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Bus panoramici Hop on Hop off: tour con City Sightseeing Roma

Scoprire le meraviglie della città eterna a bordo di un bus panoramico hop  on hop off è ideale se hai poco tempo a disposizione o ti trovate a girare la capitale con bambini. A bordo degli autobus della compagnia City Sightseeing Roma avrai modo di ammirare tutte le principali attrazioni di Roma: il Colosseo, Piazza di Spagna, Città del Vaticano e tutti gli altri tesori di Roma non avranno più segreti!

Il biglietto è valido 24 o 48 ore.
Con i bus City Sightseeing Roma potrete

  • Trascorrere tutto il tempo che desideri nelle varie fermate lungo il percorso
  • Salire e scendere in una qualsiasi delle 8 fermate o rimanere seduto a goderti l’intero giro in autobus
  • Ascoltare le interessanti informazioni turistiche dell‘audioguida a bordo
  • Condividere la tua fantastica esperienza con amici e familiari grazie al WiFi gratuito sull’autobus
  • Controllare la posizione di City Sightseeing scaricando l’app “Sightseeing Experience”

Nota: il biglietto non include gli ingressi alle diverse attrazioni

Quanto dura il giro

Il tour intero impiega 1 ora e 40 minuti e, grazie al servizio hop on hop off potrai scendere in una qualsiasi delle fermate disponibili lungo il percorso

Partenze giornaliere

Le partenze si effettuano dalle 09:00 alle 19:00 da qualsiasi fermata del tour. I bus partono ogni 10 minuti da aprile ad ottobre e ogni 15-20 minuti da novembre a marzo

Luogo di ritrovo

Qualsiasi fermata della Linea A (fermata 6 del Vaticano è in Via Borgo Sant’Angelo, 200 metri prima della fermata indicata sulla mappa del tour).

Quanto costa

Da 27 euro a persona

Fermate Linea A

  • Fermata 1: Terminal A. Termini Marsala/Terminal B. Largo di Villa Peretti/ Terminal C Piazza dei Cinquecento, all’angolo con Via Cavour
  • Fermata 2: Santa Maria Maggiore
  • Fermata 3: Colosseo
  • Fermata 4: Circo Massimo
  • Fermata 5: Piazza Venezia
  • Fermata 6: Vaticano
  • Fermata 7: Fontana Di Trevi
  • Fermata 8: Piazza Barberini
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La Galleria Borghese

Villa Borghese si trova appena fuori Porta Pinciana ed è qui, in questi questi meravigliosi giardini che si trova la Galleria Borghese, in cui sono custodite  le opere d’arte raccolte dal cardinale Scipione Borghese (1579-1633), il più esperto collezionista del suo tempo.
Nei secoli la Galleria ha subito diversi rifacimenti e anche la collezione purtroppo non è stata conservata nella sua interezza: molta statuaria antica è stata infatti trasferita al Louvre per ordine di Napoleone nel XVIII secolo.
Altri pezzi sono stati venduti nel corso degli anni. Infine sia la collezione sia il palazzo  sono stati acquisiti dallo Stato nel 1902, anche se è visibile al pubblico solo dal 1997.

Se durante la tua visita a Roma puoi dedicarti  alla scoperta di un solo museo, la Galleria Borghese  è senz’altro un’attrazione da non tralasciare.
Infatti questa è spesso consideratala regina di tutte le collezioni private. Caravaggio, Bernini, Rubens, Tiziano, sono solo alcuni degli autori delle incredibili opere d’arte che potrai ammirare.

Villa Borgese è divisa in due sezioni: il Museo Borghese al piano terra, con spettacolari sculture barocche, antichi mosaici pavimentali romani e affreschi a trompe l’oeil e la Pinacoteca, situata al primo piano.

Le opere da non mancare

Sala I

E’ dedicata in gran parte alle opere di Antonio Canova, uno dei più grandi scultori neoclassici. L’opera più celebre in questa sala è senza dubbio Paolina Borghese come Venere Vincitrice (1805-1808).
Una scultura straordinaria del Canova che ritrae Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone e moglie di Camillo Borghese, sdraiata come una Venere un perfetto esempio di scultura neoclassica, dove la bellezza ideale si fonde con una sottile sensualità.
Paolina è sdraiata su una sorta di triclinio, in atteggiamento rilassato. Tiene in mano una mela, simbolo del giudizio di Paride e della vittoria di Venere. nella mitologia greca.
Canova riesce a trovare un equilibrio perfetto tra realismo (soprattutto nei tratti del volto e nel trattamento della carne) e idealizzazione (nelle proporzioni armoniose e nella superficie liscia del marmo che sembra pelle). La pelle appare quasi traslucida, come se fosse viva.

Visitare Villa Borghese: scopri le statue del Canova!

L’opera è realizzata in marmo bianco di Carrara, ma Canova utilizzava una tecnica particolare: dopo la scultura, la superficie veniva trattata con cere e spazzolata per ottenere quella finitura morbida e luminosa che sembra far “respirare” la pietra.
Una curiosità: il letto su cui è distesa non è solo parte della scultura, ma funge anche da base. Originariamente, la struttura era girevole, così da poter ammirare l’opera da ogni angolazione, con l’illuminazione naturale che ne esaltava i dettagli.

Oltre a questa statua iconica, nella stessa sala si trovano altri ritratti e sculture, e l’ambiente stesso, con la sua decorazione sontuosa e affreschi sul soffitto, contribuisce all’esperienza artistica. Le pareti e i dettagli architettonici arricchiscono ulteriormente la percezione neoclassica e l’atmosfera di prestigio della famiglia Borghese.

Sala III

Custodisce il gruppo scultoreo di Apollo e Dafne realizzata dal Bernini che coglie il momento esatto in cui la ninfa si trasforma in lauro, con le dita che diventano foglie e i piedi radici, sotto lo sguardo sgomento di Apollo che la stava rincorrendo per amore dopo essere stato colpito da una freccia di Cupido.
Apollo e Dafne di Canova alla Galleria Borghese

L’opera è caratterizzata da un grande  dinamismo (le figure sembrano sospese nel tempo, in un attimo congelato che trasmette movimento da ogni angolazione), dai dettagli (le dita di Dafne si trasformano in rami, i suoi piedi in radici, i capelli in foglie. Il marmo si fa leggero, trasparente, come se fosse viva natura), dall’espressione (il volto di Dafne urla angoscia, quello di Apollo mostra stupore e desiderio. Bernini è unico nel trasmettere emozioni attraverso la pietra).
Una curiosità: quando visiterai la sala, ti accorgerai che c’è una citazione incisa a terra, in latino, che recita:
“Chi ama seguire i piaceri della carne, troverà solo foglie tra le mani.”
Un invito alla riflessione sul desiderio e sulla sua fugacità.

Sala IV

Qui puoi ammirare la spettacolare scultura Il ratto di Proserpina, sempre realizzato dal Bernini a soli 23 anni!
E’ incredibile come ha saputo rendere la mano di Plutone  che stringe con forza la coscia di Proserpina, che appare morbida come se fosse di carne vera.
La drammaticità dei volti, i capelli scompigliati, il movimento vorticoso delle figure: tutto è puro dinamismo barocco

Visitare Galleria Borghese a Roma: il ratto di Proserpina

In questo ambiente è esposto anche il gruppo scultore che rappresenta  i personaggi mitici di Enea, Anchise ed Ascanio, colti nel momento della fuga da Troia in fiamme: Enea porta sulle spalle il padre Anchise, e tiene per mano il figlio Ascanio.
In questa scultura c’è un forte simbolismo: é infatti una scena di continuità tra le generazioni, molto cara all’epoca.
Rappresenta la pietà familiare e il senso del dovere.
Anche se è una delle opere giovanili, già si nota il controllo del corpo umano e la capacità narrativa di Bernini.

Sala VIII


Questa sala è dominata dal Caravaggio e spesso poprio perché ospita alcune delle sue opere giovanili più celebri e rivoluzionarie come:

  • Giovane con canestro di frutta. Spesso collocata vicino ad altre opere caravaggesche, anche se non sempre nella stessa sala (può essere esposta nella Sala 8 o 9, a seconda dell’allestimento temporaneo).
    Raffigura un giovane ragazzo (probabilmente un modello abituale di Caravaggio, forse Mario Minniti, suo amico e compagno di vita artistica) che tiene un cesto ricolmo di frutta. Il ragazzo ha un’espressione dolce e lo sguardo rivolto verso l’osservatore.
    Ma il vero protagonista del dipinto è il cesto:  è una natura morta iperrealistica, con un’attenzione maniacale ai dettagli: mele, fichi, uva, pesche, pere, melograni, foglie con segni di appassimento o imperfezioni.
    Caravaggio non idealizza la frutta: ci sono buchi, macchie, segni del tempo. È un’osservazione dal vero, quasi scientifica.
    Questo livello di realismo era rivoluzionario per l’epoca: la natura morta come genere autonomo non era ancora molto considerata.
  • Davide con la testa di Golia: la scena mostra il giovane David che tiene per i capelli la testa mozzata di Golia, appena ucciso.
    La testa di Golia è un autoritratto di Caravaggio stesso, invecchiato e sofferente. Una scelta profondamente simbolica, quasi una confessione visiva.
    David non esulta, anzi, ha uno sguardo malinconico. È come se provasse compassione per il nemico sconfitto. La luce taglia la scena, esaltando la drammaticità e la profondità psicologica.
  • San Giovanni Battista, detto anche Giovane con Ariete: rappresenta un giovane nudo e pensieroso accanto a un ariete, identificato con Giovanni Battista. L’opera è nota anche per la sua carica sensuale e per il tono provocatorio. Il modello è lo stesso di altre opere giovanili di Caravaggio. Si percepisce un’atmosfera intima, enigmatica. Il confine tra sacro e profano qui si fa molto sottile.

Gli hotel in questa zona

The Duke Hotel

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Casa Montani

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Pinacoteca

SALA IX
E’ conservata in questa sala la Deposizione di Cristo morto di Raffaello  e i precedenti Ritratto virile e Dama con Liocorno. Si possono anche qui ammirare tra le altre opere l’Adorazione del Bambino di Fra Bartolomeo e la Madonna col Bambino del Perugino

SALA XIV
Ospita due autoritratti del Bernini

SALA XX
Qui potrai ammirare uno dei dipinti più pregevoli della collezione ovvero il capolavoro giovanile di Tiziano, Amor Sacro e Amor Profano.

Domande frequenti

1. Vale davvero la pena visitare la Galleria Borghese?

Si, senza ombra di dubbio. Considerata la regina delle collezioni private, anche se non sei un gran amante dei musei, sono sicura che ti conquisterà.
Rispetto ai Musei Vaticani è molto più piccola e le opere sono più concentrate, perciò la visita risulta molto meno impegnativa.
Per vederla tutta puoi mettere tranquillamente in conto due ore.
Ospita capolavori preziosissimi di Bernini, Caravaggio, Tiziano, solo per citarne alcuni, ma anche sale decorate che sembrano piccoli palazzi reali.

