non perdere se visitate Roma in una settimana6. Piazza Navona

Piazza Navona è la vetrina del centro di Roma con le sue fontane scolpite, i bellissimi palazzi barocchi e i caffè all’aperto. La piazza è sempre affollata di turisti, artisti di strada, venditori ambulanti. Piazza Navona è stata per 300 anni la sede del principale mercato della città.
In questa piazza puoi mettere a confronto le opere di due grandi artisti del Barocco: la fontana dei quattro Fiumi del Bernini e la Chiesa di Sant’Agnese in Agone del Borromini.

Piazza di Spagna, una delle piazze più famose di Roma7. Piazza di spagna

Questa piazza barocca del 1725, con la sua famosa Scalinata di Trinità dei Monti (recentemente restaurata), ha da sempre attirato turisti e viaggiatori e ancora oggi è un popolare luogo di incontro.
Sulla scalinata è possibile transitare, ma non è più consentito sedersi, pena una multa salata. La fontana a forma di barca (la Barcaccia) che si trova nella piazza è opera di Pietro Bernini, padre del famoso Gian Lorenzo, e rappresenta una barca che affonda.
È uno dei luoghi principali della vita notturna nel centro storico di Roma.

La Galleria Borghese a Roma: visitare in 3 giorni8. Museo galleria Borghese

Situati nel parco di Villa Borgese, polmone verde di Roma, ospitano una delle più prestigiose collezioni di oggetti d’arte di Roma.
In un sol luogo si trovano concentrate opere di Caravaggio, Bernini, Botticelli e Raffaello, e la celebre statua del Canova che ritrae Paolina Borghese come Venere vincitrice. Consigliato il biglietto on line per avere l’accesso prioritario.

Info: lunedì chiuso, da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.00 chiuso 1 Gennaio, 25 Dicembre. L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima della chiusura.

Il Vittoriano, uno dei monumenti principali di Roma9. Piazza Venezia

Connessa al Colosseo tramite la monumentale via dei Fori Imperiali è forse il crocevia più importante della città.
Ai suoi lati si trovano Palazzo Venezia, il primo grande edificio rinascimentale di Roma e il Vittoriano, monumento iniziato nel 1885 per celebrare l’unità d’Italia. Inaugurato nel 1911 è stato poi dedicato al milite ignoto.
Consigliati i biglietti on line per evitare le lunghe code.

I Musei Capitolini in piazza del Campidoglio a Roma10. Musei capitolini

Costituiscono la galleria pubblica di sculture più antica del mondo. Nati ad opera di papa Sisto IV nel 1471, vennero arricchiti dai papi successivi man mano che venivano riportate alla luce nuove statue.
I musei occupano il Palazzo Nuovo e il palazzo dei Conservatori che si trovano entrambi sulla piazza del Campidoglio (Qui per i biglietti)

Info: aperti tutti i giorni 9.30-19.30 , 24 e 31 dicembre 9.30-14.00 La biglietteria chiude un’ora prima. 1 gennaio ore 14.00-20.00. Chiusi il 1 maggio e il 25 dicembre.

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Musei Vaticani – Curiosità sulla Cappella Sistina

Per chi visita Roma, una tappa ai Musei Vaticani è d’obbligo (qui per i biglietti Musei Vaticani salta la coda). Sono infatti una delle collezioni d’arte più grandi del mondo e visitarli rappresenta veramente un’esperienza emozionante.

Per entrare ai musei è obbligatorio il biglietto on line.

Le attrazioni da non perdere sono:

1. Le Stanze di Raffaello
2. Il Museo Pio Clementino (per estasiarvi davanti al Laocoonte e l’Apollo del Belvedere)
3. La Pinacoteca Vaticana (non perdetevi la Trasfigurazione di Raffaello)
4. Galleria delle Carte Geografiche
5.
La strepitosa Cappella Sistina, capolavoro indiscusso dell’arte rinascimentale italiana (vale da sola la visita ai Musei Vaticani).

Proprio per prepararti alla visita di questo tesoro indiscusso ti svelo qui di seguito 10 curiosità che sicuramente ti interesserà sapere.

Curiosità sulla Cappella Sistina

  1. Il nome della Cappella Sistina deriva da Papa Sisto IV, artefice della commissione dell’opera
  2. I meravigliosi dipinti della Cappella Sistina si estendono per 1.110 mq, all’incirca un sesto delle dimensioni di un campo da calcio.
  3.  Non è vero che Michelangelo ha dipinto i suoi affreschi sulla schiena. Lavorò infatti su una piattaforma che aveva inventato lui, che si estendeva oltre la metà dell’area della cappella e gli ha permesso di stare in piedi. La piattaforma venne spostata a metà del progetto. Michelangelo non ha mai avuto la possibilità di rimirare il suo lavoro in corso dal basso, ma ha dipinto da una distanza di pochi centimetri.
  4. Nella maggior parte dei nudi maschili che decorano il soffitto di Michelangelo, sono presenti delle ghiande, un motivo ricorrente tra gli affreschi dell’artista per rendere omaggio al nome della Rovere (rovere è sinonimo di quercia) a cui apparteneva la famiglia di Giulio II.
  5. Il primo Conclave che si è tenuto nella Cappella Sistina del Palazzo Apostolico è stato quello del 1492. A partire dal 1870 è diventata la sede di tutti i conclavi.

6. Le porte della Cappella Sistina sono bloccate. La parola conclave (riunione del Collegio dei Cardinali per un’elezione del Papa) deriva dal latino cum clave, cioè (chiuso) con la chiave.

7. La prima messa nella Cappella Sistina fu quella celebrata da Papa Sisto IV il 15 agosto 1483.

8. La Cappella Sistina conta più di 6 milioni di visitatori all’anno.

9. La Cappella Sistina oggi come allora è utilizzata anche come cappella privata del Papa.

10. La Cappella Sistina è dedicata a Maria Assunta in cielo.

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Visita ai Musei Vaticani

Una visita ai Musei Vaticani è un’esperienza che si deve fare una volta nella vita. Anche se non sei un folle appassionato d’arte, non dimenticare di inserire nel tuo itinerario per visitare Roma, una tappa in questi incredibili musei.
Ti sarà impossibile non emozionarti davanti a tanta bellezza. Tornerai a casa stanco ma entusiasta, te lo assicuro! 

Qui di seguito ti fornisco un itinerario di visita ai Musei Vaticani che mette in conto circa 3 ore.
Ti suggerisco di adottare un abbigliamento consono, dal momento che andrai a visitare una luogo sacro. Niente pantaloncini perciò, o canottiere, minigonne e cappelli.

Per entrare ai musei bisogna acquistare il biglietto on line . Potrai scegliere l’orario della visita a te più congegnale ed evitare la coda.

Gli orari

Dal lunedì al sabato: dalle 9.00 h alle 18.00 h (ultimo ingresso alle 16.00 h)
Ultima domenica del mese: dalle 9.00 h alle 14.00 h (ultimo ingresso alle 12.30)
Dal 22 aprile al 29 ottobre, apertura serale: venerdì e sabato dalle 19.00 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 20.30)
Chiuso tutte le domenica tranne l’ultima domenica del mese (a meno che non sia festivo)
Chiuso anche l’1 e il 6 gennaio, 11 febbraio, 19 marzo, 18 aprile, 1 maggio, 29 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre.

La visita ai musei Vaticani

LE TAPPE DEL TOUR

1. CORTILE DELLE CORAZZE

Dopo aver attraversato tutto il complesso museale sali su per la scala a spirale e accedi al Cortile delle Corazze, punto di partenza di tutti i diversi itinerari di visita.
Prima di cominciare però trova un attimo per salire sulla terrazza, ne vale davvero la pena. Di qui potrai ammirare la meravigliosa Cupola di San Pietro e i Giardini Vaticani.

2. CORTILE DELLA PIGNA

Rientra e passa per il Cortile della Pigna un largo spazio aperto di 300 metri quadri adiacente ai corridoi e alle sale del museo.
Il cortile conserva, in una nicchia monumentale nella sua parte nord, una colossale pigna di bronzo (alta 4 metri e larga 2,5), di età augustea.
Il cortile deve il suo nome proprio a questa scultura.

Visita il Cortile della Pigna ai musei Vaticani

Visita ai Musei Vaticani: il Cortile della Pigna. Foto: Beatrice Giacinto

 

La pigna, usata spesso in architettura romana col significato di immortalità e rinascita, venne ritrovata nel medioevo a Roma nell’area delle Terme di Agrippa a Campo Marzio, utilizzata con ogni probabilità come fontana. Venne collocata qui nel 1608.
Nel cortile potrai ammirare anche la grande sfera realizzata dall’artista Arnaldo Pomodoro  al cui interno si intravede un complesso meccanismo che ruota lentamente se mosso dal vento. L’opera venne donata ai Musei Vaticani nel 1990.

3. MUSEO PIO-CLEMENTINO

Dal Cortile della Pigna, la tua visita continua immettendoti nel lungo corridoio del Museo Chiaramonti.
Continua andando avanti a sinistra e salendo su per le scale fino al Museo Pio Clementino, che ospita gli esempi più belli della scultura classica del Vaticano.
Fondato da Clemente XIV nel 1771 dopo l’acquisizione delle collezioni Mattei e Fusconi, venne ampliato dal suo successore, Pio VI che lo dotò di un ingresso monumentale con l’Atrio dei Quattro Cancelli e la Scala Simonetti.
Oggi il museo occupa 12 sale in cui sono collocate importantissime collezioni di epoca greca e romana.