2. Quanto tempo serve per visitare la Galleria Borghese?

Puoi vedere tutti i tesori della Galleria Borghese in circa due ore, facendo una visita con tutta calma. Una delle cose che ho amato di questo museo è proprio il fatto che non sia un luogo dispersivo.
L’ingresso è suddiviso in turni ed il numero dei visitatori contingentato. Rispetto agli altri musei di Roma, più grandi, offre un’esperienza più tranquilla.

Volendo fare foi alcune foto nel parco e goderti un momento di relax dopo la visita metti in conto una mezza giornata intera.

3. È necessario prenotare i biglietti in anticipo?

Assolutamente si, se vuoi assicurarti un biglietto di ingresso. La Galleria Borghese prevede infatti ingressi contingentati e i posti vanno a ruba, specialmente nei weekend, in primavera e in estate.
La visita a questo museo non può essere una decisione estemporanea: organizzando il tuo viaggio a Roma quella di prenotare i biglietti per la Galleria è una delle prime cose da fare.

4. Quali opere famose si vedono alla Galleria Borghese?

Tra le opere imperdibili ci sono senza dubbio il Ratto di Proserpina del Bernini, Apollo e Dafne, sempre dello stesso autore, Paolina Borghese come Venere Vincitrice del Canova, e poi ancora opere del Caravaggio come Giovane con canestro di frutta, Davide con la testa di Golia , solo per citarne alcune. oltre ad opoere di Tiziano e Raffaello.

5. Qual è il momento migliore per visitare la Galleria Borghese?

A mio parere, se vuoi godertela al meglio ti conviene andare di mattina presto. E’ decisamente meno affollato e la luce nel parco di villa borghese è magnifica.
Sono piacevoli anche gli ultimi turni del pomeriggio. Se quello che vuoi è una visita rilassata, ti sconsiglio vivamente i weekend e i giorni festivi.

6. Come si arriva alla Galleria Borghese?

La Galleria Borghese si trova all’interno dei giardini di Villa Borghese, uno dei parchi più belli di Roma, appena fuiori Porta Pinciana.
La maniera più facile per raggiungerla è con la metro (linea A) fino alla fermata Spagna e da lì, con una passeggiata molto piacevole la raggiungi in 15-20 minuti circa.
Puoi pensare anche di scendere alla fermata Flaminio, andare in piazza del Popolo e poi, dai lì, arrivarci con 20-25 minuti di camminata nel parco.
Se il tuo punto di partenza è la stazione Termini, prendi l’autobus 910 (direzione Mancini) e scendi alla fermata Pinciana/Museo Borghese.
Sarai alla Galleria in 5 minuti.

7. Si possono fare foto dentro la Galleria Borghese?

Sì, in molte sale puoi fare fotografie senza flash. Le stanze sono molto scenografiche: soffitti decorati, luce elegante, statue incredibili.
Alcune mostre temporanee possono avere limitazioni differenti, perciò ti consiglio di controllare sempre le regole aggiornate all’ingresso.

8. Cosa vedere dopo la visita alla Galleria Borghese?

Dopo il museo puoi:

  • passeggiare a Villa Borghese
  • raggiungere la Terrazza del Pincio
  • scendere verso Piazza del Popolo
  • fare shopping in Via del Corso
  • fermarti per un aperitivo panoramico

È uno di quegli itinerari di Roma che funzionano benissimo senza dover correre da un monumento all’altro.

9. La Galleria Borghese è adatta anche a chi non ama i musei?

Io credo proprio di si. Anche chi di solito si annoia all’interno dei musei, visitando la Galleria spesso cambia idea. Non è infatti un museo grande come possono essere i Musei Vaticani o altri, e non necessita di ore e ore per essere visti.
Le sale sono curate, il percorso è semplice e c’è un’atmosfera più raccolta. E poi le statue presenti, sono davvero incredibili, é impossibile rimanere indifferenti.
È uno dei posti che consiglierei anche a chi visita Roma per la prima volta.

10. Vale davvero la pena inserire la Galleria Borghese in un itinerario di Roma?

Assolutamente si. Se vuoi vedere opere d’arte incredibili senza affrontare file infinite e ambienti caotici, questo museo è perfetto.

La Galleria Borghese riesce a combinare:

  • capolavori famosissimi
  • ambienti eleganti
  • visita rilassata
  • posizione bellissima dentro Villa Borghese

È una delle esperienze culturali più piacevoli da fare a Roma, soprattutto se ami viaggiare lentamente e vivere i luoghi con più calma.

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Storia della Cappella Sistina

Tra le attrazioni più visitate e più note di tutta la Città del Vaticano, la Cappella Sistina è un luogo tutto da scoprire. Sono proprio i numerosi affreschi e le decorazioni ad aver reso, nel corso del tempo, la Cappella Sistina uno dei più bei capolavori dell’arte rinascimentale in Italia.

Si trova all’interno dei Musei Vaticani ed è una tappa obbligata per chi visita Roma. Come è noto le code all’ingresso dei Musei Vaticani sono sempre lunghissime. Se volete risparmiare tempo e la fatica dell’attesa vi consigliamo di procurarvi il biglietto on line che vi consentirà l’accesso prioritario.

STORIA DELLA CAPPELLA SISTINA

Ma voi la conoscete la storia della Cappella Sistina? Eccovi alcune brevi informazioni

1. La Cappella Papale del 1300

Poche sono le informazioni certe della prima cappella papale che sono arrivate fino ai giorni nostri. Gli storici datano questa cappella intorno al 1368, decorata dagli artisti Giottino e Giovanni da Milano.
Negli anni successivi, nel periodo chiamato Cattività Avignonese, un susseguirsi di lotte civili e l’abbandono dei monumenti romani rovinò la cappella papale costruita in Vaticano.

2. La Cappella Palatina di Papa Sisto IV

A seguito di questi accadimenti storici, i papi del XV secolo intrapresero un ampio progetto di ricostruzione e ristrutturazione. Il primo a portare avanti quest’opera fu Martino V anche se il più ricordato, per il numero di opere restaurate, fu papa Sisto IV.
Proprio quest’ultimo pontefice, professore di teologia nelle università italiane, iniziò un grande movimento per riportare le opere romane al loro splendore. Il progetto partì nel 1471, subito dopo la sua elezione, con la ricostruzione e la decorazione della cappella palatina del Palazzo Apostolico. Per questo, la cappella prende il nome proprio da papa Sisto IV.

3. Il progetto della Cappella Sistina

L’ampio progetto della Cappella Sistina fu affidato al disegno di Baccio Pontelli e prese piede a partire dal 1473. Si cominciò distruggendo i resti fatiscenti dell’edificio precedente, mantenendo intatte le fondazioni e le basi dei muri. I muri medievali vennero mantenuti fino alla prima cornice, così come rimase intatta la pianta asimmetrica dell’edificio. La costruzione venne comunque rinforzata con un basamento e il soffitto ricoperto da nuove volte.
Gli interventi di ricostruzione veri e propri iniziarono nel 1477, vennero supervisionati dall’architetto Giovannino Dolci e durarono circa 4 anni.

4. La funzione della Cappella Sistina

Già al tempo dei papi di Avignone la Cappella palatina apostolica detta Sistina veniva utilizzata per le cerimonie della corte papale. Alle cerimonie solenni del calendario liturgico partecipavano i personaggi più importanti della città. Il collegio dei cardinali, il senatore e i conservatori romani, i diplomatici più meritevoli e personalità illustri dell’ordine monastico si riunivano presso la Cappella Apostolica per le celebrazioni.

Il pontefice pensò che, per rendere omaggio ai personaggi importanti che frequentavano la sua corte, la Cappella Sistina dovesse essere particolarmente fastosa e decorata. Per questo motivo molti tra gli artisti più rinomati dell’epoca vennero chiamati a Roma dal papa e stipularono con lui un contratto di lavoro.

5. La decorazione della Cappella Sistina

I primi interventi di decorazione degli interni della Cappella Sistina risalgono al 1481, subito dopo la fine dei lavori di ricostruzione. Il primo artista a lavorarci fu il Perugino che aveva già collaborato con il papa per l’antica basilica di San Pietro in Vaticano.
La tradizione medievale, ancora in voga negli ultimi decenni del Quattrocento, impose la scelta di decorare la volta della Cappella con un cielo stellato. Se ne occupò Piermatteo d’Amelia.

A questo punto della storia entra in scena Lorenzo de’ Medici. L’illustre personaggio fiorentino punta ad un tentativo di riconciliazione con il Vaticano, che non lo aveva appoggiato nella Congiura dei Pazzi. Propone così al papa di ricevere alla sua corte i più ammirati artisti che lavoravano a Firenze.
Domenico Ghirlandaio, Sandro Botticelli e Cosimo Rosselli, ognuno con la propria squadra di collaboratori, partirono per Roma e si unirono agli altri artisti della corte del papa quali il Pinturicchio, Bartolomeo della Gatta e Piero di Cosimo.
Questi grandi nomi della pittura rinascimentale collaborarono e realizzarono gli affreschi che sono considerati tra i più belli di tutto il mondo.

Michelangelo a Roma

Tra i più importanti artisti dell’epoca è necessario ricordare anche Michelangelo Buonarroti. L’artista non si trovava a Roma in questo periodo, anzi se ne era andato per alcuni scandali che avevano interrotto i suoi rapporti con il papa.
Fu invece del papa Giulio II l’idea di chiamare Michelangelo per decorare la volta appena riparata dopo un cedimento che aveva compromesso il cielo stellato di d’Amelia.

L’artista rientrò a Roma nel 1508 e firmò subito un contratto per la decorazione della Cappella Sistina. In soli 4 anni Michelangelo completò la decorazione dei soffitti e delle volte di questa cappella apostolica. Inizialmente il suo dovere prevedeva la realizzazione delle figure dei 12 Apostoli, ma alla fine dei lavori si poterono contare più di 300 figure dipinte dall’artista.

Oltre agli affreschi della volta, l’opera più conosciuta di Michelangelo all’interno della Cappella Sistina è senza dubbio il Giudizio Universale, dipinto tra il 1536 e il 1541. Questo enorme affresco venne commissionato da papa Clemente VII per ricoprire la parete dietro l’altare.

Gli hotel in questa zona

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Residenza Paolo VI

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6. Dopo la morte di Michelangelo

Gli ultimi anni della vita di Michelangelo furono segnati dallo scandalo che si diffuse in Vaticano per i suoi dipinti di uomini e donne completamente nudi. La protesta fu portata avanti in particolare dal cardinale Carafa, che propose un’ampia censura sul lavoro del grande artista.
Michelangelo morì nel 1564 e fu proprio in quell’anno che venne approvata la legge di censura per i suoi affreschi. L’artista Daniele da Volterra venne quindi incaricato di coprire le nudità con alcuni indumenti. Le modifiche apportate al Giudizio Universale sono in seguito state cancellate e l’affresco osservabile oggi è il frutto di restauri che hanno riportato alla vita il prodotto originale.