4. CORTILE OTTAGONO

Attraversa poi il Cortile Ottagono dove rimarrai estasiato dalla bellezza dell’Apollo del Belvedere, considerato una delle più belle opere di tutta l’antichità, e dal gruppo del Laocoonte.
Il primo è una copia romana del II secolo d.C. di un originale in bronzo del IV secolo a.C, attribuito allo scultore greco Leochares, uno degli artisti che lavorarono al mausoleo di Alicarnasso; il secondo invece  è una copia in marmo di un originale in bronzo  risalente all’età ellenistica (323-31 a.C.) e raffigura il dramma di Laocoonte,  sacerdote troiano, punito da Poseidone (o, secondo altre fonti, da Atena) per aver tentato d’impedire l’ingresso a Troia del cavallo di legno. Morì infatti stritolato da due serpenti, assieme ai suoi figli, Antifate e Timbreo.

Il cortile ottagono fa parte anch’esso del museo Pio-Clementino. Originariamente si chiamava Cortile delle statue e ospitò il primo nucleo delle collezioni pontificie. Su richiesta di papa Giulio della Rovere qui venne allestita (1503-1513) un’incredibile raccolta di statue antiche, con la volontà di fare rivivere la Roma dei Cesari nella Roma dei papi.

5. GALLERIA DELLE CARTE GEOGRAFICHE

Il percorso poi si snoda attraverso una serie di sale, una più spettacolare dell’altra tra cui la Sala degli Animali, la Sala delle Muse (qui è ospitato il Torso del Belvedere) e la Sala Rotonda. Dalla Sala a Croce che si trova li vicino, salite poi la Scala del Simonetti che ti porterà alla Galleria dei Candelabri, la prima delle tre gallerie consecutive che formano un corridoio molto lungo.
Unisciti alla folla dei visitatori attraverso la Galleria degli Arazzi e arriva alla Galleria delle Carte geografiche, lunga ben 120 metri e con le parete ricoperte di carte geografiche del Cinquecento.

Tra i meravigliosi dipinti troviamo rappresentate tutte le regioni italiane dell’epoca, complete della pianta di una o più città principali della regione.
Due carte costituiscono la Puglia, una carta l’Abruzzo e tre le Marche, con le città di Macerata, Loreto, Pesaro-Urbino.
Quattro sono le carte per Veneto, Lombardia, Friuli e Trentino: al tempo inglobati nel dominio veneziano. Il Lazio è invece rappresentato in due carte geografiche, con una spettacolare pianta di Roma.
La volta della Galleria delle Carte Geografiche è  dipinta con episodi miracolosi avvenuti nella regione in questione, la cui mappa è disegnata sulle pareti.

6. STANZE DI RAFFAELLO

Terminato il corridoio oltrepassa la Sala Sobieski arrivando fino alla Sala di Costantino, che rappresenta la prima delle quattro Stanze di Raffaello. Si tratta di una delle stanze postume affrescate grazie ai cartoni creati dallo stesso Raffaello prima della sua morte, il tema principale sono storie sulla vita di Costantino Magno.

Le altre tre sono

  • la Stanza d’Eliodoro affrescata tra il 1511 e il 1514,  si affaccia sul Cortile del Pappagallo nel Palazzo Apostolico e prende il nome da un lunotto affrescato con episodi della vita di Eliodoro, uomo ostile alla Chiesa
  • Le Stanze di Raffaello: La Stanza di Eliodoro

    La stanza di Eliodoro. Foto: Beatrice Giacinto

     

  • la Stanza della Segnatura – affrescata riprendendo il tema della cultura umanistica, tra cui è impossibile non citare la famosa Scuola di Atene, simbolo della filosofia
  • Visita alle Stanze di Raffaello. Biglietti on line

    Le Stanze di Raffaello: La Scuola di Atene. Foto: Lea Gerbaudo

     

  • la Stanza dell’incendio di Borgo – conserva il precedente lavoro sulla volta del Perugino, 1507-1508, con temi legati alla Trinità, mentre il lavoro di Raffaello realizzò scene come l’Incendio di Borgo e l’Incoronazione di Carlo Magno.
Le stanze di Raffaello: l'Incendio di Borgo

Stanze di Raffaello: l’Incendio di Borgo. Foto: Beatrice Giacinto

 

Queste stanze sono solo il preludio alla grandiosa Cappella Sistina.

Conosciuta in tutto il mondo, la Cappella Sistina è uno dei più importanti tesori del Vaticano e di Roma. Sono infatti  i visitatori, sia italiani che stranieri, che  ogni anno non mancano di visitare questo incredibile capolavoro.
Edificata fra il 1473 e il 1481, per volere di Papa Sisto IV, venne progettata dall’architetto Giovanni De Dolci e affrescata dal grande Michelangelo, che dipinse il soffitto e la grande parete sopra l’altare maggiore. Oltre a Michelangelo prestarono la loro opera anche altri grandi maestri rinascimentali, tra cui Botticelli, Ghirlandaio, Pinturicchio, Perugino e Luca Signorelli, che dipinsero le pareti laterali.

L’affresco, che ricopra la volta per l’intera superficie (800 metri quadrati!), richiese a Michelangelo 4 anni di lavoro. L’artista lo organizzò in 9 scene centrali, la creazione di Adamo ed Eva, il peccato originale e la storia di Noè. Le scene sono inquadrate in elementi architettonici dipinti.
Il Giudizio Universale invece, uno degli affreschi più famosi al mondo, realizzato sull’altare maggiore, venne dipinto 30 anni dopo la volta.
Rappresenta la  venuta alla fine dei tempi del Cristo per inaugurare il Regno di Dio.

Il progetto, commissionato da Clemente VII e incoraggiato dal successore  Paolo III, fu oggetto di  polemiche sin dall’inizio. Prima perché l’artista distrusse due affreschi del Perugino per preparare il muro. Poi quando il dipinto fu svelato, perché la massa turbinante di 391 corpi nudi fece gridare allo scandalo. La reazione infatti fu tale che le autorità ecclesiastiche ordinarono che si coprissero le nudità.

La vostra visita ai Musei Vaticani termina qui.

Visitare i Musei Vaticani di Roma

L’uscita dei Musei Vaticani. Foto: Francesca Ciola

 

Dormire vicino ai Musei Vaticani

COME RAGGIUNGERE I MUSEI VATICANI

1. IN METRO
Dalla stazione Termini prendete la Linea A della Metro in direzione Battistini. Le fermate più vicine ai Musei Vaticani distano circa dieci minuti a piedi e sono Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro.
Dal Colosseo: prendete la linea B dalla fermata Colosseo e cambiate per la linea A alla stazione Termini. Scendete a Ottaviano o Cipro.

2. IN BUS
Davanti all’ingresso dei Musei Vaticani si trova la fermata della linea 49.
In Piazza Risorgimento,  distante a 5 minuti a piedi , fanno capolinea le linee 3281 e 982.
Dal Colosseo:  prendete la linea 81 dalla fermata sulla Via Claudia in direzione Risorgimento. Scendete al capolinea.
Dalla stazione Termini: prendete la linea 40 in direzione Borgo Sant’Angelo, scendete a capolinea.
Da piazza Venezia:  prendete il bus 492 da Plebiscito in direzione Metro Cipro, scendete alla fermata Bastioni di Michelangelo.

3. IN MACCHINA
Potete parcheggiare la macchina nei parcheggi a pagamento sia sul Viale Vaticano sia nelle strade limitrofe.

4. IN TRENO
Arrivate alla stazione di Roma Termini e prendete la Linea A della Metro in direzione Battistini. Vi conviene scendere alle fermate Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro, che distano  circa dieci minuti a piedi.

5. IN AEREO
Se arrivate a Roma in  aereo vi consigliamo di andare dall’aereoporto alla stazione di Roma Termini, dove si trovano Bus, Metro e Taxi che vi condurranno ai Musei Vaticani .

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Il Bioparco di Roma

Una tappa al Bioparco di Roma può essere un’ottima idea, specialmente se hai messo in conto di visitare la Capitale con bambini.
Gli farai un regalo bellissimo: avrà modo di divertirsi e allo stesso tempo rendersi conto di quanto diversa e meravigliosa sia la natura.

Lo Zoo di Roma ospita infatti  1200 animali di circa 150 specie tra rettili, mammiferi e uccelli e un’enorme varietà di piante, sia mediterranee che esotiche.
Si trova in piazzale del Giardino Zoologico n. 1 ed è facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici che con l’auto.

Il mio consiglio è quello di arrivare già con i biglietti in mano. Se li acquisti on line salterai la fila (i tuoi pargoli ti ringrazieranno!) e potrai subito cominciare a goderti la visita.


1. Gli animali del Bioparco di Roma

Tutti gli animali che potrete ammirare in questa attrazione di Roma sono nate all’interno del bioparco oppure arrivano da altre strutture zoologiche.
Contrariamente a quanto succedeva un tempo infatti gli animali non vengono più acquistati o prelevati dal loro habitat naturale. Per fortuna è cambiato il concetto di zoo.

Grazie alla rete di strutture zoologiche che fanno capo all’EAZA (European Association of Zoos and Aquaria, l’organizzazione che associa gli zoo e gli acquari dell’Unione europea), animali vengono trasferiti da un posto all’altro seguendo criteri e modalità che rispettano innanzitutto il loro benessere e seguendo le raccomandazioni fornite dal coordinatore EEP della specie in questione (si occupa di raccogliere informazioni sullo status di tutti gli individui della specie di cui si occupa ospitati nei giardini zoologici e acquari EAZA).

Gli spostamenti degli animali inoltre vengono decisi in base alla disponibilità di spazio e risorse e alle condizioni di mantenimento, che devono essere adatte a soddisfare le esigenze degli animali.