7. La funzione della Cappella Sistina oggi

A partire dal 1878, e ancora ai giorni nostri, la Cappella Sistina è la sede del Conclave, l’assemblea che elegge il nuovo papa.
Con un particolare regolamento per quanto riguarda gli scrutini, il Conclave avviene solo in caso di decesso del papa o della rinuncia per motivi personali. I cardinali del consiglio si riuniscono nella Cappella Sistina e danno il via a votazioni per l’elezione del nuovo pontefice.
L’ultimo Conclave avvenuto nella Cappella Sistina è quello del 2013 che ha eletto, a seguito della rinuncia di Benedetto XVI, il cardinale Bergoglio a Papa Francesco I.

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Visitare la Cappella Sistina

La tua visita ai Musei Vaticani non può prescindere dalla sua gemma più preziosa: la Cappella Sistina, capolavoro di assoluta bellezza che tutto il mondo ci invidia. 
Goethe diceva che “Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un’idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere”.
Perciò Visitare Roma e non dedicare una tappa del tuo itinerario a questa incredibile attrazione sarebbe davvero un peccato. Ti  faresti sfuggire un’esperienza indimenticabile! 

Fa parte del percorso dei Musei Vaticani e vi si arriva accedendo dalla grande Sala Regia.
NB:
Ti segnalialo che all’interno della cappella non si possono fare foto né video con o senza flash.

La visita

Appena entrato nella cappella, raggiungi il suo ingresso principale sulla parete est, quella più lontana, in modo da avere la visuale migliore della volta.
L’affresco, che ricopra quest’ultima per l’intera superficie (800 metri quadrati!), richiese a Michelangelo 4 anni di lavoro. L’artista lo organizzò in 9 scene centrali, la creazione di Adamo ed Eva, il peccato originale e la storia di Noè. Le scene sono inquadrate in elementi architettonici dipinti.

Nella prima scena a partire da est sono rappresentati:

  1. L’Ebbrezza di Noè seguita dal
  2. Il Diluvio universale e dal 
  3. Il sacrificio di Noè. Segue la scena del
  4. Il Peccato originale e la Cacciata dal Paradiso terrestre: Adamo ed Eva vengono cacciati dopo aver assaggiato il frutto proibito offertogli da Satana, rappresentato come un serpente dal corpo di donna
  5. La Creazione di Eva, a cui segue
  6. La Creazione di Adamo: questa è una delle scene più famose dell’arte occidentale, che rappresenta Dio barbuto che tocca con la punta del dito quello di Adamo, trasmettendogli il soffio vitale.
    Completano la sequenza a ritroso della genesi:
  7. Separazione della terra dalle acque
  8. Creazione degli astri e dei pianeti
  9. Separazione della luce dalle tenebre


Di fronte, sulla parete ovest, si trova l’incredibile Giudizio Universale, in cui il Cristo al centro sottopone al giudizio divino le anime dei morti che escono dalle tombe.
I salvati vengono fatti salire in cielo, i dannati invece vengono scaraventati nelle tombe.
Anche le pareti laterali presentano una serie di straordinari affreschi straordinari rinascimentali che raffigurano episodi della vita di Mosè.

Individua e ammira le Tentazioni di Cristo del Botticelli e la Consegna delle chiavi a San Pietro del Perugino.
Nella parte ricurva inferiore della volta, separate da cornici sono raffigurati i Profeti ebraici e le Sibille pagane. Queste ultime, dal corpo possente sono fra le più suggestive della volta.
Nelle 14 lunette sopra le finestre sono rappresentate le quaranta generazioni degli Antenati di Cristo, riprese dal Vangelo di Matteo.

IL GIUDIZIO UNIVERSALE

Venne dipinto 30 anni dopo gli affreschi  della volta. Il progetto, commissionato da Clemente VII e incoraggiato dal successore  Paolo III, scatenò molte polemiche sin dall’inizio. Prima perchè l’artista distrusse due affreschi del Perugino per preparare il muro. Poi quando il dipinto fu svelato, perchè la massa turbinante di 391 corpi nudi fece gridare allo scandalo. La reazione infatti fu tale che le autorità ecclesiastiche ordinarono che si coprissero le nudità. 

Al centro del dipinto c’è il Cristo con attorno, in una specie di vortice, le anime dei defunti uscite dalle tombe per affrontare il giudizio divino. I salvati salgono in cielo, mentre i dannati vengono scaraventati all’Inferno tra i demoni. A fare da corona a Gesù alcuni personaggi dell’Antico Testamento: apostoli, profeti, eroine, sibille e patriarchi. Inoltre compaiono santi, martiri e vergini. Egli, rappresentato seminudo, come un eroe classico, nell’atto di avanzare, ha lo sguardo rivolto verso destra.

Con la mano destra alzata chiama a sé i beati mentre con la mano sinistra destina i dannati alla profondità dell’Inferno. In posizione di poco inferiore a Gesù si trova la Madonna e volge lo sguardo a sinistra con espressione sofferta ma composta.
Nelle lunette sono rappresentai i simboli del martirio.

PARETI LATERALI

Gli affreschi delle pareti laterali, realizzati tra il 1481 e il 1482 sono opera di grandi maestri rinascimentali, tra cui Botticelli, Ghirlandaio, Pinturicchio, Perugino e Luca Signorelli. Illustrano episodi della vita di Mosè ( a sinistra del Giudizio Universale) e di Cristo (a destra).

3 CURIOSITA’ SULLA CAPPELLA SISTINA

  1. Il blu oltremare usato nel Giudizio Universale era costosissimo: in questa parte degli affreschi, contrariamente a quella della volta che ne ha una quantità minima, Michelangelo ne usò una quantità impressionante.
    All’epoca questo colore era ottenuto dai lapislazzuli, pietre preziosissime e perciò molto costoso.
    Gli artisti infatti esitavano ad adoperarlo, a meno che non fosse pagato da altri.
    Nel caso del Giudizio Universale i materiali li avrebbe pagati il papa (Giulio II, che aveva commissionato a Michelangelo la Cappella Sistina). Nel caso della volta, invece, visto che doveva far fronte lui stesso alle spese per affrescarla, il celebre artista, usò colori meno cari.

  2. Non è vero che Michelangelo lavorava da solo: Lo si è spesso detto, ma in realtà per tutto il corso dei lavori nella cappella si avvalse della collaborazione di assistenti che preparavano l’intonaco umido su cui poi il pittore dipingeva (come richiedeva a tecnica dell’affresco).

  3. Non è vero che Michelangelo dipingesse sdraiato: in realtà l’artista progettò un’impalcatura curva che gli permetteva di stare in piedi, anche se in posizione scomoda, piegato all’indietro.

Una volta usciti dai Musei Vaticani, se non siete troppo stanchi, potete pensare di andare a godervi le attrazioni che si trovano nelle vicinanze, come la Basilica di San Pietro o Castel Sant’Angelo.

COME RAGGIUNGERE LA CAPPELLA SISTINA

1. IN METRO
Partendo dalla Stazione Termini prendi la Linea A della Metro in direzione Battistini. Le fermate più vicine ai Musei Vaticani distano circa dieci minuti a piedi e sono Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro.

2. IN BUS
Davanti all’ingresso dei Musei Vaticani si trova la fermata della linea 49.
In Piazza Risorgimento,  distante a 5 minuti a piedi , fanno capolinea le linee 3281 e 982.

3. MACCHINA
Puoi parcheggiare la macchina nei parcheggi a pagamento sia sul Viale Vaticano sia nelle strade limitrofe.

4. TRENO
Arrivae alla stazione di Roma Termini e prendi la Linea A della Metro in direzione Battistini. Ti conviene scendere alle fermate Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro, che distano  circa dieci minuti a piedi.

5. AEREO
Se arrivi a Roma in  aereo ti consiglio di andare dall’aereoporto alla stazione di Roma Termini, dove si trovano Bus, Metro e Taxi che vi condurranno ai Musei Vaticani .

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I MUSEI CAPITOLINI

Se hai deciso di visitare Roma in 3 giorni (o più!) e sei amante dell’arte, i Musei Capitolini (attrezzati per disabili) sono sicuramente un’attrazione da non perdere.
Il complesso museale rappresenta il più antico museo pubblico al mondo. La sua origine è infatti datata 1471, quando papa Sisto IV donò alla cittadinanza alcune sculture di bronzo, gettando le basi di quello che è considerata oggi una delle più raffinate collezioni d’arte classica.
La maggior parte delle opere proviene dalla città di Roma.

COME ARRIVARE
Il modo più spettacolare per raggiungere i musei è tramite la Cordonata, la scalinata che parte da Piazza d’Ara Coeli e sale a Piazza del Campidoglio.
Se decidi di arrivarci in bus basta prendere una qualsiasi linea che abbia tra le fermate Piazza Venezia.

Visitare i Musei Capitolini

I Musei Capitolini sono ospitati in due grandiosi palazzi : Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo, collegati tra loro da un passaggio sotterraneo, la Galleria Lapidaria. Questa permette di attraversare la Piazza del Campidoglio  senza dover uscire dal museo.
La galleria ha delle arcate che si affacciano sulla vista strepitosa del Foro Romano.
L’ingresso ai musei è nel Palazzo dei Conservatori, dove, al primo piano si trova il nucleo originario della collezione di sculture, e al secondo, la Pinacoteca. Sono compresi nel Roma Pass e nel Vaticano pass.

1. PALAZZO DEI CONSERVATORI – I piano

Visitare i Musei Capitolini di Roma

Le parti della statua di Costantino: Foto Lea Gerbaudo

 

Prima di salire per la visita alla collezione vera e propria fermateti ad ammirare i frammenti in marmo che sono sparsi nel cortile. La testa, la mano e il piede gigantesco erano parte della statua dell’imperatore Costantino, alta ben 12 metri, collocata una volta nella Basilica di Massenzio, al Foro.

Basandosi su questi frammenti è stata realizzata una ricostruzione in scala 1:1 del Colosso di Costantino. La statua, alta circa 13 metri, è stata realizzata utilizzando tecniche innovative di ricostruzione digitale e stampa 3D. Si trova Esposta nel giardino di Villa Caffarelli a cui si accede dai Musei Capitolini.
Questa imponente replica è il risultato della collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina, la Fondazione Prada e la Factum Foundation for Digital Technology in Preservation, con la supervisione scientifica di Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni Culturali . La ricostruzione sarà visibile nel giardino di Villa Caffarelli fino al 31 dicembre 2025

Visitare Roma: ricostruzione del Colosso di Costantino

La ricostruzione del Colosso di Costantino a Villa Caffarelli. Foto: Lea Gerbaudo

 

Oltre a ciò, sicuramente da vedere tra le sculture del primo piano è la Lupa Capitolina, che trovi nella Sala della Lupa.
L’opera è stata da un artista etrusco nel V secolo a.c. (recenti ricerche però indicano che potrebbe essere forse di epoca medievale). I gemelli però, nell’atto di farsi allattare è sono stati aggiunti solo nel 1471.
Altre statue che non devi mancare di visitare sono lo Spinario (I secolo. a.c.), che si trova nella Sala dei Trionfi e rappresenta un ragazzino che si toglie una spina dal piede, e una testa di Medusa, ospitata nella Sala delle Oche, attribuita a Gian Lorenzo Bernini.

Nell’ala moderna dei musei capitolini,chiamata Esedra Marco Aurelio e inaugurata nel 2005, troverete invece l‘imponente statua equestre dell’imperatore omonimo. È l’originale di quella che si può ammirare nella piazza del Campidoglio, davanti al palazzo.
Questa struttura è stata pensata proprio per preservarla dai danni dell’esposizione all’aperto. E’ stata progettata da Carlo Aymonino, architetto italiano noto per le sue opere nel campo dell’architettura contemporanea.

Musei Capitolini: l'Esedra di Marco Aurelio

La statua originale di Marco aurelio. Foto: Lea Gerbaudo

 

Caratterizzata da un grande ambiente vetrato, ricavato nel Giardino Romano del Palazzo dei Conservatori, oltre alla statua di Marco Aurelio, conserva importanti bronzi capitolini, come l’Ercole dorato proveniente dal Foro Boario e i resti del colosso bronzeo di Costantino.
Carlo Aymonino, architetto italiano noto per le sue opere nel campo dell’architettura contemporanea.
È uno spazio ampio e luminoso, dove la luce naturale filtra attraverso le vetrate creando un’atmosfera quasi sospesa. Il suo design moderno mette ancora più in risalto le opere antiche che ospita.
Grazie alla sua acustica e al suo fascino scenografico, l’Esedra viene spesso utilizzata anche per concerti, conferenze ed eventi culturali speciali.

Sempre sul primo piano si trovano le fondamenta del Tempio di Giove, che un tempo campeggiava sul campidoglio e che era uno dei più importanti della Roma antica.

Palazzo dei conservatori – II piano

Questa zona è occupata completamente dalla Pinacoteca Capitolina, creata tra il 1748 e il 1750. Ospita, ordinata cronologicamente una collezione di dipinti dal Medioevo al XVIII secolo. Ogni sala accoglie dei capolavori, ma da non perdere sono la Sala Pietro da Cortona, che contiene il Ratto delle Sabine (1630) dell’omonimo artista e la Sala di Santa Petronilla che ha questo nome perchè al suo interno conserva la grande pala del Guercino che rappresenta il Seppellimento di Santa Petronilla (1621-3).
Troverai anche opere di Caravaggio: La buona ventura (1595) e il San Giovanni Battista (1602)

2. TABULARIUM

È l’archivio di stato dell’antica Roma, creato nel 75 a.c. ed ora si trova sotto il Palazzo Senatorio. Ci si arriva tramite la Galleria lapidaria che collega il Palazzo dei Conservatori a Palazzo Nuovo. Lungo la galleria si trovano lastre marmoree ed epigrafi. Bellissima la vista sul Foro Romano, che si gode dalle sue arcate.

3. PALAZZO NUOVO

È interamente occupato fino al soffitto di sculture classiche. Obbligatorio vedere il Galata morente, che troverai collocato nella Sala del Gladiatore. Si tratta di una copia romana di un originale greco del III secolo a.c.
È emozionante vedere come la sua postura di guerriero caduto trasmetta in maniera commovente il senso di quieta e rassegnata sconfitta.

Visitare i Musei Capitolini: il Galata morente

Il Galata morente. importante esempio di scultura classica

Nella sala seguente, la Sala del Fauno, si trova un fauno scolpito in marmo rosso, che dà il nome al locale.
Un altro superbo esempio di scultura classica è la Venere Capitolina collocata nel Gabinetto della Venere. Meritano di essere ammirati anche i busti di filosofi, poeti e oratori allineati nella Sala dei Filosofi.

ORARI

Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30
24 e 31 Dicembre dalle 9.30 alle 14.00
La biglietteria chiude un’ora prima. Chiusi il 1 gennaio, 1 maggio e il 25 dicembre.

Domande frequenti

1. Vale la pena visitare i Musei Capitolini durante un viaggio a Roma?

Io penso proprio di si. Anche se spesso sono sottovalutati, i Musei Capitolini custodiscono opere di grande valore che permettono di capire come si è sviluppata la città. Le statue, i reperti archeologici, i dipinti dipinti e testimoniano e raccontano oltre duemila anni di storia.
Costituisce il più antico museo pubblico al mondo (risale al 1471) e la maggior parte dei suoi tesori proviente dalla città di Roma.
Se vai a visitarlo puoi approfittarne per goderti la bellissima piazza del Campidoglio su cui i musei si affacciano.

2. Quanto tempo serve per visitare i Musei Capitolini?

Se li vuoi vedere tutti (Palazzo dei Conservatori, Tabularium, Palazzo Nuovo), metti in conto almeno almeno 2-3 ore.
Se non hai molto tempo a disposizione puoi concentrarti sulle opere più famose e completare la visita in circa un’ora e mezza. E’ però un peccato visitareli di corsa: ogni sala racconta un pezzo importante della storia di Roma.

3. Quali sono le opere più famose da vedere ai Musei Capitolini?

Tra i capolavori imperdibili ci sono la Lupa Capitolina, simbolo della fondazione di Roma, la gigantesca statua equestre di Marco Aurelio, il Galata Morente, la Venere Capitolina e i frammenti colossali della statua dell’imperatore Costantino.
Anche la Pinacoteca Capitolina merita attenzione grazie alle opere di Caravaggio, Guido Reni e Pietro da Cortona.

4. È meglio acquistare i biglietti online o direttamente in biglietteria?

Se hai programmato il tuo viaggio a Roma in alta stagione ti consiglio di  acquistare il biglietto online. Ti permette di evitare probabili code e di organizzare meglio la giornata. Nei periodi con meno folla spesso si riesce ad acquistare il biglietto sul posto senza fare troppe attese.
Prenotare in anticipo, però,  ti permette sempre di avere una maggiore tranquillità e di risparmiare il tuo tempo che potrai dedicare ad altro.

5. Qual è il momento migliore per visitare i Musei Capitolini?

Se vuoi goderteli in tutta calma vai al mattino presto, quando la folla è decisamente più contenuta. Oppure nel tardo pomeriggio, quando la maggior parte della gente è andata via.
Ti sconsiglio di andarci nei giorni di festività o nei weekend.
Il discorso è diverso in bassa stagione (autunno-inverno) quando l’esperienza è decisamente più rilassata.

6. I Musei Capitolini sono adatti ai bambini?

Assolutamente si. Le grandi statue, gli imperatori, i miti e le leggende catturano facilmente la loro attenzione. Sono disponibili anche delle augioguide dedicate, per rendere la visita più coinvolgente. Per far partecipare più attivamente i bambini alla visita  puoi trasformarla in una sorta di caccia al tesoro, cercando insieme la Lupa Capitolina, Marco Aurelio e gli enormi frammenti di Costantino.

7. Si possono fare fotografie all’interno dei Musei Capitolini?

Nella maggior parte delgli ambienti si, purchè gli scatti vengano realizzati senza flash e senza attrezzature professionali non autorizzate. Devono essere quindi fotografie scattate per uso personale.
In occasione di esposizioni temporanee le regole possono cambiare.
Ti consiglio perciò di verificare sempre la disposizioni aggiornate all’ingresso del museo.

8. Cosa vedere nei dintorni dei Musei Capitolini dopo la visita?

I musei si trovano nel centro di Roma. Con una breve passeggiata puoi raggiungere il Foro Romano, il Colosseo, Piazza Venezia, l’Altare della Patria e il quartiere Monti. Dal Tabularium, inoltre, si gode una delle viste più suggestive sui Fori Imperiali, perfetta per scatti indimemticabili.

9. I Musei Capitolini sono accessibili alle persone con mobilità ridotta?

Sì, il complesso museale dispone di percorsi accessibili, ascensori e servizi dedicati ai visitatori con esigenze specifiche. Trattandosi di edifici storici, alcune aree possono presentare limitazioni, ma nel complesso il museo è organizzato per garantire una visita il più possibile inclusiva e confortevole.

10. Conviene visitare i Musei Capitolini o i Musei Vaticani se ho poco tempo?

Questo dipende da cosa sei interessato. Se vuoi dedicarti ad una visita più tranquilla, che riguardi la storia dell’antica Roma, allora i musei Capiotolini fanno al caso tuo.
Se invece il tuo desiderio è quello di vedere la Cappella Sistina e le collezioni papali, non puoi non andare a i Musei Vaticani.
Se però hai solo a disposizione mezza giornata e non ami le folle, ti suggerisco una tappa ai Musei Capitolini.

Gli hotel in questa zona

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Il Pantheon

Il Pantheon, con la sua cupola, la più grande in muratura mai costruita, è una delle attrazioni di Roma da non perdere. Assolutamente da inserire nell’elenco delle cose da vedere, è uno dei simboli della Capitale.

L’edificio rappresenta una delle costruzioni antiche meglio conservate della città e visitare il suo interno è un’esperienza unica ed emozionante.
Anche perché del tutto inaspettata. Gli esterni, infatti, grigi e usurati dal tempo, non lasciano immaginare la magnificenza degli interni.
Se sei a visitare Roma in 3 giorni, o qualunque sia la durata del tuo soggiorno nella città eterna, una tappa per ammirare il Pantheon è d’obbligo.

1. Storia del Pantheon

L’edificio venne costruito dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.c. su un tempio precedente edificato nel 27 ac da Marco Vipsanio Agrippa, generale e genero di Augusto.
A testimonianza rimane  l’iscrizione del timpano, appartenuta al tempio più antico e poi riposizionata sulla nuova costruzione.
Il tempio venne distrutto due volte, la prima nell’80 per un incendio e poi nel 110 d.c. per un fulmine.

Nato come tempio dedicato a tutti gli dei, nel 609 il Pantheon venne consacrato a chiesa cristiana da Papa Bonifacio IV, in onore della Madonna e tutti i martiri.
Ancora oggi infatti sia chiama Basilica di Santa Maria ad Martyres. 
Anche se non fu saccheggiata come altri templi pagani (perchè era diventata una chiesa) molti materiali degli esterni vennero prelevati e utilizzati.
Le lastre di bronzo del soffitto del pronao ad esempio vennero fuse per fare il baldacchino del Bernini nella Basilica di San Pietro.
La sua incredibile cupola venne studiata dal Brunelleschi per il progetto del Duomo di Firenze e diventò una sorta di mausoleo.
Ospita infatti le tombe di Raffaello, Vittorio Emanuele II e quella Umberto I.