Un esemplare di Ibis Rosso al Bioparco di Roma.
Foto: Felice Marra

2. Le piante

Sono ben 17 gli ettari della superficie su cui si sviluppa il Bioparco di Roma e che ospita  una ricca collezione arborea che comprende piante tipiche della zona mediterranea (potrete ammirare lecci, il pini domestici, sughere) ma anche molte specie esotiche (palme, le magnolie, le diverse specie di cedro e la canfora).
Nel concetto di zoo moderno le piante hanno un ruolo molto importante perchè si cerca ricostruire l’habitat originario dell’animale ospitato, usando piante simili o originarie delle sue zone di provenienza. 
Questo per fare in modo che gli animali abbiano a disposizione spazi più confortevoli e naturali e chi visita abbia una visione più globale degli ecosistemi.

 

3. Un po’ di Storia

1) Il giardino zoologico di Roma è lo zoo più antico d’Italia.
Fu infatti inaugurato il 5 gennaio 1911 per volontà dell’architetto Carl Hagenbeck. In quel periodo lo scopo dei giardini zoologici era quello esclusivamente ricreativo, cioè erano finalizzati al divertimento del pubblico con la sola esposizione di animali esotici e rari.

2) Si deve ad Hagenbeck la rivoluzione degli zoo perchè sostituì le gabbie con i fossati

3) Nel 1935 l’architetto Raffaele De Vico amplia il guardino zoologico di Roma, facendo raggiungere la sua superficie agli odierni 17 ettari di cui facevano parte anche un rettilario e una grande voliera a struttura geodetica , unica in Europa.

4) In poco tempo lo zoo diventa dei più importanti d’Europa, e ancora più bello di quelli di Parigi e Berlino che erano stati costruiti costruiti con vecchi sistemi.

5) Col passare del tempo e a causa delle due Guerre Mondiali  lo zoo entra sempre di più in decadenza.

6) Nel 1994 si pensa di trasformare il giardino zoologico in Bioparco il cui progetto  vede la luce nel 1998 e viene trasformato nell’attuale Fondazione avvenuta nel 2004.

7) Oggi il Bioparco di Roma su basa sui pilastri della conservazione delle specie minacciate di estinzione, e dell’educazione nei confronti della tutela della biodiversità e la ricerca scientifica.

REGOLE DA SEGUIRE 

Durante la visita al Bioparco di Roma avai la possibilità di conoscere e capire l’ambiente che ti circonda e di conseguenza sarà molto importante rispettarlo. 
Per questo dovrai osservare alcune regole che permetteranno il benessere degli animali e di visitare in sicurezza. 

  • non dare da mangiare agli animali. Loro hanno infatti una dieta bilanciata da seguire
  • non oltrepassare le recinzioni: potrebbe essere un pericolo per te e per gli animali stessi
  • non disturbare  con urla, schiamazzi, rumori molesti
  • non entrare con palloncini, palloni, skateboard, biciclette, monopattini, pattini a rotelle e scarpe contenenti rotelle
  • non portare con voi cani o altri animali, eccetto i cani guida;
  • non battere sui vetri e sulle recinzioni
  • non lanciare oggetti agli animali
  • non salitr a bordo del trenino con passeggini (all’interno del bioparco è a disposizione un parcheggio incustodito)
  • non entrare con passeggini all’interno del Rettilario (c’è a disposizione un parcheggio incustodito)

N.B. Non esiste un deposito bagagli e deposito alimenti (valigie, cibo e altri effetti personali).

COME ARRIVARE AL BIOPARCO DI ROMA

Dal centro quest’attrazione di Roma la puoi raggiungere con facilità con il tram, l’autobus o la metropolitana.

  • Tram: n° 19. Scendete alla fermata Bioparco
  • Bus: n° 3, 52, 53, 926, 217, 360, 910 ( si ferma in corrispondenza dell’ingresso del Bioparco solo il sabato, la domenica e i festivi)
  • Metropolitana:  prendi la linea rossa della metropolitana (metro A) e scendi alla fermata Flaminio e Spagna
  • Macchina: uscita Salaria centro – Parioli del GRA

ORARI

1 gennaio – 25 marzo dalle 9.30 alle 17.00
26 marzo – 19 ottobre  dalle 9.30 alle 18.00 
30 ottobre  – 31 dicembre dalle 9.30 alle 17.00

Poiché gli animali hanno particolari loro esigenze, alcuni raparti chiuderanno ad orari diversi. In particolare:

  • RETTILARIO: 60 minuti prima dell’orario di chiusura del parco
  • FELINI (leoni, linci, leopardi, tigri): 60 minuti prima dell’orario di chiusura del parco
  • SCIMPANZÉ: 45 minuti prima dell’orario di chiusura del parco
  • GIRAFFE, ORSI, ELEFANTI, RINOCERONTI: 30 minuti prima dell’orario di chiusura del parco

Vicino al Bioparco di Roma ci sono altre attrazioni da non perdere, come la Galleria Borghese,  la regina di tutte le collezioni private, che ospita, tra le altre, opere di Caravaggio, Bernini, Rubens, Tiziano, o il Museo Carlo Billotti.
E’ piccolino e conta solo 23 pezzi, di cui 18 opere di Giorgio de Chirico, compresa la famosa scultura “Ettore e Andromaca”, situata all’ingresso.

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Roma segreta

C’è una Roma che è sconosciuta alla maggior parte di chi viene a visitare la capitale e si concentra sulle attrazioni principali, seguendo gli itinerari canonici: è la Roma segreta.

Una città che nasconde gemme architettoniche, luoghi incantevoli, dipinti stupefacenti, che valgono la pena di essere visti tanto quanto il Colosseo, la Fontana di Trevi o le altre opere d’arte che hanno reso la Città Eterna famosa nel mondo.

Di posti nascosti c’è ne sono davvero moltissimi, ma noi ci focalizziamo solo su alcuni, che, non abbiamo dubbi, vi piaceranno. Sono curiosità da vedere a Roma, che renderanno più affascinante la vostra visita nella capitale.
Qui di seguito vi lasciamo quindi una piccola lista di 10 luoghi poco frequentati che potete inserire nell’itinerario della vostra vacanza  e dove potrete sbizzarrirvi a scattare le vostre fotografie di Roma.

Roma segreta,10 posti da scoprire

1. Buco della serratura priorato di Malta

Permette di godere di uno degli scorci più belli di Roma e si trova tra il Giardino degli Aranci e la villa del Priorato di Malta (quindi sulla parte più alta del colle Aventino), in zona Circo Massimo
Se guardate dal buco della serratura del grosso portone del priorato rimarrete stupiti e affascinati: si ha una prospettiva del tutto inusuale della Cupola di San Pietro.

Questa infatti appare in fondo al viale dei Giardini dell’Ordine, costeggiato da alberi, rimanendone così inquadrata. La cosa incredibile e che vi sembrerà molto più vicina di quello che in effetti è.
Molto probabilmente questo fatto non è una casualità ma un’idea dell’architetto Giovanni Battista Piranesi  che nel 1765 venne incaricato di ristrutturare l’ingresso. Questi realizzò una bella piazzetta seguendo lo stile Rococò.

Un fatto molto curioso e interessante è che osservando dal buco della serratura del portone di ingresso si può vedere in perfetta prospettiva due Stati: quello italiano con l’Aventino, dove si trova la Villa a Roma e lo Stato della Città del Vaticano con la cupola di San Pietro.

Il momento ideali per ammirare questo luogo segreto di Roma è sicuramente il tramonto quando i colori caldi del sole che scende sull’orizzonte esaltano la bellezza, oppure di notte quando la cupola appare ancora più magica.

Attrazioni nelle vicinanze: Giardino degli aranci, Piramide di Caio Cestio, Roseto Comunale, Cimitero Acattolico

Come arrivare
Scendete alla fermata della metropolitana Circo Massimo. Giungerete a destinazione con una passeggiata di circa 10 minuti/un quarto d’ora. 
La strada più veloce è passare da piazzale Ugo la Malfa, poi da via di Valle Murcia da cui si prende via di Valle Murcia. Andando sempre dritti raggiungerete la vostra meta.

 

2. Il Passetto di Borgo

Si trova dietro Castel Sant’Angelo e si tratta di un passaggio pedonale che collega Palazzo Apostolico alla fortezza papale. Venne costruito con lo scopo di permettere al pontefice di rifugiarsi in quest’ultima in caso di pericolo e allo stesso tempo avere un baluardo che permettesse un miglior controllo del Rione e  reprimere eventuali sommosse.
Altra funzione del passetto era portare nelle segrete di Castel Sant’Angelo prigionieri di rilievo di cui non bisognava far sapere  né la permanenza né la reclusione nelle carceri del papa.
In romanesco viene chiamato “Coridore de Borgo“.

Il passetto assolse la su funzione due volte: Nel 1494 quando permise a papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia) di rifugiarsi a Castello durante l’invasione di Roma delle milizie di Carlo VIII di Francia;
e nel 1527 quando papa Clemente VII (Giulio de’ Medici) trovò riparo a Castel Sant’Angelo durante il Sacco di Roma ad opera lanzichenecchi di Carlo V. Questa fu l’ultima grande impresa legata al Passetto, che con la fine del Cinquecento perse la sua funzione difensiva. 
Il passetto è visitabile solo con visita guidate.

Attrazioni nelle vicinanze:  Castel sant’Angelo, Basilica di San Pietro, Piazza Navona, Museo dell’Ara Pacis

Come arrivare: Prendete la linea A della metro e scendete alla fermata Ottaviano. Raggiungerete il Passetto in 15/20 minuti a piedi.