Visitare il Pantheon dall'esterno

2. ESTERNI

Il Pantheon di Roma  (QUI per i biglietti!) si affaccia sulla vivace Piazza della Rotonda. Ha un monumentale portico all’ingresso, con 16 colonne corinzie (alte 13 metri e realizzate con un unico blocco di granito egiziano) che sorreggono il frontone triangolare.
Le porte di bronzo sono ancora quelle originali restaurate nel XVI secolo. Non rimane quasi nulla dei rivestimenti, ma si possono vedere staffe e buchi che indicano dove era fissato il marmo.

Gli interni del Pantheon a Roma. Visitare

3. INTERNI

Sono ricoperti di marmo e sembrano enormi quando vengono colpiti dalla luce che entra dall’oculos ( 8,7 metri di diametro).
Questo effetto, che lascia sbalorditi quando si entra, era voluto. Serviva infatti per aumentare la soggezione davanti agli dei.
Di fronte all’entrata c’è l’altare maggiore, su cui si trova un’icona di Madonna con bambino risalente al VII secolo.
Sulla sinistra c’è la tomba di Raffaello e accanto quella di Umberto I e Margherita di Savoia. Sulla destra invece la tomba di Vittorio Emanuele II.

Cose da vedere a Roma: il Pantheon

4. LA CUPOLA

É la più importante opera architettonica di Roma antica e la più grande mai costruita in calcestruzzo senza rinforzi.
Ha un diametro di 43,44 metri e la sua misura è uguale all’altezza dell’edificio.
Viste le dimensioni venne adottata una tecnica particolare, ovvero quella dell’alleggerimento del calcestruzzo.
Man mano che si sale verso l’alto sono stati infatti utilizzati diversi materiali di costruzione, in accoppiamento con il calcestruzzo: nella parte bassa mattoni, poi salendo tufo e alla fine pietra pomice e lapilli vulcanici vicino all’oculo.
L’interno della cupola è composta da cassettoni realizzati in calcestruzzo direttamente sulla centina di legno. Essi hanno una triplice funzione: estetica, di stabilità e funzionalità (ha permesso la rapida asciugatura per carbonatazione della malta, ossia la reazione dell’acqua con il carbonato di calcio del calcestruzzo).

COME ARRIVARE

A piedi: da Largo di Torre Argentina camminare su Via di Torre Argentina e continuare su Via della Rotonda per 400 metri

Con il  bus: n° 30, 40, 62, 64, 81, 87 e 492 fino a Largo di Torre Argentina. Continuare a piedi su Via di Torre Argentina e Via della Rotonda.

Con la metro prendere la linea A della metropolitana, scendere alla fermata “Barberini” e continuare a piedi su Via del Tritone fino a Largo Chigi. Svoltare su Via del Corso e su Via del Caravita fino a raggiungere la destinazione.

CURIOSITA’

  1. Ogni 21 aprile, a mezzogiorno, in occasione del Natale di Roma, il sole entra nell’oculus del Pantheon (del diametro di 9 metri) con un’inclinazione tale da creare un fascio di luce che centra perfettamente il portale d’ingresso.  Questo evento porta indietro nel tempo il visitatore all’ingresso trionfante dell’imperatore Augusto. A quell’ora esatta, infatti,quando l’Imperatore varcava la soglia del tempio, tutto il suo corpo era immerso nella luce
  2. Altezza e ampiezza del cerchio luminoso cambiano secondo le stagioni.
  3. Nel corso della giornata il fascio di luce percorre le pareti donando loro vita e facendole risaltare
  4. All’interno dell’edificio si può vivere l’esperienza del del contrasto tra la potenza dell’architettura e la vertigine del vuoto, ma anche il magnifico equilibrio tra penombra e luce.
  5. La cupola del Pantheon è stata una delle prime ad essere stata costruita senza l’uso di impalcature interne.
  6. I cassettoni che decorano il soffitto non hanno solo una funzione estetica. Servono anche a ridurre il peso complessivo della cupola, distribuendo uniformemente il carico sulla struttura sottostante.
  7. Dentro piove ma non si creano pozzanghere: il centro infatti è concavo e i lati sono spioventi.
    Ci sono poi 22 fori che raccolgono l’acqua che defluisce grazie a un sistema di canali
  8.  Il detto popolare “Quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini” (Quello che non fecero i barberi fecero i Barberini) si riferisce al fatto che ai romani piacque il fatto che papa Urbano Barberini, per la costruzione del baldacchino barocco di san Pietro utilizzo ò del materiale bronzeo tolto dal portico del Pantheon.
  9. Sul lato interno della porta principale ci sono due campanili. Sostengono le campane che suonano per le funzioni religiose e non sono visibili da fuori.
  10. L’edificio potrebbe accogliere al suo interno una sfera, perché la sua altezza è perfettamente uguale al suo diametro.

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Da dove fotografarlo

Ci sono diversi punti strategici da cui puoi fotografare questa attrazione per catturare la sua bellezza. Eccone alcuni:

  • Piazza della Rotonda: é proprio davanti. Di qui si ha un’ottima vista frontale del monumento. Trovare un punto al centro della piazza ti permetterà di includere  nella tua inquadratura l’intera facciata
  • Fontana: situata proprio di fronte all’edificio, questa fontana offre una prospettiva unica, con l’acqua che aggiunge un tocco di bellezza e movimento alle tue foto. Puoi cercare di fotografarlo attraverso gli spruzzi d’acqua della fontana per aggiungere un elemento dinamico alle tue immagini.
  • Ponte Umberto I: attraversando il  Tevere, il Ponte Umberto I offre una vista panoramica da lontano. Dalla parte opposta del fiume, puoi catturare l’intero edificio insieme al suo riflesso sull’acqua, creando un’immagine suggestiva.

Domande frequenti

1. Serve prenotare per visitare il Pantheon di Roma?

La risposta è sì, soprattutto nei weekend, nei ponti e durante l’alta stagione turistica.
Il Pantheon è una delle attrazioni più visitate di Roma e la fila all’ingresso può diventare molto lunga, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Prenotare online ti permette di entrare più velocemente e organizzare meglio l’itinerario della giornata.

2. Quanto tempo serve per visitare il Pantheon?

In confronto ad altre attrazioni di Roma, il Pantheon lo si visita abbastanza velocemente. Visitandolo con calma ci si impiega circa 30-45 minuti.
Ti suggerisco però di prenderti del tempo in più per vivere tutta l’atmosfera della piazza.  Io ho trovato meraviglioso il contrasto che c’è tra il silenzio all’interno del Pantheon, reso ancora più “sacro” dalla luce che entra dalla cupola, e la vivacità della piazzetta, sempre piena di gente.
Puoi pensare di inserire la visita a questo munumento in un itinerario a piedi che comprenda anche:

  • Piazza Navona
  • Fontana di Trevi
  • Campo de’ Fiori
  • Largo Argentina

3. Qual è il momento migliore per visitare il Pantheon?

Per godertelo con un’atmosfera più calma, senza affollamenti, ti consiglio di andarci alla mattina presto o nel tardo pomeriggio al tramonto. Nelle ore centrali della giornata, specie in alta stagione questa attrazione è veramenbe presa d’assalto.
Uno dei momenti più belli secondo me è quando piove leggermente: dalla famosa apertura della cupola entra la pioggia creando un’atmosfera davvero unica e suggestiva.
Anche la sera la zona è davvero bella, perché Piazza della Rotonda si illumina e tutta l’area diventa molto romantica e vivace.

5. Cosa vedere all’interno del Pantheon?

Appena entrati la prima cosa che cattura l’attenzione è sicuramente la cupola con il suo oculos (l’enorme foro del diametro di 8,7 metri). Ma l’interno è pieno di tantissimi dettagli che vale la pena non perdere come:

  • le tombe di Umberto I,  Margherita di Savoia e Vittorio Emanuele II
  • la tomba di Raffaello
  • gli incredibili pavimenti in marmo originali

Una curiosità che mi ha sempre colpita è che quando piove l’acqua entra davvero dall’oculo, ma il pavimento è costruito con un sistema di drenaggio dell’acqua nascosto.

6. Il Pantheon è gratuito oppure si paga?

Il Pantheon ha un biglietto d’ingresso per i visitatori turistici, mentre l’accesso durante le celebrazioni religiose rimane gratuito.
Ti suggerisco di verificare sempre sul sito ufficiale perima della visita, perchè i prezzi possono cambiare nel tempo.
In alcuni giorni o per alcune categorie sono previste riduzioni o ingressi gratuiti.

7. Come arrivare al Pantheon nel centro di Roma?

Il  Pantheon ha una posizione molto centrale. Si trova nel cuore del centro storico di Roma e puoi raggiungerlo facilmente a piedi da tantissime attrazioni famose.

Ad esempio si trova:

  • a 5 minuti da Piazza Navona
  • a circa 10 minuti dalla Fontana di Trevi
  • a 15 minuti da Campo de’ Fiori

La zona è perfetta da esplorare camminando tra vicoli storici, gelaterie e piazze meravigliose.

8. Vale la pena visitare il Pantheon anche se si hanno pochi giorni a Roma?

Certamente si.  Anzi, se soggiorni a Roma per poco tempo, il Pantheon è una delle attrazioni più facili da inserire nell’itinerario. Richiede infatti  una visita relativamente breve ma di grande impatto. Ti lascerà un bel ricordo.
È uno di quei posti che riescono a farti percepire tutta la grandezza della Roma antica senza dover dedicare un’intera giornata alla visita.
Perfetto anche per un primo viaggio nella città.

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La Basilica di San Pietro

La Basilica di San Pietro è una delle più grandi, ricche e spettacolari chiese al mondo. Riceve più di 20.000 visitatori al giorno, attirati dalla genialità artistica dell’edificio e dai numerosi capolavori che contiene al suo interno, primi fra tutti la Pietà di Michelangelo, il Baldacchino del Bernini e la sua strepitosa Cupola.
Qualunque sia la durata del tuo soggiorno per visitare Roma, di San Pietro è senz’altro in cima alla lista delle cose da vedere.
Data la continua affluenza di visitatori, ti suggerisco di procurarti il biglietto on line. Salterai la fila e inizierai subito la visita!
N.B: vestiti con abiti adatti alla sacralità del luogo, altrimenti non potrai entrare. Non sono ammessi pantaloncini, gonne corte e canottiere.

COME ARRIVARE
Prendi  linea A (rossa) della metropolitana e scendi alla fermata Ottaviano-San Pietro,  a circa 10 minuti a piedi dalla tua destinazione.

1. Storia

A costruire la prima basilica fu Costantino nel IV secolo d.c., sul sito dell’Ager Vaticanus, luogo su cui sorgeva lo stadio di Nerone.
Qui dal 64 al 67 d.c. vennero martirizzati i primi cristiani tra cui San Pietro. L’edificio fu consacrato nel 326.
Venne fatta circondare da alte mura da papa Leone IV nel IX secolo, a protezione delle scorrerie saracene.
Nel 1377, al rientro dei papi da Avignone, la chiesa era in stato di abbandono.

Papa Niccolò V cercò di iniziare la ricostruzioneripartita però solamente nel 1506 con Giulio II, che affidò il progetto al Bramante.
Questi optò per una pianta a croce greca con una cupola centrale e quattro minori. Fece demolire gran parte della basilica, distruggendo affreschi e mosaici bizantini.
Alla morte del Bramante nel 1514, i lavori si fermarono e ripresero nel 1547, quando la responsabilità  del progetto passò a Michelangelo, che allora aveva 72 anni.
Egli semplificò il progetto del Bramante e ideò il disegno della cupola. Michelangelo, però, morì prima che questa fosse completata.
La portò a termine, nel 1590 Giacomo della Porta e Domenico Fontana aggiunse la lanterna finale.
Nel 1605 il progetto passò a Carlo Maderno, che modificò l’idea del Bramante a favore di una croce latina, con la navata centrale più lunga del transetto.

2. Visitare la Basilica

La facciata

Visitare la Basilica di San Pietro a Roma

La splendida facciata di San Pietro

Progettata da Carlo Maderno ed edificata tra il 1608  e il 1612, misura 48 metri di altezza e 112.60 di lunghezza. Otto colonne alte 27 metri sorreggono un attico su cui sono collocate 13 statue in piedi rappresentanti Cristo Redentore, San Giovanni e 11 apostoli.
Il balcone centrale è conosciuto come Loggia delle Benedizioni. Da qui si annuncia il nuovo papa e da qui viene impartita la benedizioni Urbi et Orbi a Natale e Pasqua.
Ci sono 5 ingressi e la prima porta sulla destra è la Porta Santa, che viene aperta sono quando c’è un giubileo.

Interni

NAVATA DESTRA

Percorrendo la navata destra della Basilica troveai numerosi punti di interesse che ti lasceranno a bocca aperta:

1. Pietà di Michelangelo: si trova subito all’inizio in una cappella dietro ad un vetro antiproiettile. Realizzata da Michelangelo nel 1499 a soli 25 anni, è la sola opera che reca la sua firma (sulla fascia che cinge il petto di Maria).
In vista del Giubileo del 2025, l’azienda iGuzzini, che già nel 2018 aveva realizzato il primo sistema di illuminazione di questa incredibile opera d’arte, ha curato un un innovativo progetto di illuminazione. Questo non solo ha migliorato la visibilità della scultura, ma ne ha anche potenziato la sicurezza e la staticità.
QUI per scoprire tutti i dettagli di questo nuovo intervento!

Visitare San Pietro: la Pietà di Michelangelo

2. Disco di porfido rosso sul pavimento: collocato subito all’interno del portale principale. Qui Carlo Magno e gli altri imperatori del Sacro Romano Impero furono incoronati dal papa.

3. Monumento alla regina Cristina di Svezia: dedicato a lei perché si convertì al cristianesimo nel 1655. Si trova su un piedistallo subito dopo la Pietà.

4. Cappella del Santissimo Sacramento: in sontuoso stile barocco, in genere non è aperta ai turisti ma si può entrare per pregare.

5. Monumento a Gregorio XIII: si trova subito dopo la cappella e vicino alla Cappella Gregoriana.
Nel transetto a destra dell’ingresso principale si trovano poi il monumento a Clemente XIII e opere tra le più importanti del Canova.

BIGLIETTI BASILICA DI SAN PIETRO

NAVATA CENTRALE

La navata centrale ospita capolavori incredibili che ti riempiranno gli occhi di meraviglia:

  • Baldacchino del Bernini: in stile barocco è alto 29 metri. Lo sorreggono 4 colonne tortili e realizzate con marmo proveniente dal Pantheon.
    Si innalza sull’altare maggiore, posto sulla tomba di San Pietro.
    Sotto l’altare c’è la Confessio, alla cui balaustra vengono a pregare i vescovi quando si avvicinano al papa. E’ circondato da 99 lampade sempre accese.
    Attualmente è in fase di restauro in vista del Giubileo del 2025.

Il Baldacchino del Bernini all'interno di San pietro

  • Cupola di Michelangelo: si trova a 119 metri da terra ed è sorretta da 4 pilastri di pietra disposti intorno all’altare papale. I pilastri prendono il nome da quello di 4 santi, le cui reliquie sono conservate dalle statue dei santi poste in delle nicchie.

La Basilica di San Pietro - Interni. Visitare Roma
Sopra, i balconi sono decorati con le reliquie maggiori: la lancia di San Longino che trafisse il costato di Cristo,  il sudario di Santa Veronica, la scheggia della croce trovata da Sant’Elena e il teschio di sant’Andrea, fratello di Pietro.

  • Statua in bronzo di San Pietro: attribuita ad Arnolfo di Cambio, si trova a destra guardando l’altare.
  • Trono di San Pietro: realizzato nel 1665 dal Bernini è il punto focale della Basilica di San Pietro.

Visita alla Basilica di San Pietro: il trono

 

  • Monumento ad Urbano VIII: realizzato dal Bernini si trova a destra del trono.

NAVATA SINISTRA

Anche nella navata sinistra i capolavori non mancano di certo:

  • Cappella della Madonna della Colonna: si trova dietro il pilastro di Santa Veronica nel transetto di sinistra.
  • La tomba di San Leone Magno: risalente al 1650 è opera di Alessandro Algardi.
  • Monumento ad Alessandro VII: rappresenta l’ultima opera del Bernini per la basilica. Si trova di fronte alla tomba.
  • Cappella Clementina: prende il nome da Clemente VII che la fece decorare da Giacomo della Porta per il Giubileo del 1600.
  • Tomba di San Gregorio Magno: è situata sotto l’altare e su di essa c’è un mosaico ispirato al Miracolo di San Giorgio di Andrea Sacchi.

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  • Monumento a Leone XI: il papa, della famiglia dei de’ Medici è rappresentato quasi piegato dal peso dell’incarico.
  • Cappella del Coro: opera di Giovani Battista Ricci su disegni di Giacomo della porta. Gli stalli d’oro sono su disegno del Bernini.
  • Monumento a Innocenzo VIII: opera del Pollaiolo e copia di un monumento che si trovava nell’antica basilica.
  • Cappella della Presentazione: si trova verso la facciata e contiene due opere moderne, ovvero il monumento a Giovanni XXIII e  quello a Benedetto XVI.
  • Monumenti agli Stuart: dedicati alla moglie di Giacomo Stuart e a 3 membri della famiglia sua famiglia, pretendenti al trono, che morirono in esilio a Roma

La Cupola della basilica di San Pietro

Tra i simboli di Roma per eccellenza, venne ideata da Michelangelo, su ispirazione della cupola del Bramante di Santa Maria del Fiore a Firenze.
La cupola, il cui diametro è di 41.5 metri, è sostenuta da sedici contrafforti con colonne binate, alternati da finestroni a timpano.
Sulla possente struttura, Giacomo della Porta, a cui passò il progetto dopo la morte di Michelangelo, fece partire i sedici spicchi dicui è composta la calotta, aperta da tre ordini di finestre.

Tomba di San Pietro

Si trova nel sottosuolo della basilica, nella parte originaria. Si visita solo con visita guidata di un’ora e mezza (il costo è di 13 euro) e con prenotazione obbligatoria.
Si può accedere solo dopo aver compiuto 15 anni.  La prenotazione si può effettuare tramite richiesta scritta inviando un messaggio a scavi@fsp.va, o per fax +39 06 69873017, o direttamente in Ufficio Scavi (ingresso a sinistra del colonnato berniniano).

Grotte Vaticane

Si estendono per tutta la lunghezza della basilica e contengono le tombe di molti papi, compresa quella di papa Giovanni Paolo II. Si possono vedere anche grandi colonnati risalenti alla basilica del IV secolo.

Tesoro di San Pietro

Si accede dall’ingresso della sagrestia (metà della navata sinistra). Qui sono conservate reliquie e manufatti preziosissimi, come la Crux Vaticana del VI secolo, in bronzo e tempestata di gemme.

3. Curiosità

  • Sotto la Basilica sono sepolti ben 91 papi
  • A costruire la prima Basilica di San Pietro fu Costantino, il primo imperatore romano che abbracciò il Cristianesimo
  • L’edificio fu costruito sul luogo del martirio di San Pietro
  • Le spoglie di San Pietro furono trovate nel 1950 e sono state esposte da papa Francesco nel 2013
  • Sotto la navata centrale, a tre metri di profondità, si trovano Grotte Vaticane. Pur essendo chiamate così non sono delle vere e proprie grotte.
    In realtà si tratta dello spazio che c’è tra la vecchia basilica, costruita da Costantino, e quella nuova.

Terminata la visita alla Basilica esci e fermati in Piazza san Pietro a goderti l’atmosfera che questo luogo sa regalare e che, insieme ai musei Vaticani e la Cappella Sistina, rappresentano i tre gioielli della Città del Vaticano.

Domande frequenti

1. Vale davvero la pena visitare la Basilica di San Pietro?

Si, senza dubbio. La basilica rappresenta una delle più ricche e incredibili chiese al mondo. Perciò, anche se l’arte e la religione non sono il tuo primo interesse, è impossibile non rimanerne affascinato. Sia per gli incredibili capolavori che contiene al suo interno ( laPietà di Michelangelo e il magnifico Baldacchino di Bernini, solo per citarne un paio), sia per l’atmosfera che lo caratterizza: una volta entrato sarai sopraffatto (in maniera positiva, certo!) dall’enormità dell’edificio e dalla  quantità di storia che racchiude.
Specialmente se è la tua prima volta a Roma, la Basilica di San Pietro è tra le cose assolutamente da visitare.

2. Qual è il momento migliore per visitare la Basilica di San Pietro evitando le code?

Se vuoi goderti quest’attrazione con più tranquillità trovando meno folla ti consiglio di andarci molto presto al mattino, se riesci entro le 8.00. Diversamente puoi visitarla nel tardo pomeriggio, quando l’affluenza di persone é decisamente minore.
I periodi più affollati sono generalmente tra le 10:00 e le 14:00, soprattutto nei weekend, durante le festività religiose e nei mesi estivi.
I controlli di sicurezza possono creare lunghe file, quindi anticipare o posticipare l’orario fa davvero la differenza.