 

3. Quartiere Coppedé

Un altro luogo della Roma segreta da non perdere è il Quartiere Coppedé.
Prende il nome dall’architetto Gino Coppedè che lo progettò nel 1915, ispirandosi allo stile dell’architetto  catalano Antoni Gaudì, suo contemporaneo. Caratterizzano infatti il quartiere, (che venne completato nel 1927, quando Coppedè era già morto), l’uso di archi, curve e mosaici in stile Art Nouveau, molto in uso nei primi anni del XX secolo. Oltre ad elementi barocchi e, in alcuni casi, di stile medievale.
In realtà non si tratta di un vero e proprio quartiere, ma di un complesso di edifici che si trova nel quartiere Trieste, zona Nomentana, tra piazza Buenos Aires e via Tagliamento, e che si sviluppa intorno ad un nucleo centrale, Piazza Mincio.

Su questa piazza, circondata da case, ambasciate e una scuola, confluiscono cinque strade. Al centro si trova la Fontana delle Rane, che fonda Art Nuveau e Art Deco. Bellissimo anche Palazzo Ragno, che deve il suo nome al grosso ragno che tesse la sua ragnatela posto sulla vetrata sopra la porta principale.
L’entrate principale si trova su  Via Dora, alla convergenza tra Via Tagliamento e Via Arno, Un arco a due piani, molto elaborato, con alla sommità una terrazza piena di verde collega due edifici chiamati “degli ambasciatori”.
Soffermatevi, tra le altre cose, ad ammirare lo splendido lampadario  che pende da sotto l’arco. 

Su Piazza Mincio si affaccia anche un gruppo di tre edifici chiamato il Villino delle Fate
Lo caratterizzano infatti torri, torrette e archi pilastri in legno, balconi in ferro battuto e colonne in marmo.
Queste architetture omaggiano Firenze, Venezia e Roma, attraverso simboli e personaggi che rimandano alle tre città.
Circonda il tutto un giardino molto bello, all’interno del quale si trovano sculture e affreschi che rappresentano Dante Alighieri.

Il momento più bello per andare al Quartiere Coppedé è al tramonto, quando la luce calda del sole esalta ancora di più il colore ambra delle costruzioni e le loro decorazioni.

Attrazioni nelle vicinanze: Galleria Borghese, Villa Torlonia, MACRO (Museo dell’Arte Contemporanea)

Come arrivare: Prendete la linea B della metro e scendete alla fermata Policlinico. Poi incamminatevi su Viale Regina Margherita verso via Nomentana.

 

4. Palazzo Zuccari

Il nostro elenco dei posti della Roma segreta da non perdere continua con un edificio tutto particolare: Palazzo Zuccari.
Si trova in cima alla Scalinata che conduce da piazza di spagna a Trinità dei Monti, tra Via Sistina e Via Gregoriana.

Ideato nel 1590 dal pittore Federico Zuccari, grande esponente del manierismo italiano, come sua casa e studio, venne realizzato sui resti degli antichi giardini di Lucullo. L’artista volle che la costruzione rispecchiasse la sua indole bizzarra e creativa. Così fu, e così è ancora adesso, anche dopo le modifiche e gli ampliamenti avvenuti nel corso del tempo di quelli che erano gli originali tre corpi separati: lo studio, il giardino e l’abitazione privata.
Nel 1702 fu dato in affitto alla Regina di Polonia Maria Casimira che ne modificò la facciata principale che à su Trinità dei Monti, affidando all’architetto Filippo Juvarra la costruzione di un un portico a 6 colonne in stile rococò.
Palazzo Zuccari divenne il fulcro della cultura della Roma del Settecento e anche successivamente non cessò di essere una dimora per artisti in cui visse, tra gli altri, Winckelmann.
Nel 1756 una parte del complesso fu ceduta ai fratelli delle Scuole Cristiane che l’adibirono a scuola.

Nel 1904 acquistò il palazzo Henriette Hertz, che lo modificò ulteriormente costruendo al posto del giardino un edificio a tre piani.
Dal 1913, ospita la  Bibliotheca Hertziana (a cui si accede dal grande portone di ingresso), che rappresenta uno dei maggiori centri di studi al mondo sull’arte italiana.
Nel 2013 è stato ufficialmente inaugurato il nuovo edificio della biblioteca progettato da Juan Navarro Baldeweg e l’ambiente centrale dove si trova parte della biblioteca è stato interamente svuotato e ricostruito. L’ala sinistra invece mantiene parte della struttura originaria, con il soffitto affrescato proprio dallo stesso Zuccari.

La particolarità che vi colpirà di più sarà sicuramente il grande portone e le finestre che si affacciano su via Gregoriana: rappresentano infatti un volto mostruoso con la bocca spalancata. Per questo il palazzo viene chiamato anche La Casa dei Mostri.
L’intento dell’artista era infatti quello di spaventare il visitatore si sarebbe intimorito e avrebbe quindi esitato ad entrare nel palazzo. Una volta varcata la soglia però, sarebbe stato sopraffatto dalla grande meraviglia del giardino e degli interni.

Attrazioni nelle vicinanze: Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Pantheon

Come arrivare: Prendete la linea A della metropolitana e scendete alla fermata Spagna.


5.  Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola

Un altro capolavoro della Roma segreta che non dovete perdervi è il grandioso affresco che decora il soffitto della navata di questo edificio gesuita, costruito nel 1626 come chiesa del Collegio Romano, istituito da Sant’Ignazio di Loyola. 
Il dipinto “sfonda” il soffitto, dando l’incredibile illusione che ci una una cupola e lo spazio sia infinito, quando invece la copertura é piatta.
L’intento dell’autore, Andrea Pozzo, come quello degli artisti del Seicento, era quello di creare un effetto di stupore e meraviglia per chi vi accedeva.
E quando entrerete, proverete anche voi questa vertiginosa illusione della volta affrescata con al centro la Gloria di Sant’Ignazio di Loyola, dove una massa di figure fluttua verso l’azzurro del cielo oltre una serie di colonne archi e trabeazioni. Al centro è raffigurato Sant’Ignazio che ascende al cielo sotto lo sguardo del Cristo.

Per godere di questa strepitosa meraviglia larga ben 13 metri per 6, dovrete andare verso l’altare, dove si incontra un tondo di dorato nel marmo del pavimento, e alzare lo sguardo.
La cupola poi svanisce, progressivamente, andando verso il presbiterio.

Attrazioni nelle vicinanze: Pantheon, Galleria Doria Panphilj, Campidoglio, Musei Capitolini

Come arrivare: Prendete la linea A della metropolitana e scendete alla fermata Spagna. Da qui raggiungerete la vostra destinazione con una passeggiata di poco più di 10 minuti.

 

6. Cripta dei Cappuccini

La trovate all’interno dei sotterranei della chiesa dell’Immacolata Concezione situata nella famosa  Via Veneto, a pochi passi dalla fontana del Tritone del Bernini e da piazza Barberini, nel pieno centro di Roma.
La Chiesa, meglio nota Chiesa dei Cappuccini, venne fatta edificare da Papa Urbano VIII in onore di suo fratello Antonio Barberini, che apparteneva proprio a questo ordine monastico.
E’ un luogo inquietante ma allo stesso tempo affascinante per l’originalità delle decorazioni, tutte eseguite con ossa umane, opera di un artista di cui non si conosce l’identità.

Se siete sensibili o vi impressionate facilmente forse non è un posto che fa per voi, diversamente è un luogo segreto di Roma che val la pena visitare. Non lascia indifferenti e fa riflettere sulla vita e sulla morte.

L’ingresso è preceduto dal memento mori (in latino “ricordati che devi morire”) “Quello che voi siete noi eravamo, quello che noi siamo voi sarete”, e porta ad un lungo corridoio sulle quali si affacciano 5 piccole cappelle decorate con le ossa di 4000 frati cappuccini vissuti nel convento nell’arco di circa 300 anni, tra 1528 ed il 1870,m raccolte dal vecchio cimitero dell’Ordine, che si trovava nei pressi del Quirinale.
Ogni cappella è caratterizzata dall’uso prevalente di un osso in particolare, da cui alcune traggono il nome: Cappella delle Tibie, dei Bacini, dei Teschi. A queste si aggiungono le cappelle dei Tre Scheletri e della Resurrezione.
Le decorazioni ripropongono simboli legati alla morte come clessidre, orologi e farfalle. Dal soffitto pendono lampadari fatti con falangi e coccigi, mentre alle pareti sono ammassate migliaia di tibie, femori e teschi che creano nicchie e strutture architettoniche che ospitano scheletri vestiti con il saio.
La scelta di queste decorazioni è finalizzata ad esorcizzare la morte e porre l’accento sul fatto che il corpo non è altro che il contenitore dell’anima al quale sopravvive.  Proprio per questo il contenitore si può riutilizzare per un altro scopo.

Attrazioni nelle vicinanze: Pantheon, Piazza Navona, Fontana di Trevi

Come arrivare: Prendete la linea A della metropolitana e scendete alla fermata Spagna situata che dista dalla chiesa circa 8 minuti a piedi. 

 

7. Il Colosseo Quadrato

Se avete a deciso di fare una visita a Roma in 4 giorni o di visitare Roma in 5 giorni, avrete tempo a sufficienza per pensare di inserire nel vostro itinerario anche una tappa per vedere quest’attrazione particolare della Roma segreta.

Il Colosseo Quadrato, come viene chiamato il Palazzo della Civiltà Italiana, si trova nel quartiere EUR e fu voluto da Mussolini, che  fece iniziare i lavori nel 1938 e lo inaugurò incompleto nel 1940.
I lavori proseguirono fino al 1943 per poi interrompersi a causa della Seconda Guerra Mondiale. In seguito l’edificio venne abbandonato e i lavori ripresero solamente nel Dopoguerra.
Il Colosseo Quadrato faceva parte di quei palazzi che, in occasione dell’Esposizione Universale Roma 1942, avrebbero dovuto rappresentare il vigore e la forza del Fascismo e l’Italia in generale.
Alto 60 metri, con una base di 58, è completamente costruito in cemento armato ricoperto di travertino bianco, che colpito dai raggi del sole diventa abbagliante. Consta di 6 piani e conta 54 arcate per lato.
Sotto glia archi trovano posto 28 statue imponenti (6 per le facciate verso viale della Civiltà del Lavoro e la scalinata, e 8 nelle altre due facciate).
Ogni statua rappresenta una virtù del popolo italiano (musica, pittura, poesia, filosofia, commercio e agricoltura, solo per citarne alcune).

Sul frontone invece spicca un’iscrizione tratta da un discorso che Mussolini tenne nel 1935: “Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”.
L’edificio, che i romani oggi chiamano anche Palazzo Gruviera.
La piena gestione del palazzo venne ripresa dell’EUR nel 1980, ma salvo poche iniziative, rimase di fatto inutilizzato.
Tra il 2008 e il 2010 subì interventi di restauro, Nel 2013 EUR ha stipulò un accordo con la casa di moda Fendi che ne affidava la gestione a quest’ultima fino al 2028.
Nel 2015 la casa si moda ha trasferito qui la sua sede.

Attrazioni nelle vicinanze: Laghetto dell’Eur

Come arrivare: Prendete la linea B e scendete alla fermata Eur Magliana per poi  incamminarvi su viale di Val Fiorita per 10 minuti. Oppure scendete alla fermata Eur Palasport e proseguite su Viale Beethoven per circa 15 minuti.

8. Casina delle civette

Altra piccola gemma della Roma segreta, si trova all’interno del parco di villa Torlonia, nel quartiere Nomentano. La villa in origine era proprietà della famiglia Pamphilj, era una delle molteplici tenute agricole che si trovavano lungo la via Nomentana.
A fine del Settecento venne ceduta a Giovanni Torlonia, un banchiere, che la trasformò in una sfarzosa residenza  che  comprendeva il Casino Nobile, del Casino dei Principi e delle Scuderie.

Nel 1832, l’erede di Giovanni, Alessandro, edificò altri fabbricati e, in seguito, trasformò completamente la sezione sud della villa, secondo lo stile dei giardini romantici all’inglese. Previde quindi viali irregolari, laghetti, piante esotiche, e fece costruire edifici e arredi dal gusto non comune, tra cui la Capanna  Svizzera (1842), dall’aspetto di un rifugio di montagna. Era collocata ai bordi del parco e nascosta da una collinetta artificiale, e fungeva da luogo di distrazione rispetto alla ufficialità dell’abitazione principale.

Questa divenne poi la residenza del nuovo erede, Giovanni Torlonia Jr fino al 1938, anno in cui morì. Giovanni, a partire dal 1908 iniziò ad apportare tutta una serie di trasformazioni e aggiunte che la trasformarono la nella particolarissima Casina delle civette.  Questa deve il suo nome dalle civette che decorano le vetrate (quelle di questo edificio sono la massima espressione dello stile Liberty a Roma) e dalle decorazioni che riportano il disegno di questo animale in diversi posti della casina.
L’edificio è decisamente eclettico e coniuga linee classiche, medievali (logge, porticati, torrette) e tanto stile Liberty nelle decorazioni esterne ed interne ( dove trovano luogo ferro battuto, boiserie, mosaici, maioliche, dipinti murali, vetrate colorate….tante!)
Quando entrerete vi troverete in un mondo pieno di animali fantastici, creature misteriose e simboli esoterici. Il proprietario era infatti appassionato di esoterismo.

Attrazioni nelle vicinanze: Villa Torlonia, Villa Borgese, Galleria Borghese

Come arrivare: Prendete la linea B della metro e scendete alla fermata Policlinico e proseguite a piedi. Arriverete in circa 10 minuti. Oppure potete scendere alla fermata Bologna, facendo poi una passeggiata di meno di un quarto d’ora.

 

9. Galleria Sciarra

Vero e proprio gioiello Liberty romano, è un’altra curiosità da vedere a Roma che val la pena visitare.
Si trova vicinissimo alla Fontana di Trevi (a soli 2 minuti a piedi!) e alla centralissima via del Corso. 
Il bellissimo passaggio pedonale coperto è incorniciato nel Palazzo Sciarra Colonna di Carbognano, e venne costruito (tra il 1885 e il 1888) con la funzione di collegare tutte le aree in possedimento del Principe Maffeo Barberini-Colonna di Sciarra proprietario dell’edificio: la sua abitazione, la sede del quotidiano “La Tribuna”, che aveva fondato e che dirigeva,  quella della rivista “Cronaca Bizantina, il teatro Quirino.
Oggi la galleria, che è un passaggio privato ma aperto al pubblico in orario d’ufficio e che collega Via Marco Minghetti (una traversa di Via del Corso) con Piazza dell’Oratorio, rappresenta un esempio di un iniziale stile Liberty della Roma di fine secolo.

Il tema dominante della bellissima decorazione della galleria è l’esaltazione della donna, celebrata nella sua funzione di angelo del focolare, sposa e madre, come volevano in canoni borghesi del periodo post Unità d’Italia.
I dipinti vennero realizzati da Giuseppe Cellini, su progetto del critico letterario Giulio Salvadori, con la tecnica dell’encausto  raffigurano, nella fascia più alta della decorazione, la donna nelle virtù femminili che la identificano:  La Pudica, La Sobria, La Forte, L’Umile, La Prudente, La Paziente, La Benigna, La Signora, La Fedele, L’Amabile, La Misericordiosa, La Giusta.
Nella fascia più bassa invece sono raffigurate le scene di vita borgese di quel periodo: dalla cura del giardino, alle scene della preparazione dei pasti, ai salotti musicali.
La donna celebrata nei dipinti è Carolina Colonna Sciarra, madre del principe Maffeo. Nelle decorazioni vengono riproposte più volte le iniziali della principessa CCS (Carolina Colonna Sciarra), negli scudi che ripropongono gli stemmi delle due famiglie Barberini e Colonna.

Attrazioni nelle vicinanze: Fontana di Trevi, Pantheon, Piazza Navona, Piazza di Spagna

Come arrivare: Prendete la linea B della metro e scendete alla fermata Repubblica o alla  fermata Cavour.

 

10. Arco dei Banchi

Se siete nella Capitale e avete voglia di vedere qualcosa fuori dagli itinerari soliti, potete optare per l’arco dei Banchi, in pieno centro.
Questo piccolo tesoro della Roma segreta si trova infatti a pochissimi passi da Castel San’Angelo e collega l’attuale via del Banco di Santo Spirito (originariamente si chiamava via dei Banchi) con  via Paola.

Sulla prima strada, che era di passaggio per entrare in Vaticano, nel XV secolo aveva aperto il suo Banco  Agostino Chigi, il banchiere più famoso di Roma, che aveva la sua abitazione attigua alla sua attività. In questa zona infatti svolgevano i loro affari negozianti, notai, mercanti di ogni genere. La casa di 
Agostino era edificata sulla sinistra di chi entrava nella corte e, inglobando l’arco, si affacciava sulla via dei Banchi.
La volta dell’arco riproduce un cielo stellato, di colore blu intenso che dona all’ambiente un’atmosfera serena, a cui contribuisce anche la presenza di un dipinto ad olio risalente all’Ottocento raffigurante la Madonna. Questo quadro fu posto in sostituzione di  una scultura lignea, sempre della Vergine, risalente al 1500, molto venerata ma che venne tolta e non se ne seppe più niente.

All’ingresso dell’arco, in basso, sulla sinistra, è collocata una lapide che reca un’iscrizione in ricordo della terribile piena del Tevere verificatasi nel 1227. Rappresenta la più antica testimonianza delle esondazioni tiberine. il livello raggiunto dall’acqua è segnato dal un’incisione che divide l’epigrafe in due parti. 
L’iscrizione in origine si trovava sulla facciata della chiesa dei Ss. Celso e Giuliano, situata proprio lì vicino,  distrutta e ricostruita due volte proprio a seguito delle piene.

Il testo della lapide recita così : “Qui arrivò il Tevere, ma torbido; di qui sollecitamente si ritirò / l’anno del Signore 1277, nella sesta indizione, il settimo giorno del mese di novembre; la chiesa era vacante”. 
La chiesa era vuota perchè Giovanni XXI era morto e ancora non era ancora salito al soglio pontificio il suo successore Niccolò III.

Attrazioni nelle vicinanze: Musei Vaticani, Basilica di San Pietro, Castel Sant’Angelo.

Come arrivare: Prendete la linea A della metro e scendete alla fermata Ottaviano. Arriverete all’Arco dei banchi con una passeggiata di 20 minuti.

Parole chiave: Roma segreta, visitare Roma in 5 giorni, visitare Roma in 4 giorni, itinerari, posti instagrammabili a Roma

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5 cose da vedere a Roma in 5 giorni

Quali potrebbero essere le cose da vedere a Roma in 5 giorni?
Te lo starai sicuramente chiedendo se sei alle prese con l’organizzazione di una vacanza nella Città Eterna.
La risposta, va da sè, parlando di una delle mete più gettonate d’Italia, senza dubbio é: parecchie!
Musei, monumenti, palazzi, piazze, giardini….l’elenco delle cose da visitare sarebbe molto molto lungo.
Io però mi focalizzo solo su alcune e te ne suggerisco 5 che merita davvero vedere.
Il mio consiglio é quello di arrivare già con i biglietti on line prenotati.
Eviterai le lunghe code e potrai cominciare subito la visita, risparmiando tempo prezioso e fatica.

1. IL COLOSSEO

Cose da vedere a Roma in 5 giorni: il Colosseo
Foto di Francesca Ciola

Uno dei monumenti più interessanti ed emozionanti della Roma antica, il Colosseo è l’attrazione più visitata della città. Dal 2007 è annoverato tra le sette nuove meraviglie del mondo insieme alla Grande muraglia cinese, l’antica città di Petra in Giordania, la statua del Cristo Redentore a Rio in Brasile, le rovine di Machu Picchu in Perù, le piramidi di Chichén Itzà in Messico e il Taj Mahal in India.