3. Quanto tempo serve per visitare la Basilica di San Pietro?

Metti in conto 1-2 ore se vuoi fare una visita tranquilla, godendoti tutto quello che c’è da vedere.
Se invece vuoi salire sulla Cupola, osservare con calma le opere d’arte, visitare le Grotte Vaticane e fare fotografie, conta che ci vogliono almeno 3 ore .

5. Conviene salire sulla Cupola di San Pietro?

Io penso proprio di sì. La Cupola offre una delle viste panoramiche più belle di Roma. Da lassù puoi ammirare Piazza San Pietro, Castel Sant’Angelo, il centro storico e, nelle giornate limpide, una vista davvero spettacolare sulla città.
Salire sulla cupola richiede un po’ di fatica, soprattutto se scegli di percorrere parte del tragitto a piedi, ma una volta in cima il panorama  che vedrai ti ripagherà ampiamente dello sforzo.

6. Come ci si veste per entrare nella Basilica di San Pietro?

Come di norma in molte chiese, nella Basilica di San Pietro ci si deve vestire con un abbigliamento adatto ad un luogo sacro.
Spalle e ginocchia devono essere coperte sia per uomini che per donne. Non ti conviene indossare pantaloncini molto corti, top senza maniche e abiti troppo scoperti.
Se visiti Roma in estate, ti consiglio di avere con te una sciarpa leggera o una camicia da indossare prima dell’ingresso.

7. Cosa non bisogna assolutamente perdere all’interno della Basilica?

Se non hai molto tempo da dedicare alla visita ti suggerisco di non perderti la Pietà di Michelangelo, conosciuta in tutto il mondo, l’interno della cupola, progetto di Michelangelo, e il grandioso baldacchino, opera del Bernini, che si trova sopra l’altare papale.
Se riesci, val la pena visitare anche la tomba di San Pietro all’interno delle grotte vaticane.

8. È possibile visitare la Basilica di San Pietro senza prenotazione?

Sì, la Basilica può essere visitata senza prenotazione perché l’ingresso è libero. Durante i periodi di maggiore affluenza però, una visita guidata o un accesso prenotato alla Cupola possono aiutarti a ottimizzare i tempi.
Se viaggi in alta stagione o durante eventi religiosi importanti, pianificare in anticipo può essere una scelta intelligente.

9. Basilica di San Pietro e Musei Vaticani sono la stessa cosa?

No, si tratta di due attrazioni differenti, anche se situate entrambe all’interno della Città del Vaticano. Spesso vengono visitate lo stesso giorno perchè si trovano molto vicini l’uno all’altro, ma  i percorsi di visita sono separati e richiedono uscite e ingressi distinti.

10. Quali consigli pratici darei a chi visita la Basilica di San Pietro per la prima volta?

Dopo averla visitata più volte, i consigli pratici che mi sento di darti sono:

  • Arriva la mattina presto per evitare le code.
  • Indossa scarpe comode perché camminerai parecchio.
  • Porta con te una bottiglietta d’acqua, soprattutto in estate.
  • Controlla eventuali celebrazioni papali che potrebbero modificare accessi e orari.
  • Non avere fretta: fermati a osservare i dettagli architettonici e le opere d’arte.
  • Se puoi, sali sulla Cupola perché offre una prospettiva unica sulla Basilica e su Roma.
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Visitare Roma – Città del Vaticano

A meno che tu non sia nella capitale per una sola giornata, non puoi non inserire nel tuo itinerario per visitare Roma una tappa nella Città del Vaticano.
Ti consiglio di arrivare di mattina presto (scendete alla fermata della metro Ottaviano-San Pietro), quando il flusso dei visitatori è ancora limitato.
Avrai ancora l’intero giorno davanti a te per dedicarti alla visita di tutte le attrazioni presenti: la Basilica di San Pietro, le Grotte Vaticane, i meravigliosi Musei Vaticani (vi conviene acquistare i biglietti on line per saltare la coda).

Nota: se vuoi goderti tutti i tesori del Vaticano e di Roma risparmiando tempo, tenendo d’occhio il portafoglio, puoi approfittare della Omnia Vatican & Rome card . Avrai anche accesso illimitato ai trasporti pubblici e potrai usufruire di diversi sconti.

Qui di seguito ti fornisco alcune informazioni sulla Città del Vaticano per non farti trovare impreparato:

1. Dove si trova

La Città del Vaticano si estende sulla riva destra del Tevere, in una zona dove all’origine non c’era sviluppo urbanistico.
L’Ager Vaticanus iniziò ad essere preso in considerazione solo alla fine dell’età repubblicana (I secolo A.C), quando furono realizzati ville e giardini.
Più tardi, Augusto (63a.c – 14d.c) portò a termine uno stadio per battaglie navali (naumachia) mentre Nerone (37 d.c – 68d.c.) fece realizzare un circo.
Nel circo e nei giardini di Nerone subirono il martirio molti cristiani, tra cui lo stesso San Pietro (67 d.c.).
La memoria dell’apostolo darà il via alla costruzione delle due grandiose basiliche: la prima voluta dall’imperatore Costantino nel 324, la seconda, voluta da papa Giulio II nel Rinascimento e fatta edificare sullo stesso luogo della precedente.
Accanto alla basilica, nel corso dei secoli si è sviluppata la Città del Vaticano, sede del capo della Chiesa cattolica e gelosa custode di inestimabili tesori d’arte.

2. Quando nasce

Nasce l’11 febbraio 1929, quando tra i rappresentanti della Santa sede e quelli dello Stato Italiano viene firmato, nel Palazzo Laterano, il trattato che sanciva la costituzione dello Stato della Città del Vaticano, indipendente e con precisi confini topografici.
Il trattato entrò in vigore il 7 giugno dello stesso anno.

3. Caratteristiche

Si estende su una superficie di 0,44 kmq con una popolazione di circa 836 abitanti.
Batte una propria moneta, ma per effetto dell’unione doganale e monetaria con l’Italia adotta l’Euro. Sugli otto tagli delle monete viene riportato nella faccia nazionale l’effigie del papa regnante.
Stampa propri francobolli validi per spedizioni in tutto il mondo solo però con la spedizione dalle Poste Vaticane.
Edita un proprio giornale, l‘Osservatore Romano e ha una propria emittente, Radio Vaticana, inaugurata da Guglielmo Marconi nel 1931.
La lingua ufficiale è l’Italiano, mentre il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede.
All’interno della città vaticana e degli edifici extraterritoriali il servizio d’ordine e di polizia è assolto dagli agenti di vigilanza e dalla Guardia Svizzera.

4. Il Papa

È capo dello Stato e allo stesso tempo vescovo di Roma. Gode della piena e suprema potestà giurisdizionale su tutta la Chiesa. È coadiuvato nel governo della Chiesa da un Sacro Collegio Cardinalizio e della Curia Romana.
È possibile partecipare alle udienze di Papa Francesco ogni mercoledì in Piazza San Pietro (scopri qui come fare!)

5. Le guardie svizzere pontificie

Una delle curiosità da vedere a Roma, sono un corpo armato al servizio del papato.
Questo fin dal 22 gennaio 1506, quando un gruppo di 150 mercenari elvetici entrò nello stato pontificio per mettersi al servizio di papa Giulio II.
Per diventare una guardia svizzera bisogna essere in possesso di alcuni requisiti:

  • essere di sesso maschile
  • essere obbligatoriamente di fede cattolica
  • avere la cittadinanza svizzera
  • avere un’età tra 18 e i 30 anni
  • aver prestato servizio nell’esercito svizzero
  • rimanere celibi (il matrimonio è concesso solo a chi raggiunge il grado di caporale e gradi superiori).
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Cosa vedere ai Musei Vaticani

Il numero delle cose da vedere ai Musei Vaticani è da capogiro: 20.000 opere d’arte. E questa è solo la cifra di quelle che sono esposte, perchè altrimenti sarebbe 70.000. 
Che dire, c’è sicuramente l’imbarazzo della scelta, sia che li visiti per la prima volta, sia che tu decida di farli diventare la tua meta preferita tutte le altre volte che verrai a visitare Roma.

Se fai parte di quel gruppo di persone che non ha ancora provato l’esperienza di rimanere rapito davanti ai capolavori dei Musei Vaticani, ti sarà d’aiuto la mia piccola lista delle 5 opere d’arte che non devi perderti assolutamente.

Ti suggerisco di acquistare i biglietti online, per saltare le lunghe code all’ingresso e cominciare subito la visita.

 

5 Cose da vedere ai Musei Vaticani

1. Il gruppo del Laocoonte

Si trova nel Cortile Ottagono e rappresenta Laocoonte, sacerdote Troiano di Apollo che aveva tentato di impedire l’ingresso del cavallo di legno dentro le mura della città.  In questo modo il sacerdote avrebbe cambiato la storia e il fato e perciò venne condannato dalla dea Atena a morire con i due figli Antifane e Timbreo, sotto le spire dei due serpenti marini Porcete e Caribea.

Ritrovato nel 1506 tra le rovine delle Terme di Tito a Roma, questo eccezionale capolavoro impressionò  gli artisti rinascimentali, in particolare Michelangelo, che lo definì «un portento d’arte».
L’opera influenzò tantissimo l’arte rinascimentale italiana e quella barocca un secolo più tardi.

Il Gruppo del Laocoonte ai Musei Vaticani
Visitare i Musei Vaticani: il Gruppo del Laocoonte. Foto: Beatrice Giacinto

Plinio il Vecchio, potè ammirarlo nella casa dell’imperatore Tito e lo descrisse come il capolavoro di tre scultori della scuola di Rodi, Agesandro, Polidoro e Atanodoro.
Proprio per questo, a lungo venne considerato un originale ellenistico. Oggi si propende a pensare che sia un’eccellente copia romana di epoca tiberiana (42-37 a.c.) di un originale bronzeo del II secolo a.c.
Questo trova conferma anche nel fatto che la statua si compone di più parti distinte, mentre Plinio la descrive come realizzata da un unico blocco di marmo.
Dopo il ritrovamento, venne acquistato da papa Giulio II che lo fece esporre nel Cortile delle Statue all’interno del Giardino del Belvedere, ideato per accogliere la collezione di scultura antica del papa.
Fu così che nacquero i Musei Vaticani. Insieme all’Apollo del Belvedere, fu per sempre uno dei pezzi più importanti della collezione.
Il gruppo statuario raffigura Laocoonte e i suoi due figli mentre cercano invano di liberarsi dalle spire dei due serpenti per non esserne stritolati. A chi la guarda trasmette un grande pathos.
I lineamenti del suo volto sono stravolti, il suo corpo muscoloso è  in tensione. Si contrappone alla debolezza e alla fragilità dei suoi figli che chiedono impotenti aiuto. Tutto suscita empatia e commozione.
Sicuramente nella lista di cosa vedere ai Musei Vaticani.