Le sue dimensioni sono spettacolari (si tratta dell’anfiteatro romano più grande del mondo!) e i numeri parlano da soli:  527 metri di perimetro, 48 metri di altezza (in origine erano 53), 240 montanti a sostegno del velario, 80 gli ingressi per gli spettatori.

  • Le mura esterne un tempo erano interamente ricoperte di travertino.
    Sono divise su tre livelli di archi inquadrati da paraste (pilastri inglobati nella parete) con capitelli tuscanici (livello più basso), ionici (livello intermedio) e corinzi (livello più alto).
    Le arcate del livello intermedio e di quello più alto erano abbellite con delle statue, mentre la parte più alta, che presenta finestre e lesene corinzie  è caratterizzata dai supporti per i montanti che dovevano sostenere il velario, un enorme tendone di tessuto che ricopriva l’arena.
    Al piano terra ci sono gli ingressi ad arco (vomitoria), che permettevano agli spettatori di entrare e sedersi in pochi minuti.

 

  • Un tempo aveva un pavimento di legno ricoperto di sabbia per permettere ai gladiatori di non scivolare e al sangue di essere assorbito.
    L’arena poteva anche venire allagata in occasione delle battaglie navali (naumachie).
    Grazie ad alcune botole si accedeva agli ambienti e ai passaggi sotterranei che costituivano l’ipogeo.

  • La cavea, l’area riservata agli spettatori era suddivisa in tre parti: i senatori sedevano nelle file più in basso, i cittadini ricchi in quelle di mezzo e la plebe in quelle in alto. Le donne, ad eccezione delle vestali, erano relegate nei settori in cima.
    Come al giorno d’oggi gli spettatori avevano un biglietto numerato che indicava un posto a sedere in una zona precisa.
    Davanti alle file dei posti a sedere si trovava una larga terrazza (il podium), dove prendeva posto l’imperatore, i senatori e le personalità di riguardo.

I sotterranei si estendevano sotto tutta la struttura. Qui venivano immagazzinate le scenografie.
In questo stesso luogo e venivano costruite le scenografie per le battaglie navali che erano poi issate con un complesso sistema di carrucole. I gladiatori raggiungevano l’ipogeo direttamente dalla schola adiacente, mentre gli animali feroci venivano fatti arrivare dal monte Celio, dove c’era uno “zoo”, in cui le bestie erano rinchiuse in gabbie costruite nelle muratura.
Di qui gli animali venivano fatti arrivare al Colosseo con un montacarichi.

Orari
chiuso 25 dicembre e 1 gennaio.
dal 27 marzo al 31 agosto: 9.00 – 19:15
dal 1° settembre al 30 settembre: 9.00 – 19.00
dal 1° al 30 ottobre: 9.00 – 18.30
dal 31 ottobre al 31 dicembre​: 9.00 – 16.30
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Come raggiungere il Colosseo: Linea B della metropolitana fermata Colosseo; bus n. 51, 75, 81, 85, 87, 118; tram n. 3
Se arrivi in treno alla stazione Termini puoi raggiungerlo con la linea B della metropolitana oppure con l’autobus n. 75

Attrazioni nelle vicinanze: Colonna traiana, Arco di Costantino, Vittoriano (QUI per i biglietti!), Campidoglio

2. Musei Vaticani

Musei Vaticani: cosa vedere a Roma in 5 giorni
Foto di Francesca Ciola

Qualunque sia la durata del tuo soggiorno a Roma, non puoi non andare ai Musei Vaticani.
Anche chi non è troppo appassionato difficilmente rimarrebbe indifferente alla quantità di incredibili opere d’arte contenute in questo posto.
Si trovano nel Palazzo Apostolico Vaticano e rappresentano una delle collezioni d’arte più grandi del mondo. Raffello, Leonardo, Tiziano, Caravaggio, sono solo alcuni degli artisti di cui potrai ammirare le meravigliose opere.
Per la visita metti in conto almeno un paio d’ore, 3 se utilizzi un’audioguida.
Il consiglio che ti do è quello di scegliere già le sezioni che vuoi vedere.
Non mettere in conto di visitare tutto in una volta, pensa che si è stimato che per visitarli tutti ci vorrebbero anni! 
Sicuramente quello che ti consiglio è di dare la precendenza a:

1. Le Stanze di Raffaello
2. Il Museo Pio Clementino (per estasiarti davanti al Laocoonte e l’Apollo del Belvedere)
3. La Pinacoteca Vaticana(non perderti la Trasfigurazione di Raffaello)
4. Galleria delle Carte Geografiche 
5.
  e ovviamente alla strepitosa Cappella Sistina (qui per assicurarti l’ingresso prioritario)

Ti ricordo che i musei sono attrezzati per i disabili e, previa prenotazione, sono disponibili gratuitamente le sedie a rotelle (su richiesta direttamente presso lo sportello “permessi speciali”).
E’ inoltre consentito l’ingresso con i passeggini.

Orari
Fino al 31 dicembre 8.30-18.30 (ultimo ingresso alle 16.30)
dal 3 gennaio: da lunedì al sabato dalle 9.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 16.00) – ogni ultima domenica del mese dalle 9.00 alle 14.00 (ultimo ingresso alle 12.30)

Come raggiungere i Musei Vaticani

1. In metro: partendo dalla Stazione Termini prendIe la Linea A della Metro in direzione Battistini. Le fermate più vicine ai Musei Vaticani distano circa dieci minuti a piedi e sono Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro.

2. In bus: davanti all’ingresso dei Musei Vaticani si trova la fermata della linea 49.
In Piazza Risorgimento,  distante a 5 minuti a piedi , fanno capolinea le linee 3281 e 982.

3. In macchina: puoi parcheggiare la macchina nei parcheggi a pagamento sia sul Viale Vaticano sia nelle strade limitrofe.

4. In treno : arriva alla stazione di Roma Termini e prendi la Linea A della Metro in direzione Battistini.
Ti conviene scendere alle fermate Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro, che distano  circa dieci minuti a piedi.

5. In aereo: se arrivi a Roma in aereo ti consiglio di andare dall’aereoporto alla stazione di Roma Termini, dove si trovano Bus, Metro e Taxi che ti condurranno ai Musei Vaticani .

Attrazioni nelle vicinanze: Castel sant’Angelo, Piazza Navona, Campo dei Fiori

3. BASILICA DI SAN PIETRO

Vedere Roma in 5 giorni: San Pietro

Tra le cose da vedere a Roma in 5 giorni c’è senza dubbio la strepitosa Basilica di San Pietro.
Con la sua meravigliosa cupola, la genialità dell’edificio e i tantissimi capolavori custoditi al suo interno, è la più grande e ricca chiesa al mondo.
Proprio per questo le code di visitatori che attendono di entrare per ammirarla sono perennemente lunghissime. Ti consiglio perciò di arrivare avendo già acquistato il biglietto online.

Una raccomandazione: vestiti con abiti consoni alla sacralità del luogo, altrimenti non potrai entrare.
Non sono ammessi pantaloncini, gonne corte e canottiere.

Una volta entrato non potrai rimanere indifferente all’incredibile quantità di opere d’arte che troverai, prime fra tutti la Pietà di Michelangelo (si trova subito all’inizio in una cappella dietro ad un vetro antiproiettile. Realizzata da Michelangelo nel 1499 a soli 25 anni, è la sola opera che reca la sua firma (sulla fascia che cinge il petto di Maria) e il Baldacchino del Bernini (in stile barocco è alto 29 metri. Lo sorreggono 4 colonne tortili e realizzate con marmo proveniente dal Pantheon).
Si erge sull’altare maggiore, posto sulla tomba di San Pietro. Sotto l’altare c’è la Confessio, alla cui balaustra vengono a pregare i vescovi quando si avvicinano al papa. E’ circondato da 99 lampade sempre accese.

Ma la cosa che ti lascerà senza fiato è sicuramente la grandiosa cupola.
Ha un diametro è di 41.5 metri ed è sostenuta da sedici contrafforti con colonne binate, alternati da finestroni a timpano.
Sulla possente struttura, Giacomo della Porta, a cui passò il progetto dopo la morte di Michelangelo, fece partire i sedici spicchi di cui è composta la calotta, aperta da tre ordini di finestre.
La cupola si innalza per 119 metri ed è sorretta da 4 pilastri di pietra disposti intorno all’altare papale. I pilastri prendono il nome da quello di 4 santi, le cui reliquie sono conservate dalle statue dei santi poste in delle nicchie.

Se hai tempo ti consiglio di provare l’esperienza di salire fino in cima. I gradini sono 551 e potrai scegliere se salirli tutti a piedi, oppure prendere l’ascensore fino più o meno metà strada, per poi continuare a piedi e salire 320 gradini.
La salita è lunga e stretta, ma una volta arrivato in cima alla cupola della Basilica di San Pietro verrai ricompensato da uno strepitoso panorama sui tetti di Roma.
Potrai ammirare la città da ben 130 metri d’altezza!
L’ingresso della cupola si trova sul lato destro del portico ed è indicata da cartelli.

Orari
dal 1 ottobre al 31 marzo: dalle 7.00 alle 18.30
dal 1 aprile al 30 settembre: dalle 7.00 alle 19.00

Come raggiungere la Basilica di San Pietro: Metro: Linea della A metropolitana  e scendere alla fermata Ottaviano San Pietro.
Bus: n. 190F, 40, 62, 64, 98, 982

Attrazioni nelle vicinanze: Castel sant’Angelo, Piazza Navona, Campo dei Fiori

4. Galleria Borghese

Visitare Roma in 5 giorni: Galleria Borghese

Se ti piacciono i musei, non puoi mancare di inserirla tra le attrazioni da visitare a Roma.
Rappresenta la regina di tutte le collezioni private e contiene, solo per citarne alcune, opere di Caravaggio, Bernini, Botticelli, Rubens, Tiziano, raccolte dal cardinale Scipione Borghese (1579-1633), il più esperto collezionista del suo tempo. 
Oltre ai dipinti il museo conserva sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché sculture dal XV al XIX secolo.
In  più custodisce nei suoi Depositi (visitabili solo su prenotazione) ben 260 dipinti che si trovano sopra il piano della Pinacoteca e allestiti come una quadreria.

La galleria è collocata all’interno dei giardini di Villa Borgese (il più grande parco pubblico di Roma) appena fuori Porta Pinciana. Le opere sono esposte nelle 20 sale affrescate che, insieme con il portico e il Salone di ingresso, costituiscono gli ambienti del Museo aperti al pubblico. 

Nei secoli la Galleria ha subito diversi rifacimenti e anche la collezione purtroppo non è stata conservata nella sua interezza: molta statuaria antica è stata infatti trasferita al Louvre per ordine di Napoleone nel XVIII secolo.
Altri pezzi sono stati venduti nel corso degli anni. Infine sia la collezione sia il palazzo sono stati acquisiti dallo Stato nel 1902, anche se è visibile al pubblico solo dal 1997.

Qui di seguito ti elenco le 5 opere che non ti devi assolutamente perdere quando visiterai la Galleria Borghese:

1. Apollo e Dafne: si tratta di uno dei gruppi scultorei barocchi più belli, realizzato da Gian Lorenzo Bernini, su commissione del cardinale Scipione Borghese.
Coglie il momento esatto in cui la ninfa si trasforma in lauro, con le dita che diventano foglie e i piedi radici, sotto lo sguardo sgomento di Apollo. Si trova nella Sala III.

2. Paolina Borghese: una delle sculture più belle di Antonio Canova, fu commissionata nel 1805 da Camillo Borghese, marito di Paolina.
Quest’ultima viene rappresentata distesa come la Venere Vincitrice. La posa suggestiva e il virtuosismo tecnico  sono caratteristici dello stile neoclassico del Canova.  La scultura è dotata di un meccanismo che consente al triclinio di ruotare, per permettere all’opera di essere ammirata da qualsiasi punto di vista. La trovate nella Sala I.

Galleria Borghese - Cose da vedere a Roma in 5 giorni


3. Il ratto di Proserpina: realizzato dal Bernini quando aveva solo 23 anni, su commissione di Scipione Borghese, rappresenta il momento culminante dell’azione. Il dio Plutone, fiero e insensibile, sta trascinando Proserpina nell’Ade.
E’ incredibile come l’artista ha saputo rendere la mano del dio che stringe con forza la coscia di Proserpina, che appare morbida come se fosse di carne vera. Potrete ammirare quest’opera (che da sola vale il viaggio) nella Sala IV

4. Giovane con canestro di frutta: dipinta dal grande Caravaggio, risale al periodo in cui lavorava presso la bottega di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino e rappresenta un giovane, in posa di tre quarti, mentre regge un canestro pieno di foglie e frutti autunnali, come mele e grappoli d’uva, dipinte con le tipiche imperfezioni della natura. Rimarrete stupefatti dalla grandissima capacità di Caravaggio di riprodurre la realtà. Il quadro è ospitato nella Sala VIII.

5. L’amor sacro e l’amor profano: è uno dei dipinti più celebri di Tiziano e di tutta l’arte italiana, Raffigura due donne sedute su una fontana, una nuda ed una vestita, che rappresentano probabilmente rispettivamente l’amor sacro e l’amor profano. Venne realizzato negli anni 1514-15 ed è un quadro molto enigmatico.
Oggi si tende a privilegiare il significato matrimoniale del dipinto, ossia l’esaltazione delle qualità della perfetta sposa, qui raffigurata splendidamente vestita nella sua e al tempo stesso nuda e ardente di vero amore, quale dovrà apparire al suo sposo nel privato.
Trovate il capolavoro nella Sala XX.

Orari
dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00. Ultimo ingresso alle ore 17.45

Come raggiungere Galleria Borgese: Metro: Linea A e scendete alle fermate Flaminio o Spagna.
Bus: n. 52 e 53. Si fermano a pochi passi dalla Galleria. Oppure n. 50F, 360, 495, 63, 83, 92

Attrazioni nelle vicinanze: Piazza di Spagna, Fontana di Trevi

5. La Fontana di trevi

cose da vedere a Roma in 5 giorni: la fontana di Trevi

La quinta attrazione da inserire nell’elenco delle cose da vedere è sicuramente l’iconica Fontana di Trevi. Immortalata  da Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nel film di Fellini “La dolce vita”, è diventata, insieme al Colosseo e al cupolone di San Pietro, uno dei simboli della Città Eterna nel mondo.
Deve il suo nome al fatto che si trova dove una volta c’era un incrocio in cui convergevano 3 vie (trivium). Qui terminava uno degli undici acquedotti che rifornivano Roma di acqua: l’acquedotto dell’Acqua Virgo, ovvero dell’acqua vergine.

Tutto il complesso scultoreo è molto grande, tanto da occupare quasi l’intera piazza.
La costruzione della Fontana di Trevi venne iniziata da Nicola Salvi nel 1732 e completata nel 1762 da Giuseppe Pannini.
Realizzata con travertino, marmo, intonaco, stucco e metalli, rappresenta Oceano su un carro trainato da due cavalli (uno selvaggio e l’altro docile, ad indicare i diversi umori del mare) a sua volta guidati da tritoni.
Sul lato orientale della fontana di Trevi c’è un grande vaso in pietra chiamato “asso di coppe” perchè richiama la carta da gioco. Si narra che durante i lavori di costruzione, un barbiere, che possedeva la sua bottega sulla piazza, continuasse a criticare il progetto di Salvi. Questi allora aggiunse il vaso così da impedire al barbiere di vedere i lavori e di continuare a fare le sue critiche fastidiose.

Scommetto che anche tu ti sarai chiesto che fine fanno le monetine che chiunque venga a Roma getta nella fontana a occhi chiusi e di spalle, come vuole la tradizione, nella speranza di ritornare.
La risposta è che vengono raccolte ogni giorno (il valore si aggira sui 3.000 euro quotidiani) e destinate alla Caritas di Roma. Chiunque se ne appropri viene perseguito penalmente.

Dal 23 dicembre 2024, dopo il restauro durato 3 mesi, effettuato in vista del Giubileo, è stato introdotto il numero chiuso.
Si potrà infatti accedere massimo 400 persone per volta.
Dal 1 febbraio 2026, se sei un turista non residente dovrai pagare un ticket di 2 euro per avvicinarti alla zona più vicina alla fontana. il ricavato dei ticket andrà a finanziare la valorizzazione dei beni culturali della città.

Alla fontana puoi accedere direttamente dalla scalinata, mentre per uscire devi andfare dal varco al lato di Via dei Cruciferi. Sia all’entrata che all’uscita c’è il personale dell’accoglienz e della sicurezza.
Ti avviso che non puoi sederti sul bordo della fontana, né fumare, né mangiare.

Attrazioni nelle vicinanze: Piazza di Spagna, Trinità dei Monti, Villa Borgese, Quirinale

Consigli utili

  • Indossa scarpe comode: camminerai molto e spesso su strade lastricate di sanpietrini, su cui passeggiare con i tacchi è veramente difficoltoso!
  • Evita di comprare bottigliette d’acqua ai chioschetti se non vuoi dar fondo al portafoglio.
    Roma è piena di fontanelle che si chiamano Nasoni. Sarà sufficiente perciò che ti porti una bottiglietta da riempire tutte le volte che ne avrai bisogno.
  • Vestiti con abiti adeguati quando vai a visitare le chiese della capitale se non vuoi rischiare di rimanere fuori dall’edificio. Niente minigonne né spalle nude (potrai risolvere il problema mettendo in borsa un foulard da usare all’occorrenza). Vietati anche i pantaloncini troppo corti.

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Parchi di Roma

Inserire nel tuo itinerario una tappa per visitare uno o più parchi di Roma è senz’altro una scelta azzeccata, se vuoi farvi un’idea di quello che la capitale ha da offrire.

Oltre a palazzi, monumenti, musei e piazze, la città eterna custodisce infatti bellissime aree verdi. Alcune adatte a fare jogging, giri in bicicletta o lunghe passeggiate, altre molto suggestive, con palazzi storici e fontane per chi vuole coniugare arte e natura.
Nell’impossibilità di parlare di tutti gli innumerevoli parchi di Roma, io ne ho scelto cinque che credo valgano davvero la pena di essere visitati.


5 parchi di Roma da non perdere

1. Villa Doria Panphilij

Con i suoi 184 ettari, è il terzo più grande parco pubblico di Roma (se la gioca con il Parco regionale dell’Appia antica ed il Parco regionale del Pineto) e si trova al di fuori delle Mura Aureliane, in prossimità di Porta S. Pancrazio, nella parte sud-est della città.
Al suo interno si trova il Casino del Bel Respiro, oggi sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri e un tempo residenza di campagna della famiglia Pamphilij. Rappresenta la parte più suggestiva della villa e conserva al suo interno una delle più grandi collezioni private di arte di Roma, con opere di artisti come Tintoretto, Caravaggio, BerniniParmigianino, solo per fare qualche nome.
Di fronte al Casino ci sono gli splendidi Giardini Segreti, vero e proprio capolavoro paesaggistico.
Il parco è diviso in tre parti:

  • Pars urbana: il palazzo e i giardini
  • Pars fructuaria: la pineta
  • Pars rustica: la tenuta agricola

Nel parco scorre un corso d’acqua, con cascatelle e giochi d’acqua, che sfocia in un lago, il Lago del Belvedere, in cui confluiscono le acque della Fontana del Giglio, e al cui centro sorge un’isola dalla forma ellittica.