 

2. L’Apollo del Belvedere

Si trova anch’esso nel Cortile Ottagono. Faceva parte della collezione che Giulio II possedeva quando era ancora cardinale e che ospitava nel suo palazzo a Santi Apostoli. 
L’opera, datata entro la metà del II secolo a.c. è una copia romana marmorea di eccellente fattura (l’autore è sconosciuto) di un bronzo originale dello scultore Leocare.
Quest’ultimo era uno degli artisti che lavorarono al mausoleo di Alicarnasso e che la realizzò tra il 330 e il 320 ac.
Il Winckelman lo considerava “il più alto ideale dell’arte tra le opere che si sono conservate fino a noi”.

Cosa vedere ai Musei Vaticani: l'Apollo del Belvedere
L’Apollo del Belvedere. Foto: Beatrice Giacinto

La scultura raffigura  Apollo, dio del sole, armato di arco, il quale ha appena scoccato una freccia per uccidere il serpente Pitone, la divinità che custodiva l’oracolo di Delfi, di cui il dio voleva impossessarsi.
E’ ancora giovane, ma è già un uomo adulto, come dimostra il suo volto impassibile. Rappresenta un’immagine ideale di bellezza e giovinezza eterna. Realizzato con dimensioni poco più grandi del reale, l’Apollo del Belvedere è in posa dinamica, come se stesse camminando.
Il peso poggia sulla gamba destra sostenuta dal tronco di un albero sul quale si arrampica un serpente.
La gamba sinistra invece rimane indietro, leggermente flessa. E’ rappresentato con il corpo nudo e indossa dei sandali e un mantello, chiuso sulla spalla destra e appoggiato sul braccio sinistro e in parte sul dorso.

La statua che possiamo ammirare oggi non è tutta originale. Giovanni Angelo da Montorsoli, scultore e collaboratore di Michelangelo, la restaurò nel 1532 aggiungendo gli avambracci e le mani che in realtà mancavano. Il restauro venne rimosso nel 1924 per poi essere ripristinato nel 1999.

3. La scuola di Atene

Visita le stanze di Raffaello. Biglietti on line
Le Stanze di Raffaello: La Scuola di Atene. Foto: Lea Gerbaudo

Si trova sulla parete ovest della stanza della Signatura, una delle quattro stanze all’interno dei Palazzi Apostolici e vuole celebrare la ricerca razionale, la facoltà dell’anima di conoscere il vero attraverso la filosofia e la scienza. 

Sullo sfondo di una grandiosa architettura rinascimentale ispirata al progetto di Bramante pensato per il rinnovamento della basilica paleocristiana di San Pietro, sono rappresentati, al centro, Platone e Aristotele. Il primo con le sembianze di Leonardo, punta il dito al cielo alludendo al mondo delle idee, il secondo, volgendo il palmo della mano verso terra, indica, al contrario, il principio razionalista della sua filosofia.
Entrambi sono attorniati da una schiera di filosofi, rappresentati con le sembianze di personaggi del tempo. In primo piano Eraclito (Michelangelo), Euclide (Bramante) che disegna sulla lavagna una figura geometrica, Diogene quasi sdraiato sulle gradinate, Tolomeo e Zoroastro con in mano rispettivamente il globo e la sfera celeste. Nell’opera si può ammirare anche l’autoritratto di  Raffaello, il secondo personaggio a destra con il berretto verde.

4. Il Giudizio Universale

lo potete ammirare sulla parete di fondo della Cappella Sistina. Venne dipinto 30 anni dopo gli affreschi  della volta. Il progetto, commissionato da Clemente VII e incoraggiato dal successore  Paolo II, scatenò molte polemiche sin dall’inizio. Prima perchè l’artista distrusse due affreschi del Perugino per preparare il muro. Poi quando il dipinto fu svelato, perchè la massa turbinante di 391 corpi nudi fece gridare allo scandalo. La reazione infatti fu tale che le autorità ecclesiastiche ordinarono che si coprissero le nudità. 

Musie Vaticani, la Cappella Sistina. Biglietti on line per saltare la coda

Al centro del dipinto c’è il Cristo con attorno, in una specie di vortice, le anime dei defunti uscite dalle tombe per affrontare il giudizio divino. I salvati salgono in cielo, mentre i dannati vengono scaraventati all’Inferno tra i demoni. A fare da corona a Gesù alcuni personaggi dell’Antico Testamento: apostoli, profeti, eroine, sibille e patriarchi. Inoltre compaiono santi, martiri e vergini. Egli, rappresentato seminudo, come un eroe classico, nell’atto di avanzare, ha lo sguardo rivolto verso destra.
Con la mano destra alzata chiama a sé i beati mentre con la mano sinistra destina i dannati alla profondità dell’Inferno. In posizione di poco inferiore a Gesù si trova la Madonna e volge lo sguardo a sinistra con espressione sofferta ma composta.
Nelle lunette sono rappresentai i simboli del martirio.

 

5. La Deposizione del Cristo di Caravaggio

Ultima opera della nostra lista delle cose da vedere ai Musei Vaticani, si trova nella Pinacoteca Vaticana e rappresenta uno dei lavori più importanti della produzione di Caravaggio.
Dipinto su commissione di  Girolamo Vittrice il quadro venne posto nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma. Rimase lì fino al 1789 quando venne fatto portare a Parigi da Napoleone. Nel 1816 venne restituito ed entrò a far parte della pinacoteca di Pio VII e perciò nell’odierna pinacoteca vaticana.

L’ opera incontrò sin da subito il favore di tutti, che non poterono fare altro che ammirarne la composizione e l’incredibile tecnica pittorica.
il corpo di Cristo è sostenuto da San Giovanni e Nicodemo. Alle sue spalle, in uno schema piramidale, si trovano Maria, la Maddalena e una donna con le braccia alzate.
Il gruppo di figure è maestoso, quasi scultoreo e il movimento della scena sembra rallentato, quasi teatrale.
E’ costruito su una linea curva diagonale che unisce l’angolo inferiore sinistro a quello superiore destro. Si crea così un andamento che scorre sulle figure sia in senso discensionale che ascensionale. In questo modo in chi osserva la scena si crea una tensione dinamica. Lo sguardo accompagna la deposizione verso il basso, ma allo stesso tempo rimbalza in senso opposto, finendo sul volto della donna che ha le mani tese verso l’alto.

Il mio elenco finisce qui, ma rappresenta solo una parte infinitesimale degli incredibili tesori che potrai ammirare durante la vostra visita.
Metti in conto di dedicarci due o tre ore. Se una volta uscito non sei troppo stanco, puoi pensare di andare a goderti le attrazioni che si trovano nelle vicinanze, come la Basilica di San Pietro o Castel Sant’Angelo.

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Musei Vaticani. Biglietti online – Tutte le offerte

Acquistare i biglietti online per visitare gli strepitosi Musei Vaticani è sicuramente una buona idea: avrete modo di evitare le lunghe code e non comincerete perciò la visita già stanchi!
Sì, perché per godervi questo complesso museale, enorme e bellissimo (sono ben sette chilometri di superficie espositiva che conta più capolavori di quanti ne ospitino molti piccoli altri Paesi), dovrete mettere in conto almeno 2-3 ore. E solo per vederne una parte. 

Visitare Roma: i Musei Vaticani. Biglieti online
Foto di Francesca Ciola

Dicono infatti che per vederli tutti occorrerebbero circa dodici anni. Un’ottima scusa per venire a visitare Roma ancora, ancora e ancora. 
Ma se invece è la vostra prima volta, quello che vi consigliamo è di non perdevi assolutamente:

1. Le Stanze di Raffaello
2. Il Museo Pio Clementino (per estasiarvi davanti al Laocoonte e l’Apollo del Belvedere)
3. La Pinacoteca Vaticana (non perdetevi la Trasfigurazione di Raffaello)
4. Galleria delle Carte Geografiche 
5. la strepitosa Cappella Sistina (qui per assicurarvi l’ingresso prioritario)


Vi ricordiamo che i musei sono attrezzati per i disabili e, prenotandole in anticipo, sono disponibili gratuitamente le sedie a rotelle (dovrete richiederle direttamente presso lo sportello “permessi speciali”).
E’ inoltre consentito l’ingresso con i passeggini. Non avrete quindi difficoltà a visitarli se siete con bambini al seguito.

L’ingresso dei Musei Vaticani si trova in Viale Vaticano, a poca distanza da Viale dei Bastioni di Michelangelo. Anche se fanno parte dello Stato Vaticano, sono in territorio italiano.
Ci si arriva facilmente con la metropolitana di Roma scendendo alle fermate della linea A Ottaviano-Musei Vaticani e Cipro (sono le più vicine). Raggiungerete i musei con una passeggiata di circa 10 minuti.

Musei Vaticani biglietti online

Prenotare già da casa i vostri biglietti per i Musei Vaticani vi permetterà di arrivare sul posto e accedere direttamente ai controlli di sicurezza, senza fare la coda alla biglietteria, che spesso, specie in estate, può essere molto lunga. Eviterete così di perdere tempo, che potrete dedicare, dopo la visita, a qualche altra attrazione di Roma.

Potrete scegliere se fare la visita per conto vostro oppure prenotare un tour guidato, da soli o in piccoli gruppi. 

Qui sotto trovate tante diverse opzioni  per i vostri biglietti online. Scegliete quella che più si adatta alle vostre esigenze.

Lo sapevate che….

  1. Il blu oltremare usato nel Giudizio Universale era costosissimo: in questa parte degli affreschi, contrariamente a quella della volta che ne ha una quantità minima, Michelangelo ne usò una quantità impressionante.
    All’epoca questo colore era ottenuto dai lapislazzuli, pietre preziosissime e perciò molto costoso.
    Gli artisti infatti esitavano ad adoperarlo, a meno che non fosse pagato da altri.
    Nel caso del Giudizio Universale i materiali li avrebbe pagati il papa (Giulio II, che aveva commissionato a Michelangelo la Cappella Sistina). Nel caso della volta, invece, visto che doveva far fronte lui stesso alle spese per affrescarla, il celebre artista, usò colori meno cari.

  2. Non è vero che Michelangelo lavorava da solo: Lo si è spesso detto, ma in realtà per tutto il corso dei lavori nella cappella si avvalse della collaborazione di assistenti che preparavano l’intonaco umido su cui poi il pittore dipingeva (come richiedeva a tecnica dell’affresco).

  3. Non è vero che Michelangelo dipingesse sdraiato: in realtà l’artista progettò un’impalcatura curva che gli permetteva di stare in piedi, anche se in posizione scomoda, piegato all’indietro


Una volta finita la visita ai Musei Vaticani, a seconda di quante energie avete ancora, potete dedicarvi ad ammirare le attrazioni che si trovano nelle immediate vicinanze, o quelle per cui è necessario camminare un po’ di più. Tenendo sempre a mente che la vostra fatica sarà sicuramente ripagata con tanta bellezza! Perciò potete scegliere se visitare:

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