Ci sono poi tante piste ciclabili e zone attrezzate con giochi per bambini (è una tappa ideale nel caso siate a visitare Roma con bambini!).
L’unico punto di ristoro è il Vivi Bistrot di Villa Pamphilj.

Come arrivare: Prendi la linea A della metro e scendi alla fermata Baldo degli Ubaldi. Di qui arriverai con una passeggiata di 20 minuti.
Se vuoi arrivarci col Bus prendi le linee 180F, 31, 982, H.

Attrazioni nelle vicinanze: non ci sono particolari attrazioni nelle vicinanze, ma la Villa è molto ben servita da numerosi autobus.

2. Villa Borghese

Compresa tra il tratto delle Mura Aureliane che unisce Porta Pinciana a Piazzale Flaminio, ed i nuovi quartieri Salario e Pinciano nati nei primi anni del Novecento, il Parco di Villa Borghese occupa un’area molto grande nel cuore della città. 
L’ingresso principale lo trovate su Piazzale Flaminio. Sicuramente è una delle tappe che puoi inserire nel tuo itinerario, specialmente se stai visitando Roma con bambini.

Villa Borghese ospita edifici, sculture, monumenti e fontane, opera di illustri artisti dell’arte barocca, neoclassica ed eclettica. Un patrimonio artistico notevole, immerso nella natura composta da alberi secolari, laghetti, giardini all’italiana e grandi spazi liberi.
Qui potrai trovare una gran quantità di specie sempreverdi, tra cui lecci e platani (alcuni risalenti all’impianto primitivo), pini domestici con esemplari bicentenari, abeti, cedri. Tra gli arbusti sono comuni l’alloro e il bosso.
Non mancare di visitare il Museo Carlo Bilotti. È piccolino e conta solo 23 pezzi, di cui 18 opere di Giorgio de Chirico, compresa la famosa scultura “Ettore e Andromaca”, situata all’ingresso.
Puoi inoltre portare i tuoi bambini alla Casina di Raffaello, una ludoteca situata all’interno di un bel palazzo del ‘500, che propone spettacoli divertenti e laboratori per bambini da 3 a 10 anni
Per finire, vale sicuramente una visita il Bioparco (QUI PER I BIGLIETTI).

Attrazioni nelle vicinanze: Villa Torlonia

Come arrivare: Prendi la linea A della metro e scendi alla fermata Flaminio o Spagna. Arriverai con una passeggiata di pochi minuti.
Se vuoi arrivarci col Bus prendi le linee 150F, 490, 495, 590, 89, G04

3. Villa Torlonia

Senza dubbio tra i parchi di Roma più belli, in origine era proprietà della famiglia Pamphilj, era una delle molteplici tenute agricole che si trovavano lungo la via Nomentana.
A fine del Settecento venne ceduta a Giovanni Torlonia, un banchiere, che la trasformò in una sfarzosa residenza  che  comprendeva il Casino Nobile, del Casino dei Principi e delle Scuderie.

Dal 1925 al 1943 la villa fu l’abitazione della famiglia Mussolini. Qui si svolgono manifestazioni sportive e mondane, e vengono introdotti orti di guerra, che con le loro colture di grano e patate, i pollai e le conigliere riportarono la Villa ad avere le caratteristiche di ruralità di un tempo.
Dal  44 al 47 la sede del comando inglese e americano e continua il processo di decadenza della Villa.
Nel 1978 viene aperto come parco pubblico e sottoposto ad un importante intervento di recupero ambientale.

Villa Torlonia ospita giardini all’italiana e costruzioni come il Villino Rosso, il Villino Medievale e la particolarissima Casina delle civette.  Questa deve il suo nome dalle civette che decorano le vetrate (quelle di questo edificio sono la massima espressione dello stile Liberty a Roma) e dalle decorazioni che riportano il disegno di questo animale in diversi posti della casina. 
Tutti e tre gli edifici sono oggi adibiti ad aree museali e zone espositive.

Attrazioni nelle vicinanze: Villa Borghese

Come arrivare: prendi la linea B della metro e scendi alla stazione Bologna. Di qui arriverai a destinazione con una passeggiata di 10 minuti.
Con il Bus invece devi prendere le linee 120F, 60, 62, 66, 82.

4. Il giardino degli aranci

Il suo vero nome è Parco Savello ed è una piccola terrazza sull’Aventino che affaccia sul Tevere e sui principali monumenti della città. Rappresenta uno degli angoli più amati e frequentati della città, da cui si gode di una delle viste più belle della città.  Approfittane per i tuoi scatti!

Il giardino degli aranci, che deve il suo nome al fatto che è piantumato ad aranci (in ricordo all’arancio presso cui predicava S. Domenico, fondatore dell’ordine a cui il giardino era destinato), è una distesa di quasi ottomila metri quadri,  realizzata nel 1932, dall’architetto Raffaele De Vico secondo un’impostazione rigidamente simmetrica.

Questa prevede con un viale centrale in asse con il belvedere, che si apre in due slarghi: in quello di destra era in origine collocata la fontana realizzata da Giacomo della Porta per Piazza Montanara, e dal 1973 trasferita a piazza S. Simeone ai Coronari.
L’ingresso principale, in Piazza S. Pietro d’Illiria, fu arricchito nel 1937 dal portale proveniente da Villa Balestra sulla via Flaminia.
Una volta arrivato, potrai godere di un effetto ottico inaspettato: man mano che ti avvicinerai alla terrazza posta al limite, la Cupola di San Pietro sembra rimpicciolirsi e allontanarsi.

Il giardono si trova vicino ad altre attrazioni turistiche, che valgono sicuramente una visita, come il Buco della Serratura del cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta, da dove, guardandoci dentro,  è possibile ammirare il Cupolone della Basilica di San Pietro con una prospettiva decisamente unica.
Potrai godere di questo bellissimo posto di Roma liberamente e 24 ore su 24.

Attrazioni nelle vicinanze: chiesa di Santa Sabina, Buco della Serratura del cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta

Come arrivare: prendi la metro B e scendi alla fermata Circo Massimo. Arriverai con una passeggiata di 15 minuti.
Se vuoi raggiungerlo in Bus prendi le linee 118, 160, 170, 51, 628, 85, 87, C3

5. Villa Ada

Si trova nel quartiere Parioli, a nord della città, lungo la via salaria ed è il quarto più grande parco pubblico di Roma.
Grande circa 160 ettari, custodisce al suo interno giardini all’inglese ed edifici neoclassici ed eclettici (come il Tempio di Flora, la Villa Polissena, le Scuderie Reali ed altri ancora) ed è un posto magnifico per fare lunghe passeggiate immersi nella natura. Accedendo da via Panama ci si inoltra in boschi di pini, lecci, allori e castagni, abitati da scoiattoli, ricci, conigli selvatici e grandi comunità di uccelli.

La storia di Villa Ada Savoia è legata soprattutto alla
Casa Savoia che la possedette dal 1872 al 1878 e poi ancora dal 1904 al 1946. Proprio i Savoia realizzarono gli interventi che vennero realizzati all’interno.
L’assetto complessivo della villa si deve però alla famiglia Pallavicini, che ne acquistò le terre nel Settecento, periodo al quale risale il coffee-house settecentesco, di grande qualità architettonica, che si trova presso il casino Pallavicini, meglio conosciuto come il Tempio di Flora. Questo sia affaccia affacciato su un giardino con al centro una fontana in ghisa.

Nel 1871 la villa venne acquistata dal Re Vittorio Emanuele II che, dopo il trasferimento della corte a Roma, nuova capitale del regno, la ampliò con l’acquisto di alcune vigne confinanti.
A partire dal 1874 la proprietà venne così trasformata in un
parco rustico all’inglese e in breve tempo furono costruiti il Casino Nobile, oggi sede dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto, edifici residenziali e scuderie. Le tenute rurali vennero trasformate in un grandioso parco, popolato di piante esotiche e abbellito con piccole costruzioni, come lo Chalet svizzero e la torre gotica.

Nel 1878, alla morte di Vittorio Emanuele, la villa fu venduta al Conte Giuseppe Tellfner che diede alla proprietà il nome della moglie, Ada. Dal 1878 al 1901 la villa rimase di proprietà del conte. Vittorio Emanuele III riacquistò Villa Ada nel 1904 e la donò a sua moglie, la regina Elena.  Nel 1904 fu costruito il portale monumentale e la villa fu arricchita da nuovi elementi.
Durante la Seconda guerra mondiale, negli anni 1941-1942, venne realizzato un bunker antiaereo a pianta circolare per ospitare il re e la sua famiglia, aperto al pubblico dal 2016.

Nel 1946, con l’avvento della Repubblica, la parte della Villa che era proprietà personale del re rimase ai suoi eredi, mentre quella proprietà della Casa reale divenne patrimonio pubblico e nel 1957, è entrata a far parte delle ville di pertinenza del Comune di Roma e quindi liberamente accessibile.
Ad eccezione però di alcuni edifici che sono privati e perciò chiusi alle visite.

Attrazioni nelle vicinanze: Villa Borghese, Villa Torlonia

Come arrivare: prendi la linea B della metro e scendi alla fermata Sant’Agnese Annibaliano. Ci vorranno circa 20 minuti per arrivare alla tua destinazione. 
Con il Bus prendi le linee 310, 92,135, 68, 63, 69, 83

Termina qui la mia breve panoramica su alcuni dei più bei parchi di Roma. decidi tu dove andare in base al tempo e agli interessi che hai. 

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